mercoledì, Settembre 9, 2026

Oltre la barriera delle categorie: al Moderno di Agliana va in scena “U”

AGLIANA – Martedì 29 marzo alle ore 21 al Moderno di Agliana va in scena “U*”, il premiato spettacolo del collettivo CRiB.

Nel novembre del 2016 nasce in Canada Searyl Doty: è il primo bambino al mondo ad essere identificato come ‘U’, Undetermined (sesso indeterminato). Questo fatto di cronaca costituisce il punto di partenza per U*, primo spettacolo del collettivo, stimola un’ampia riflessione sull’indeterminatezza dell’identità e sul significato delle categorie a livello linguistico e culturale.

Beatrice Fedi in una scena dello spettacolo (foto di Giovanni Fedi)

Progetto vincitore del bando “Movin’ Up Spettacolo – Performing Arts 2017” del MiBACT e del premio della critica “DIRECTION UNDER 30 2018 – Teatro Sociale Gualtieri”. Creato in residenza presso L’Estruch (Sabadell, 2018) e La Caldera (Barcellona, 2018).

Presentato al Teatro Sociale Gualtieri (Gualtieri, 2018), al Nuovo Cinema Palazzo (Roma, 2018), al Teatro Cavallerizza (Reggio Emilia, 2018), a Carrozzerie n.o.t. (Roma, 2019), al Festival “OPERA PRIMA” (Rovigo, 2020) e a Hangar Teatri (Trieste, 2021).Come spiega Michel Foucault, i soggetti trovano loro realizzazione all’interno di rapporti di potere spesso fondati su dicotomie: bene-male; bianco-nero; giusto-sbagliato; donna-uomo.

Se da un lato l’esistenza di categorie predefinite può essere letta come la volontà di riconoscere e nominare la realtà per poter stabilire una relazione dialettica con ‘l’altro’, dall’altro implica una relazione di dipendenza con etichette immobilizzanti.

E se le categorie convenzionali di ‘maschio/femmina’, ‘uomo/donna’ non avessero più lo stesso valore? Muovendoci in una dimensione indeterminata, guidiamo lo spettatore alla scoperta dell’identità di genere, del significato etimologico di parole spesso (ab)usate, provando a confutare retaggi culturali, limiti e giudizi.

Attraverso i linguaggi del teatro, la performance, il gesto coreografato, le proiezioni video che sfaldano e attraversano il corpo, il suono, sfondiamo la quarta parete e ci rivolgiamo a coloro che, curiosi e dubbiosi, vogliano indagare nuove prospettive, immaginare uno spazio di mezzo, pronti a perdersi, trovarsi e disorientarsi.

Con Beatrice Fedi, regia Roberto Di Maio, direzione artistica Carolina Ciuti, musiche originali di Claudio Cotugno, direzione tecnica Paride Donatelli, assistente regia Giuseppe Innocenti.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI