ROMA – Un accordo da 25 milioni di euro, quello raggiunto in Conferenza Stato-Regioni e destinato alla realizzazione di campagne divulgative, informative e di promozione. La misura si inserisce all’interno del Fondo per lo Sviluppo e il Sostegno delle Filiere Agricole, della Pesca e dell’Acquacoltura.
A renderlo noto è il Mipaaf, che ribadisce l’importanza del decreto quale strumento per il sostegno alle esportazioni.
“Si tratta di fondi che vogliono aiutare la filiera nel post pandemia. Il vino è tra i migliori ambasciatori del Made in Italy nel mondo come confermano i risultati straordinari dell’export”, commenta il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio, principale promotore dell’accordo.
”ll vino – fa eco il sottosegretario al MLPS Tiziana Nisini – è uno dei prodotti che fanno grande l’Italia nel mondo e questa iniziativa è importantissima per tutto il settore, anche in relazione alle follie di Bruxelles che vorrebbero etichettare i prodotti di qualità della nostra terra con il bollino nero del nutriscore”.

In Toscana, secondo il rapporto di Intesa San Paolo, il settore vitivinicolo è tornato a crescere, registrando un + 17% dal 2019. La proposta di etichettare il vino come prodotto cancerogeno metterebbe a rischio la ripresa e la tenuta dell’intera filiera.
Sulla questione del bollino nero per i vini, proposta da Serge Hercberg, uno degli ideatori dell’etichettatura Nutriscore, si è quindi espresso oggi anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani a margine dell’inaugurazione della dodicesima edizione del BuyWine Toscana.
”Respingiamo con forza ogni forma con cui la produzione, l’esportazione e la conoscenza del vino toscano nel mondo possano esser in qualche modo limitate – ha detto Giani, secondo quanto riportato da Toscana notizie. ” Tra l’altro – prosegue – se la trovata del bollino nero dovesse essere adottata e il sistema Nutriscore diventasse norma a livello comunitario, vino, birra e altri prodotti che fanno parte della dieta quotidiana di centinaia di migliaia di consumatori si troverebbero improvvisamente a essere considerati da evitare”.
“Spero che l’Europa torni indietro e usi il buon senso – ha ribadito la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – Ultimamente mi pare si assista a una serie di irragionevolezze su questo campo che penalizzano alimenti naturali e salutari come l’olio extravergine d’oliva o eccellenze dei territori come i prodotti a denominazione d’origine. Ora si vorrebbe addirittura ‘bollare’ il vino. Il vino, oltre a essere espressione di storia, di cultura e dei territori, è parte della dieta mediterranea e se consumato nelle giuste quantità, fa bene. Rischiamo di arrecare un grave danno all’intero settore vitivinicolo. E’ necessario che l’Europa fermi tutto”. (r.b.)





