mercoledì, Settembre 9, 2026

Per costruire un campo largo progressista a Pistoia

PISTOIA – Dopo essere stata designata Capitale italiana della cultura, Pistoia si è ripiegata su se stessa, ridotta alla marginalità da cinque anni nei quali l’amministrazione della destra non è stata in grado di compiere scelte strategiche, ed ha anzi perso occasioni importanti di rigenerazione urbana, culturale e sociale. 

Ci aspettavamo che l’area progressista lavorasse per una proposta comune, in grado di valorizzare davvero i talenti e le potenzialità della città. Invece, rischiamo di dover affrontare le prossime elezioni amministrative con il centrosinistra e la sinistra irreversibilmente divisi. 

Pistoia non merita questo. 

Pistoia, infatti, ha bisogno, di un progetto chiaro e lungimirante per il proprio futuro. 

C’è innanzitutto bisogno di restituire a Pistoia il suo naturale ruolo di guida politico-istituzionale dell’intero territorio provinciale, e di rafforzarne il peso in Toscana e nell’area vasta. 

Riteniamo che ciò possa avvenire soltanto se la città saprà rendersi protagonista di un cambiamento vero, agito attraverso scelte chiare, utili a tradurre in termini amministrativi le grandi sfide del presente e del futuro, declinate dall’Agenda 2030. 

Temi che ora possono essere sviluppati, grazie alle ingenti risorse messe a disposizione dall’Unione Europea, anche e soprattutto sui territori. 

Ci chiediamo, dunque: se non ora, quando? 

E’ questo il momento, per Pistoia, di definire un nuovo modello di sviluppo, in grado di tenere insieme le ragioni dell’ambiente e dell’economia, della cultura e dell’educazione, dell’attenzione ai giovani e di un welfare universalistico. 

Parliamo di ecologia integrale: l’unica dimensione possibile, nel mondo in cui viviamo, per garantire salute, lavoro e benessere ai singoli cittadini e alle comunità. 

Pistoia, con le sue robustissime tradizioni culturali, con la sua storia di civismo, con il suo tessuto sociale diffusamente innervato di  associazionismo e volontariato, può e deve vincere queste sfide. 

Occorre essere, al contempo, ambiziosi e umili. Disponibili al confronto e generosi. 

Facciamo pertanto appello alle forze politiche di tutto il centrosinistra, affinché rinuncino a anacronistici primati, gelosie di partito e  rivendicazioni di visibilità che portano soltanto a divisioni. Ognuno faccia un passo di lato, per farne uno in avanti tutti insieme. 

I partiti, da soli, non bastano. 

Serve l’intelligenza e la passione di tante cittadine e cittadini, ed in particolare delle nuove generazioni, preoccupati per il bene comune anche quando non direttamente impegnati in politica. 

Non è mai troppo tardi per l’unità e l’apertura al futuro.

Maria Teresa Capecchi 

Renato Ferretti 

Nicola Giuntoli 

Mariangela Maraviglia 

Giulia Melani 

Daniela Pinzauti 

Claudio Rosati

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