AGLIANA – Martedì 29 marzo alle ore 21 al Moderno di Agliana va in scena “U*”, il premiato spettacolo del collettivo CRiB.
Nel novembre del 2016 nasce in Canada Searyl Doty: è il primo bambino al mondo ad essere identificato come ‘U’, Undetermined (sesso indeterminato). Questo fatto di cronaca costituisce il punto di partenza per U*, primo spettacolo del collettivo, stimola un’ampia riflessione sull’indeterminatezza dell’identità e sul significato delle categorie a livello linguistico e culturale.

Progetto vincitore del bando “Movin’ Up Spettacolo – Performing Arts 2017” del MiBACT e del premio della critica “DIRECTION UNDER 30 2018 – Teatro Sociale Gualtieri”. Creato in residenza presso L’Estruch (Sabadell, 2018) e La Caldera (Barcellona, 2018).
Presentato al Teatro Sociale Gualtieri (Gualtieri, 2018), al Nuovo Cinema Palazzo (Roma, 2018), al Teatro Cavallerizza (Reggio Emilia, 2018), a Carrozzerie n.o.t. (Roma, 2019), al Festival “OPERA PRIMA” (Rovigo, 2020) e a Hangar Teatri (Trieste, 2021).Come spiega Michel Foucault, i soggetti trovano loro realizzazione all’interno di rapporti di potere spesso fondati su dicotomie: bene-male; bianco-nero; giusto-sbagliato; donna-uomo.
Se da un lato l’esistenza di categorie predefinite può essere letta come la volontà di riconoscere e nominare la realtà per poter stabilire una relazione dialettica con ‘l’altro’, dall’altro implica una relazione di dipendenza con etichette immobilizzanti.

E se le categorie convenzionali di ‘maschio/femmina’, ‘uomo/donna’ non avessero più lo stesso valore? Muovendoci in una dimensione indeterminata, guidiamo lo spettatore alla scoperta dell’identità di genere, del significato etimologico di parole spesso (ab)usate, provando a confutare retaggi culturali, limiti e giudizi.
Attraverso i linguaggi del teatro, la performance, il gesto coreografato, le proiezioni video che sfaldano e attraversano il corpo, il suono, sfondiamo la quarta parete e ci rivolgiamo a coloro che, curiosi e dubbiosi, vogliano indagare nuove prospettive, immaginare uno spazio di mezzo, pronti a perdersi, trovarsi e disorientarsi.
Con Beatrice Fedi, regia Roberto Di Maio, direzione artistica Carolina Ciuti, musiche originali di Claudio Cotugno, direzione tecnica Paride Donatelli, assistente regia Giuseppe Innocenti.










