mercoledì, Settembre 9, 2026

Un Amore Comune per far ripartire la nostra Pistoia

I cinque anni di amministrazione Tomasi ci consegnano una città che ha perso l’identità e non ha voce oltre i propri confini, oltre che in regressione in tutte le graduatorie su qualità della vita e disoccupazione. Le manutenzioni sono importanti, ma non possiamo accontentarci di quelle. E’ il momento di invertire la rotta: è per questo che vi chiedo la vostra attenzione e la vostra fiducia per far ripartire la nostra Pistoia votando, il prossimo 12 giugno, per Federica Fratoni.

Perché lo faccio?

Per una persona che fa attività politica, non c’è sfida più avvincente di quella per la città in cui si è cresciuti e si vive: vederla cambiare in meglio, contribuire a farla crescere, ad aprirla al mondo. È una forma d’Amore anche questa, piaccia o no il mio slogan. E questo Amore dovrà essere lo stesso dal lastricato di piazza Duomo allo spazio pubblico più decentrato che c’è, sia esso a Bottegone o Orsigna. Qualcuno mi ha chiesto “chi te l’ha fatto fare se sei già in Regione?”, e questa è la mia risposta. Sto girando in lungo e in largo, mi sono messa in gioco insieme a una nuova classe dirigente, e sento la voglia della gente di essere protagonista e di rendere, soprattutto, la propria frazione o il proprio borgo un vero e proprio centro. Questa voglia la faccio mia e voglio portarla fin dentro palazzo di Giano. Ecco perché c’è una città e ci sono tutti i suoi centri in modo da avvicinare l’Amministrazione comunale, con criterio, ad ogni singolo angolo di territorio.

Che città vogliamo?

La nostra Pistoia deve essere europea, sostenibile e “Green”. Proprio in questi giorni abbiamo visto che la vicina Prato è stata candidata come città europea del Verde ma di Pistoia non c’è traccia: questo perché lì si progetta e si lanciano idee mentre qui si pensa soltanto a rattoppare qualche buca e venderla come un grande risultato. Il Comune non può certo sostituirsi al privato, ma può e deve costruire opportunità, tessere legami, progettare iniziative in modo da rendere la Città unica, interessante, attrattiva. È questo il nostro pallino: l’anonimato di Pistoia non è più accettabile, perché la rende una città senza lavoro e senza prospettive. Dobbiamo pensare a una città in cui tutti e tutte si sentano davvero a casa, con una capillarità di servizi che scovino i nuovi disagi e propongano soluzioni. Una città europea è una realtà frizzante che investe sui giovani e sulla loro creatività, sulle infrastrutture per essere sempre più interconnessi con l’area metropolitana in modo da arrivare, in treno, in mezz’ora a Firenze e riuscire a potenziare anche i collegamenti attraverso piste ciclabili incentivando monopattini e bike-sharing. Insomma, una città in cui avere idee non sia sinonimo di inutilità, ma un valore che contribuisce alla crescita della comunità.

Quali sono le nostre priorità?

Il lavoro, con tutte le sue sfaccettature, e la formazione: devono essere previsti incentivi ad hoc per attrarre nuove aziende e poi c’è da mettere mano, in maniera importante, ai percorsi formativi, ai collegamenti fra scuola e mondo occupazionale, sostenere le start-up, sviluppare i corsi Its sui quali abbiamo perso fin troppo tempo.

E poi le infrastrutture che vanno dalla terza corsia dell’A11 col nuovo casello di Pistoia Est fino alla conclusione del raddoppio ferroviario con più capillari collegamenti col capoluogo, la progettazione della variante “Montalese” a Pontenuovo. Vogliamo una Cultura che coinvolga tutti e tutte, che non si lasci più chiudere i Musei in casa ma che faccia da capofila di un’offerta variegata e attrattiva, che racconti tutte le storie di cui la Città è ricca. Massima attenzione ai giovani, agli investimenti che stanno arrivando dal Pnrr su sociale e sanità (Case della Salute e di Comunità, tanto per fare esempi concreti) ed all’impiantistica sportiva: il mio sogno è quello di avere una nuova piscina, scoperta, da 50 metri che in questa città manca in modo che, d’estate, possa divenire un vero e proprio “lido” per quei pistoiesi che non vanno in vacanza.

Chi c’è nella mia squadra?

Da un anno a questa parte il Partito Democratico ha intrapreso un percorso partecipativo, aperto, alla luce del sole con tutte le forze di centrosinistra con incontri, dibattiti, tavoli programmatici che sono serviti per gettare le basi per il programma elettorale. Fin dall’inizio ho auspicato un “campo largo” quanto più aperto possibile e direi che il risultato raggiunto è sicuramente importante, e può ancora crescere. Siamo riusciti nell’obiettivo non banale di avere con noi forze diverse tra loro, che rappresentano contributi di sostanza ma armonici. Abbiamo infatti con noi il Movimento Cinque Stelle, oltre che due ulteriori liste che guardano a mondi diversi della città: “Civici e Riformisti” (che ha comunque al suo interno componenti di Italia Viva e del Partito Socialista) e “Pistoia Progresso” che invece ha radici nella sinistra progressista ed ecologica.
Una cosa è certa: non abbiamo candidati da cui dover prendere le distanze, ma persone che si sono messe in gioco raccontando ognuna una storia, un’esperienza, una generazione. È la scommessa di costruire da qui una nuova classe dirigente, senza dimenticare le nostre radici.

Cosa c’è da fare il prossimo 12 giugno?

Non si scappa da qui: due azioni soltanto. La prima, fondamentale, è andare a votare perché l’appuntamento con l’urna elettorale è il momento di maggior contatto fra i cittadini e i loro rappresentanti perché, è lì, che vengono scelti. Ed in democrazia un aspetto da curare sempre è quello di recarsi ad esprimere il proprio parere. E’ ovvio che il 12 giugno si deve votare Federica Fratoni sindaca perché Pistoia deve tornare ad essere un “Polo di attrazione”di nuove opportunità ritrovando la capacità di progettare, di creare connessioni, di fare rete.

Committente Catia Buti

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