di Vannino Chiti

Ieri alla Camera voto pressoché unanime, tranne Verdi e Sinistra Italiana, su un ordine del giorno della Lega che chiede al governo di aumentare fino al 2% del Pil le spese militari. PD e movimento Cinque Stelle hanno votato a favore, LeU si è astenuta.
Quest’anno il governo Draghi ha fatto crescere la spesa militare di oltre 8 miliardi di euro, portandola vicino a 26 miliardi complessivi: nella Finanziaria prossima potrà essere ancora aumentata di 10 miliardi.
Fossi stato ancora in parlamento avrei votato contro. Per vari motivi.
Non si trovano soldi per la sanità, per dare a tutti i continenti, anche alle nazioni povere, il vaccino contro il Covid. E infatti si moltiplicano le varianti.
Non si investe nella scuola, dal trattamento degli insegnanti alla formazione dei giovani, non guardando con impegno serio al fenomeno dell’abbandono degli studi.
Non si trovano risorse per combattere la povertà, aumentare le pensioni minime, ridurre il peso del caro energia, carburanti, generi di prima necessità. Sui diritti di cittadinanza, la riforma progressiva del fisco, la sicurezza sul lavoro si è al palo, bloccati dalla destra.
Non ha senso aumentare le spese militari nazione per nazione: è la strada vecchia, che ci ha portato a questa situazione. Si decida di dare vita a forze armate europee: su questa base si verifichino gli interventi e le misure che spettano ad ogni paese: dove ridurre, dove razionalizzare, dove investire. Così invece si seguono strade del passato, si aumentano le spese per le armi e si sottraggono risorse ai diritti di dignità delle persone.
Una sinistra nel governo così confusa con la destra non fa bene all’Italia: disorienta le giovani generazioni, smarrisce il rapporto con il mondo del lavoro, è incapace di indicare alternative, di dare speranza, di avanzare un progetto credibile di società nuova, per una convivenza non fondata sulla possibilità di distruggere più di trenta volte il nostro pianeta.
Si riesce a cambiare strada oppure PD, LeU e Cinque Stelle, sulle politiche di sicurezza, di difesa e nelle relazioni internazionali hanno al massimo sfumature diverse dalla destra, più o meno europeista? Lo so: è una domanda pesante. Ma lo sono anche i comportamenti politici di questi giorni.










