mercoledì, Settembre 9, 2026

The Forty Days a Le Fornaci, l’incanto della musica che arriva al cuore

PISTOIA – Un altro grande concerto al circolo Arci Le Fornaci, che ha scoperto un’altra perla fuori provincia: The Forty Days.

The Forty Days sul palco de Le Fornaci Music Corner

Un concerto dalle emozioni forti quello proposto ieri sera dal gruppo pisano livornese che ha fatto ascoltare alcuni brani del loro primo cd (The colour of Change: http://www.lizardrecords.it/the-forty-days-the-colour-of-change/) e anticipato pezzi del secondo cd che uscirà entro la fine dell’anno.

Il gruppo esegue musica propria, niente cover, nemmeno un accenno ai grandi del prog-rock: scelta saggia per non correre il rischio di diventare degli epigoni. Certo, è innegabile come nei loro lavori si avverta l’influenza di gruppi che hanno lasciano segni indelebili nel genere: Pink Floyd, Led Zeppelin, Supertramp e molto David Gilmour.

Proprio di Gilmour e dei Pink si sentono i segni maggiori con il loro rock sinfonico avvolgente, quel volteggiare quasi sospesi sugli spazi dove la musica diventa sogno. Una musica a tratti evocativa (Monday, Homeless): ascolti i Forty, chiudi gli occhi e inizi un viaggio nei luoghi dove vorresti essere.

Si capisce che dietro ogni loro brano c’è lavoro, c’è studio, c’è la ricerca costante di una cifra stilistica molto elevata, c’è dedizione, c’è amore.

C’è anima.

Giancarlo Padula

The Forty Days è una band composta da musicisti di assoluta qualità a partire da Giancarlo Padula, una voce splendida, pulita, che quando sale fino al Si pare la corda di una chitarra, voce che lo stesso accompagna con le tastiere concedendosi virtuosismi pianistici di grande qualità. Niente suoni Hammond (ormai usati e abusati, messi un po’ ovunque), si affida a una classica workstation tuttofare incrociandola con un potente synth: una scelta conseguente la musica prodotta.

Dario Vignale

Dario Vignale è l’autore dei testi, il “poeta” del gruppo, colui che traduce in parole le emozioni. Accompagna Padula nei cori ma è anche un grande chitarrista che mette insieme velocità e leggerezza, con le dovute proporzioni – per carità! – la sua tecnica è mutuata più da quella di Gilmour (in John’s Pool) che da Jimmy Page dei Led Zeppelin (evidente, invece, nel brano Restart), dalla sua sei corde esce sempre un suono caldo, anche negli assoli nessun strappo. Gradevolissimo nella sua continuità stilistica.

Da sinistra, Massimo Valloni e Giorgio Morreale

Infine Massimo Valloni e Giorgio Morreale, il bassista e il batterista del gruppo sono una bella fusion di ritmiche che cuciono alla perfezione il tessuto musicale del gruppo: sempre precisi, senza sbavature offrendo una esibizione piacevolissima.

I gruppo ha già al suo attivo un cd, The Colour of Change, registrato all’Indiependente Studio di Edoardo Magoni a Putignano (Pisa), uscito nell’ottobre 2017 in collaborazione con la label Lizard Records. Entro la fine dell’anno uscirà il secondo album:  Beyond the Air, alcuni dei cui brani sono stati presentati nel concerto delle Fornaci.

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