PISTOIA – Dopo essere stata designata Capitale italiana della cultura, Pistoia si è ripiegata su se stessa, ridotta alla marginalità da cinque anni nei quali l’amministrazione della destra non è stata in grado di compiere scelte strategiche, ed ha anzi perso occasioni importanti di rigenerazione urbana, culturale e sociale.
Ci aspettavamo che l’area progressista lavorasse per una proposta comune, in grado di valorizzare davvero i talenti e le potenzialità della città. Invece, rischiamo di dover affrontare le prossime elezioni amministrative con il centrosinistra e la sinistra irreversibilmente divisi.
Pistoia non merita questo.
Pistoia, infatti, ha bisogno, di un progetto chiaro e lungimirante per il proprio futuro.
C’è innanzitutto bisogno di restituire a Pistoia il suo naturale ruolo di guida politico-istituzionale dell’intero territorio provinciale, e di rafforzarne il peso in Toscana e nell’area vasta.
Riteniamo che ciò possa avvenire soltanto se la città saprà rendersi protagonista di un cambiamento vero, agito attraverso scelte chiare, utili a tradurre in termini amministrativi le grandi sfide del presente e del futuro, declinate dall’Agenda 2030.
Temi che ora possono essere sviluppati, grazie alle ingenti risorse messe a disposizione dall’Unione Europea, anche e soprattutto sui territori.
Ci chiediamo, dunque: se non ora, quando?
E’ questo il momento, per Pistoia, di definire un nuovo modello di sviluppo, in grado di tenere insieme le ragioni dell’ambiente e dell’economia, della cultura e dell’educazione, dell’attenzione ai giovani e di un welfare universalistico.
Parliamo di ecologia integrale: l’unica dimensione possibile, nel mondo in cui viviamo, per garantire salute, lavoro e benessere ai singoli cittadini e alle comunità.
Pistoia, con le sue robustissime tradizioni culturali, con la sua storia di civismo, con il suo tessuto sociale diffusamente innervato di associazionismo e volontariato, può e deve vincere queste sfide.
Occorre essere, al contempo, ambiziosi e umili. Disponibili al confronto e generosi.
Facciamo pertanto appello alle forze politiche di tutto il centrosinistra, affinché rinuncino a anacronistici primati, gelosie di partito e rivendicazioni di visibilità che portano soltanto a divisioni. Ognuno faccia un passo di lato, per farne uno in avanti tutti insieme.
I partiti, da soli, non bastano.
Serve l’intelligenza e la passione di tante cittadine e cittadini, ed in particolare delle nuove generazioni, preoccupati per il bene comune anche quando non direttamente impegnati in politica.
Non è mai troppo tardi per l’unità e l’apertura al futuro.
Maria Teresa Capecchi
Renato Ferretti
Nicola Giuntoli
Mariangela Maraviglia
Giulia Melani
Daniela Pinzauti
Claudio Rosati









