mercoledì, Settembre 9, 2026

Multiutility, per Onda Etica è uno “scacco matto” ai cittadini di Pistoia

PISTOIA – “A nome di Acqua bene comune, Alleanza bene comune, Obiettivo periferia e Forum toscano dell’acqua, ci teniamo a portare all’attenzione, soprattutto dei cittadini di Pistoia, aggiornamenti su una questione che francamente non avremmo mai pensato di dover raccontare, ma che alla luce dei recenti sviluppi abbiamo il dovere di affrontare.
Le nostre associazioni, ormai da anni, si battono per il rispetto del referendum del 2011, con il quale, come sapete, gli italiani hanno votato per la gestione pubblica dell’acqua. Questa scelta però, ad oggi, è stata quasi del tutto disattesa, con buona pace della democrazia diretta.
La notizia riguarda la creazione della Multiutility Toscana per la quale i consigli di amministrazione delle aziende che gestiscono rifiuti, acqua, energia elettrica e gas nell’area della Toscana Centrale hanno dato via al progetto per la graduale convergenza ed unificazione tra società che si occupano dell’erogazione servizi di pubblica utilità.
Questo progetto è stato presentato pochi giorni fa a Firenze, alla presenza dei sindaci dei comuni coinvolti e del presidente della Regione e in quell’occasione con grande stupore abbiamo scoperto che tra questi Comuni c’è anche quello di Pistoia.
Infatti, i primi promotori del progetto erano solo i Comuni di Firenze, Prato ed Empoli, che, originariamente, erano anche stati criticati dalla nostra amministrazione.
Anche noi come associazioni att, più volte abbiamo rappresentato all’attuale Sindaco, i motivi per cui appariva fortemente sconsigliato che il Comune di Pistoia prendesse parte al progetto e lo stesso Sindaco puntualmente ci rassicurava che ciò non sarebbe accaduto.
Alla luce degli sviluppi degli ultimi giorni, invece, prendiamo atto che Pistoia è coinvolta come gli altri comuni nella realizzazione di questo progetto per il quale la gestione dell’acqua che è un bene demaniale inalienabile, viene associata alla gestione di servizi quali quelli energetici di gas ed elettricità, assoggettandola quindi alle leggi di mercato, in un’ ottica di privatizzazione e di profitto.
E’ evidente che le posizioni espresse in precedenza dall’attuale amministrazione Comunale erano destinate a perdersi nel vento.
Per tali ragioni, chiediamo al Sindaco chiarimenti in merito a questo cambio di rotta dell’attuale amministrazione nella partecipazione al progetto di realizzazione della Multiutility Toscana della quale non vogliamo credere che sarà effettivamente avallata dai vari consigli comunali che saranno chiamati ad esprimersi nelle fasi successive.
Ci chiediamo, inoltre, se il progetto sarà obiettivamente discusso, nel rispetto del referendum del 2011, in sede di assemblea dell’Autorità Idrica Toscana, che, secondo (l’art. 8, comma 1, lettera F, del) la legge 69 del 2011, è l’organo preposto a stabilire le forme di gestione del servizio idrico integrato in Toscana.
Per quanto continueremo a batterci sul tema dell’acqua pubblica, non nascondo che la delusione è tanta.
L’amministrazione Comunale dovrebbe farsi carico del cambiamento in meglio del territorio e invece, nonostante la volontà popolare del 2011, ancora una volta il cambiamento non c’è stato, anzi. Per l’ennesima volta chi doveva farsi carico del cambiamento non l’ha fatto, ma si è allineato con tutt’altra parte politica, in nome dell’interesse.
E’, infatti, incomprensibile dopo 11 anni dal referendum sull’acqua pubblica ancora ci siano sindaci che si impegnano a voler creare una holding multiutility toscana puntando addirittura alla quotazione in borsa, così consegnando sostanzialmente l’acqua agli investitori privati, che saranno sempre più nella posizione di influire nelle scelte di politica di gestione della risorsa idrica, scavalcando definitivamente la volontà popolare di mantenere l’acqua come bene comune funzionale all’esercizio dei diritti fondamentali delle persone.
Per parte nostra, siamo assolutamente convinti che l’efficienza dei servizi pubblici essenziali, come la gestione delle risorse idriche, sia conseguibile attraverso gestioni totalmente pubbliche e solo grazie all’impegno di amministratori locali onesti e capaci.

Auguriamoci che le prossime guerre non siano per l’acqua , perchè sicuramente qualcuno, di questo scempio,  ne chiederà conto!!”



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