mercoledì, Settembre 9, 2026

Alival, la proprietà non si presenta al tavolo in Regione. I sindacati: assenza sconcertante

FIRENZE – Un comportamento gravissimo che denota mancanza di rispetto verso lavoratrici, lavoratori e istituzioni. E rappresenta una ferita profonda nella storia recente delle vertenze occupazionali della Toscana. È il giudizio duro della Regione sull’assenza della proprietà alla prima riunione del tavolo sulla questione Alival, che si è svolta nel pomeriggio. La Nuova Castelli, controllata dalla multinazionale Lactalis, nel giorno della scorsa Pasquetta ha annunciato la chiusura degli stabilimenti italiani sia in Toscana, a Ponte Buggianese (oltre ad alcuni esuberi nel sito di Santa Rita di Cinigiano in provincia di Grosseto), sia in Calabria, comunicando il licenziamento a tutti i dipendenti. In Toscana la vicenda riguarda il destino di oltre 80 famiglie. 

Lo stabilimento Alival di Ponte Buggianese

“Sconcerta l’assenza di Lactalis con la sua BU Nuova Castelli alla prima riunione del Tavolo di crisi aperto dalla Regione Toscana – affermano in una nota congiunta Francesco Baccanelli, Flai Cgil Pistoia-Prato, e Carla Ciocci, Ugl Agroalimentare, congiuntamente alle Rsu del sito della Valdinievole -. A fronte della tempestività della Regione nell’aprire un confronto sul futuro degli 80 dipendenti toscani, tra Ponte Buggianese e Cinigiano (Grosseto), coinvolti dalla ‘razionalizzazione’ degli stabilimenti comunicata lo scorso 22 aprile, restiamo esterrefatti dalla mancanza di rispetto verso le lavoratrici e i lavoratori, la Regione e Comuni presenti al tavolo. Nell’attesa che il Mise si esprima e convochi quanto prima un tavolo di crisi nazionale,  riteniamo comunque il tavolo regionale un pilastro fondamentale per garantire la tutela dell’occupazione e il rilancio del sito. Apprezziamo la volontà della Regione – commentano ancora i sindacati – di continuare per il percorso condiviso e il sostegno dato ancora una volta alla necessità di un tavolo nazionale, anche prendendo contatti diretti con la Regione Calabria. Chiediamo con forza all’azienda di tornare sui suoi passi e rendersi effettivamente disponibile ad un confronto chiaro e trasparente  a tutti i livelli che possa contribuire a disinnescare ogni rischio sociale”.

Alla riunione del tavolo in Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze erano presenti le Rsu, i livelli regionali e provinciali di tutte le organizzazioni sindacali, i sindaci dei due comuni toscani coinvolti, e, per la Regione, il consigliere per il lavoro e le crisi aziendali del presidente Giani Valerio Fabiani, l’assessora al lavoro Alessandra Nardini, nonché l’Unità di crisi regionale e Arti.

“È la prima volta in una vertenza che la proprietà, adducendo motivazioni pretestuose, non si presenta al tavolo regionale”, sottolinea Fabiani, che assieme all’assessora Nardini si dicono “esterrefatti per questo atteggiamento”.

I rappresentanti dell’Amministrazione regionale ribadiscono che la chiusura dei siti e i licenziamenti vanno evitati. “Strumenti e alternative per scongiurare l’esito peggiore della vertenza ci sono – afferma l’assessora Nardini – e anche per questo abbiamo rinnovato all’azienda l’invito a presentarsi al confronto”.

Inoltre, secondo Nardini e Fabiani, l’impatto della vertenza su territori di due diverse Regioni rende sempre più opportuno e urgente l’apertura di una tavolo da parte del Ministero dello sviluppo economico. Infine, l’assessora Nardini si è presa l’impegno di avviare contatti anche con la Regione Calabria affinché si possa percorrere insieme una percorso comune verso una soluzione positiva della vicenda. 

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