mercoledì, Settembre 9, 2026

RSA, concorrenza ma senza aggirare le norme

“Le principali associazioni dei gestori delle RSA toscane e il loro coordinamento sono profondamente convinte della validità, anche nel sistema socio sanitario e delle residenze sanitarie assistenziali, della libera scelta e di un sistema realmente concorrenziale dotato, auspichiamo, di risorse più  adeguate  al fabbisogno reale  per l’assistenza sociosanitaria  in regime residenziale per anziani non autosufficienti gravi, non assistibili a domicilio, invertendo  radicalmente la  tendenza in atto di riduzione delle quote sanitarie erogate.

La concorrenza tra pubblico e privato e tra privati è garanzia di qualità per il cittadino e per la sua libera scelta, all’interno di una cornice unitaria di prestazioni e servizi assicurata dalle leggi e dai controlli degli enti pubblici/soggetti deputati e da una adeguata programmazione del fabbisogno da parte della Regione Toscana, che tenga conto delle risorse disponibili.

Ma la concorrenza deve essere “leale” senza aggiramento furbesco delle normative da un lato e senza consentire a qualcuno ciò che non è stato concesso ad altri, in base alle stesse leggi.

Ben vengano dunque nuove iniziative ma a condizione che si rispettino le dimensioni massime delle RSA  previste dal Regolamento R.T  2/r 2018 e  che le nuove realizzazioni siano preliminarmente  subordinate alla valutazione di compatibilità con la programmazione a livello regionale del fabbisogno di Residenze Sanitarie assistenziali, programmazione da molti anni auspicata, richiamata  in delibere della Giunta regionale, ma relegata di fatto ad un parere solo facoltativo a cui i Comuni sono tenuti, prima del rilascio di permesso a costruire/ristrutturare immobile a destinazione RSA.

Semplice a nostro avviso la soluzione per assicurare il rispetto della normativa regionale: se vi è volontà politica basta introdurre nel regolamento 2R /2018 della Regione Toscana un’aggiunta al testo di questo tipo: ‘In caso di RSA contigue di nuova realizzazione il numero massimo complessivo di posti letto tra le due strutture non potrà superare gli 80 posti letto’.

Anche per la programmazione a livello regionale, se vi è volontà di risolvere il problema, basta utilizzare quanto già si fa in materia di sanità o quanto fa la Regione Lazio (per citare una realtà confinante fisicamente e politicamente con la Toscana) che prevede che un Comune possa autorizzare la costruzione di una RSA solo dopo l’ottenimento del  parere preliminare  obbligatorio di conformità con la programmazione regionale e con il fabbisogno individuato nel territorio, in assenza del quale è impossibile procedere alla costruzione della struttura.  

Comitato dei gestori delle Rsa private toscane

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI