mercoledì, Settembre 9, 2026

Dal Mibac nuove risorse per le sale cinematografiche

di Giacomo Martini

ROMA – Un importante intervento a sostegno delle sale cinematografiche da parte del Ministro della Cultura Dario Franceschini che ha firmato un decreto che destina 25 milioni di euro del fondo emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo al sostegno delle sale cinematografiche.

“Con questo provvedimento prosegue l’azione di sostegno ai settori culturali fortemente colpiti dalla pandemia. Il settore del cinema e dell’audiovisivo va sostenuto nella sua intera filiera, dalla produzione, alla distribuzione sino alle sale cinematografiche”, ha dichiarato il Ministro Franceschini.

Possono accedere ai contributi gestori di sale cinematografiche in possesso dei seguenti requisiti: a) avere sede legale in Italia; b) aver tenuto aperta al pubblico la sala cinematografica per cui si fa richiesta di contributo per almeno il 25% dei giorni compresi tra il 1° novembre 2021 e il 31 gennaio 2022; c) essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali.

Le risorse sono ripartite tra i soggetti beneficiari in misura proporzionale ai mancati incassi derivanti dalla vendita di biglietti nel periodo dal 1° novembre 2021 al 31 gennaio 2022 rispetto al periodo 1° novembre 2019 al 31 gennaio 2020. Nel caso in cui la sala cinematografica non abbia avuto incassi da vendita di biglietti nel periodo dal 1° dicembre 2019 al 31 gennaio 2020, il parametro di riferimento è costituito dalla media dei mancati incassi delle sale cinematografiche aventi pari numero di schermi.

Entro 10 giorni dalla registrazione del decreto, la DGCA pubblicherà un avviso con le modalità e scadenze per la presentazione delle domande di contributo.

Una scelta obbligata ed attesa per dare un po’ di ossigeno alle sale cinematografiche che maggiormente hanno sofferto la chiusura imposta dalla pandemia che nonostante l’apertura di questi ultimi giorni continua a registrare una forte pressione nel pubblico cinematografico che sembra più di altri subire la “psicosi“ della sala chiusa, un fenomeno che non tocca il teatro che invece registra un forte afflusso di spettatori.

Certamente sulle sale pesa la presenza delle piattaforme che hanno certamente guadagnato molto terreno sulle sale per i troppi lockdown imposti.

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