di Giacomo Martini
PORRETTA TERME – A partire dagli anni ’90 è usuale considerare come un fenomeno apparentemente inarrestabile l’abbandono continuo di frequentatori e residenti dei borghi dell’intera dorsale appenninica ed alpina del nostro paese.
Il “Gruppo residenti, villeggianti e turisti dei piccoli Comuni e borghi in abbandono in appennino bolognese” intende occuparsi di questo territorio che comprende Lizzano in Belvedere, Vergato, Porretta, Grizzana Morandi, S. Benedetto Val di Sambro, Castiglione dei Pepoli, Monzuno ecc., insieme anche ai Comuni che appartengono all’intero appennino emiliano-romagnolo e che soffrono degli stessi problemi (dall’alto appennino parmense al piacentino).
Con questi e facendo perno sulle Unioni (vedi Unione Comuni dell’Appennino Bolognese ed altre), si stanno creando reti di collaborazione con l’intento di offrire risposte alle crescenti difficoltà in cui versano tanti borghi della nostra area di riferimento.
In tal senso si cercherà di avviare un percorso virtuoso, capace di avanzare proposte fondate e condivise come risultato di un confronto serrato quanto trasparente tra residenti, villeggianti, turisti interessati ed Amministrazioni pubbliche.
Nessuno di noi si nasconde le difficoltà della fase che stiamo attraversando sia sul piano economico che su quello sociale, finanziario e persino psicologico. Così come non ci nascondiamo, anche in ragione di tali difficoltà, quanto sia diventato complicato per le Amministrazioni locali, regionali e nazionali governare.
Tuttavia, riteniamo che proprio per queste ragioni vada cercato e costruito un nuovo terreno di confronto fra amministratori e amministrati, terreno su cui far germogliare, in un clima di fiducia reciproca e reciproca collaborazione, possibili soluzioni, interventi e progetti che guardino al futuro del nostro Comprensorio.
Tra l’altro ai residenti e ai villeggianti qualche diritto di essere ascoltati in modo paritario sarebbe giusto che gli fosse riconosciuto visto che sostengono attraverso i tributi fiscali tutte le attività poste in essere dagli amministratori che devono poi rispondere delle loro scelte anche in termini di investimenti finanziari, dotazioni infrastrutturali, welfare (telemedicina per anziani residenti nei borghi) interventi in campo ambientale, turistico, produttivo, agricolo-forestale (con attenzione anche ai crediti CO2, come da piani elaborati dalla Conferenza di Glasgow) distretti biologici, del commercio e dei servizi in generale (alberghiero, ristorazione, rifugi etc).


