mercoledì, Settembre 9, 2026

Si era inventato una rapina, ma era lui l’autore dell’accoltellamento della convivente

PISTOIA – A fine dello scorso febbraio una donna albanese di 34 anni era stata ferita nel corso della notte a colpi di coltello in via Nazario Sauro. Il marito, anch’egli albanese di 45 anni, parlò di una aggressione nel corso di un tentativo di rapina, indicando come responsabile un uomo mascherato.

In effetti era lui l’autore delle gravi ferite all’addome della moglie. E non si trattatava di un tentativo di rapina finito male, ma di un episodio, uno fra i tanti, di ripetuti atti di violenza da parte del convivente sulla donna. L’uomo è stato arrestato dalla Sezione Operativa dei carabinieri di Pistoia, che hanno dato esecuzione al provvedimento emesso dal Gip di Pistoia, con l’accusa di tentato omicidio e maltrattamenti.

Il ferimento della donna aveva fatto scattare una serie di accertamenti, fin da subito: fin da quando, mentre alla donna venivano prestate le prime cure da parte dei sanitari, l’uomo aveva raccontato ai militari di essere stato aggredito per strada da un uomo travisato e armato di coltello, mentre passeggiava con la propria compagna a poca distanza dalla loro abitazione.

A causa della profonda ferita, la donna era stata sottoposta con urgenza a un delicato intervento chirurgico presso l’Ospedale di Pistoia, concluso con esito positivo.

Mentre si cercava l’autore dell’accoltellamento della donna, si accertavano ripetuti atti di violenza fisica e psicologica di cui era vittima la donna. Dopo le dimissioni dall’ospedale, mentre la 34enne si trovava all’interno dell’autovettura del convivente per essere accompagnata a una visita di controllo, si erano ripetute percosse, insulti e gravi minacce di morte da parte dell’uomo.

Per questo alla fine di marzo, per lui era scattata una prima misura cautelare ed era finito nella Casa Circondariale di Prato.

Le successive indagini, che si sono avvalse di servizi di osservazione, di intercettazione telefoniche ed ambientali, hanno consentito di completare il quadro delle responsabilità dell’uomo: sia in occasione dell’accoltellamento della compagna, sia per altri maltrattamenti in danno della moglie e dei due figli minori di 12 e 8 anni.

I militari della sezione operativa hanno fatto luce, dunque, su una drammatica condizione di violenze e maltrattamenti: soprusi continui che non sono cessati neanche dopo le dimissioni dall’ospedale a seguito dell’accoltellamento.

Lo scenario emerso è quello di un sistema di oppressione e violenza che andava avanti da anni, in un rapporto caratterizzato da una gelosia morbosa ed ossessiva, che era culminato nell’accoltellamento e nella messa in scena di una rapina inesistente. (m.d.)

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI