mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia Basket, tra chi vende sogni e chi vive nella realtà

di Francesco Belliti

PISTOIA – Ci sono tante cose di cui si poteva parlare in questo momento, a poche gare dalla fine della stagione regolare. Si poteva gioire del fatto che Pistoia, con due partite di prima fase e altre quattro di quella ad orologio ancora da disputare, è già matematicamente qualificata ai playoff promozione. Si poteva parlare del ritorno di Jazz Johnson, evento capace di far schizzare ancora di più l’entusiasmo in una stagione finora ai limiti della perfezione. Ci si poteva anche soffermare sulla sconfitta di Treviglio, al termine di una bella partita giocata senza un americano. Si poteva, appunto, ma non sarà così.

Prima della gara contro Biella (foto Giovanni Fedi)

Si comincia invece da sabato scorso, nella mattinata del pre-partita, quando il direttore sportivo biancorosso Marco Sambugaro, di solito molto restio a parlare ai microfoni, ha voluto esprimere, anche con una certa impellenza, pochi concetti ma abbastanza chiari: col reintegro di Johnson non c’è alcun innalzamento dell’asticella o incremento di ambizioni. Quando qualcuno abituato a soppesare ogni sillaba sceglie di esporsi in modo così netto, un motivo c’è. Ed esso era ben noto a tutti, in quella sala stampa.

Non erano certo stati i giochi psicologici dell’avversario Carrea prima della gara ad aver indisposto il diesse di Pistoia, bensì parole uscite da fonti d’informazione locali. Frasi che riferivano di una società biancorossa di nuovo pronta al salto e alla permanenza a lungo termine nel massimo campionato nazionale, sia per l’avvicendamento tra Davis e Johnson che per un non meglio specificato cambio di rotta in via Fermi.

Ma torniamo poco indietro nel tempo, precisamente a giovedì pomeriggio, 24 marzo, quando il presidente del Pistoia Basket Massimo Capecchi ha presenziato ad un incontro svoltosi nel centro cittadino per parlare dello stato dell’arte in materia di sport locale. Il numero uno biancorosso ha sì parlato di una stagione piena di soddisfazioni, ma ha anche ribadito che la società di cui è a capo sta ancora cercando di risanare un debito maturato negli anni e poi esarcebato dalla pandemia, concludendo che un progetto che porti alla promozione è al momento da considerare quantomeno prematuro. Qualcuno ha tranquillizzato il presidente Capecchi sul fatto che, al contrario di quanto dice, le risorse ci sarebbero?

Ironia a parte, sognare non è certo peccato capitale, anche se a farlo è chi dovrebbe raccontare obiettivamente lo stato di fatto sportivo ed economico di una società. Lo sport vive anche di emozioni e di momenti in cui il tifo prende il sopravvento sull’analisi più fredda e distaccata. Peccato che poi ci si abbandoni a passaggi come “nessuno si sogna di sminuire la memoria di Roberto Maltinti o gli indiscutibili meriti di Ivo Lucchesi e tutti gli altri”. Cosa ci sarebbe da sminuire, di preciso? Sette anni di A1? Tre partecipazioni ai playoff scudetto? Aver visto leggende del basket italiano come Fucka e Galanda indossare la maglia di Pistoia? Aver potuto ammirare campioni stranieri come Wanamaker, JaJuan Johnson, Diawara, Slay, Forte o grandi atleti come Washington, Petteway, Kirk e tanti altri? Aver assistito, per diversi anni, allo spettacolo di un PalaCarrara stracolmo contro avversarie del calibro di Milano, Virtus Bologna, Siena, Venezia e Sassari?

Meglio lasciar stare il passato e le persone che ne hanno fatto parte, non scordando di riservare loro il rispetto dovuto, e guardare al presente con gli occhi e non sulla base di non si sa quali logiche. Perché ad essere coinvolta è un’intera città, con al suo interno i tifosi che hanno a cuore le sorti della loro squadra. Persone che si ricordano dell’auto-retrocessione decisa nell’estate 2020 e del colpo in più che ha dato il Covid alle casse della società e di tutte le realtà che vi gravitano intorno, così come di una stagione in cui hanno visto le partite solo in televisione. Senza poi parlare di quella attuale, bella sul campo quanto desolante sugli spalti, con la sola eccezione del tutto esaurito contro Udine, al netto dell’allora 36% di capienza.

Questa è la realtà che emerge vittoriosa sui sogni e sui supposti cambi di passo. L’attuale dirigenza sta lavorando su un percorso ostico, ma anche con la lungimiranza di aver investito sul settore giovanile: un progetto senza dubbio virtuoso, non solo quando le risorse sono scarse. La stagione attualmente in corso, con Pistoia ai piani alti della classifica, è un buon viatico per il futuro, fermo restando l’impossibilità di porre scadenze a breve termine. Sarebbe bene raccontarla, anche nelle parti meno piacevoli, piuttosto che lasciarsi andare a commenti che sembrano usciti da un promoter o un portavoce fin troppo compiacente.

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