PISTOIA – Abbiamo assistito con sgomento all’evolversi della vicenda che ha avuto inizio con l’occupazione del Liceo artistico Petrocchi del 9 marzo scorso.
Lo sgomento è dovuto al modo in cui si sono svolti i fatti. In tutte le fasi si sono raggiunte una tensione e una violenza che riteniamo del tutto estranee agli ambienti scolastici. Come se – parallelamente alle denunce degli studenti – si fossero sviluppate dinamiche in ambienti esterni che nulla hanno a che fare con la scuola.
La scuola deve essere luogo di confronto e di condivisione, e gli studenti hanno il diritto di esprimere – quando presente – il loro disagio per situazioni generali delle scuole o specifiche del singolo istituto. Indubbiamente le denunce degli studenti si riferiscono a fatti e problemi concreti. Non abbiamo mai mancato di denunciare nelle sedi competenti le carenze delle scuole pistoiesi in termini di strutture e di organici.
Ma la denuncia di una situazione critica non deve portare ad atti di violenza e intimidazione. Saranno i soggetti competenti ad accertare il reale svolgimento dei fatti. Tuttavia sembrerebbe – stando a quanto riportato dalla stampa locale – che nell’istituto fossero presenti, oltre agli studenti protagonisti dell’occupazione, anche soggetti esterni. Se così fosse, non potremmo che denunciare che l’intervento di soggetti esterni porta facilmente alla strumentalizzazione per altri fini del disagio della scuola.
Come sindacati della scuola denunciamo quindi questo clima di tensione e auspichiamo che si ricrei, anche nella denuncia delle situazioni più critiche, la collaborazione tra tutte le componenti della scuola.
Lucia Bagnoli, FLC CGIL
Domenico Dimilta, SNALS CONFSAL
Antonio Siragusa, GILDA UNAMS










