PISTOIA – Lo scorso 1 giugno le sezioni ANPI presenti nel territorio del Comune di Pistoia hanno inviato ai candidati e alle candidate alla carica di Sindaco di Pistoia alcune domande che, attraverso le risposte fornite, possono chiarire il loro orientamento (per quanto di competenza dell’Amministrazione Comunale), riguardo al rafforzamento della cultura civica e antifascista, alla piena applicazione del dettato costituzionale e allo sviluppo dei diritti di cittadinanza civile, politica e sociale.
Inoltriamo le risposte che ci sono pervenute intanto da Federica Fratoni, candidata del Centrosinistra, che ringraziamo anche per la tempestività.
Presidenza Comitato Provinciale ANPI Pistoia

Le risposte di FEDERICA FRATONI, candidata per il Pd
1. Quali interventi intende promuovere per consolidare la memoria e rendere onore ai Pistoiesi che hanno lottato contro il nazifascismo ?
4. Intende promuovere iniziative culturali, in collaborazione con le Scuole cittadine, sulla Storia del Novecento, anche al fine di portare all’attenzione, in modo particolare delle giovani generazioni, il problema dei nuovi fascismi e nuovi razzismi?
(rispondo anche alla domanda n. 4) Serve un lavoro strutturato con le scuole, coinvolgendo appunto Anpi che fino ad oggi ha svolto questo ruolo, e creare una rete organizzata, introducendo attività nei vari POF e dando uno slancio importante alla formazione delle giovani generazioni intorno a questi temi.
2. Il Comune di Pistoia è stato insignito di medaglia d’argento al valor militare per il contributo dato dai suoi cittadini alla lotta di Liberazione. Sul nostro territorio sono sparse lapidi e cippi che ricordano i martiri e i patrioti della Resistenza e dell’Antifascismo, ma la loro manutenzione, indice della sensibilità storica di un ente pubblico, fino ad ora ha lasciato a desiderare. Intende favorire un progetto globale di riqualificazione, manutenzione e valorizzazione culturale di queste importanti memorie storiche, anche attraverso la collaborazione con Associazioni ed Enti del territorio?
Lo ritengo un aspetto molto importante. Vorrei collegarci dei veri e propri percorsi della memoria: la manutenzione dei cippi è fondamentale, ma visto che oggi Pistoia si caratterizza per un turismo lento e per i cammini, istituiamo una sentieristica che possa unire anche questi luoghi simbolo e che non devono andare dispersi.
3. Nella toponomastica comunale sono presenti vie e piazze dedicati a donne e uomini della Resistenza dell’Antifascismo. Da alcuni anni, invece, non vengono deliberate nuove titolazioni che riguardino i/le Resistenti. Ritiene non più rinviabili nuove titolazioni a donne e uomini pistoiesi che hanno reso possibile lo sviluppo della nostra città nella libertà e nella democrazia?
Vediamo lo stato dell’arte e facciamo una verifica proprio con l’Anpi che, all’interno del Cudir, ha le competenze e conoscenze per pensare nuove intitolazioni: penso che sia un’attività importante da riprendere.
Sono pertanto disponibile a fare questo lavoro.
5. È favorevole a non concedere gli spazi pubblici e il patrocinio del Comune a organizzazioni, movimenti e associazioni che non sottoscrivano un protocollo in cui sia esplicitamente dichiarata l’adesione alla Carta Costituzionale e ai principi antifascisti e antidiscriminatori in essa contenuti, inserendo tale protocollo nel Regolamento Comunale sulla concessione di spazi pubblici e patrocini?
Assolutamente SI! E lo ritengo davvero opportuno.
6. Intende promuovere la realizzazione e la concessione di uno o più spazi pubblici gratuiti destinati alla democrazia partecipativa?
Volentieri. Vorrei, proprio in collaborazione con le associazioni provare a rivitalizzare luoghi aggregativi che sono anche nelle nostre frazioni e borghi. Da questo punto di vista, quindi, oltre a concedere gli spazi, sarà opportuno anche creare animazione e coinvolgimento verso i più giovani.
7. Come intende favorire la diffusione della cultura della legalità, della Pace e della non violenza?
Anche su questo fronte ritengo che si debba fare un lavoro programmato e strutturato con le scuole e le associazioni per recuperare alcune esperienze importanti dal punto di vista educativo e pedagogico come è stata in passato “Pistoia Ragazzi”. E’ opportuno veicolare principi di legalità, pace e non violenza attraverso forme di attività e socializzazione indirizzate soprattutto alle fasce d’età più giovani.
Come amministrazione comunale, invece, vorrei come primo atto aderire alla “Carta di Avviso Pubblico” per mettere bene in evidenza che la legalità è il principio ispiratore di tutta la nostra azione amministrativa.
8. Quali sono le sue intenzioni a proposito della privatizzazione dei servizi pubblici locali, come previsto dal DDL sulla concorrenza e il mercato, che prevede limitazioni alla scelta dei Comuni di autoprodurre i servizi pubblici per la propria comunità di riferimento?
Sono contro la privatizzazione dei servizi pubblici locali, chiaramente sul modello ci possono essere visioni diverse. Hanno bisogno di una specifica dimensione in modo da poter contenere le tariffe: ecco perché la regia ed il governo di queste operazioni devono essere in mano alle pubbliche amministrazioni.
9. E’ favorevole a concedere il voto amministrativo a stranieri maggiorenni non provenienti da paesi dell’UE, se residenti nel comune da almeno 5 anni, come avviene in altri Paesi europei?
Io sarei disponibile, vorrei che a livello nazionale questi temi venissero affrontati e riproposti con coraggio a partire dallo “Ius Soli”: credo che siano argomenti urgenti, attuali, sui quali impostare un lavoro politico che purtroppo non si risolve soltanto a livello comunale. E questo lo dico davvero con rammarico.
10. Quali politiche intende intraprendere, in collaborazione con la Prefettura, la Regione e il Terzo Settore per affrontare una volta per tutte il tema dei migranti e dei rifugiati nel nostro comune?
Vengo da una esperienza voluta dalla Giunta Regionale guidata da Enrico Rossi, che ha dato ottimi risultati come quella dell’accoglienza diffusa. Un sistema che, chiaramente, ha bisogno di una “rete” nella quale stanno gli attori pubblici, la Prefettura, i Comuni e il Terzo settore che ha dato tante risposte e sono convinta che potrà continuare a darle. Oggi abbiamo nuovi flussi migratori, non solo quelli dal Nord Africa ma purtroppo anche dai teatri di guerra in Europa: sono più di dieci anni che questo fenomeno ha assunto dimensioni importanti e l’esperienza maturata in Toscana, ed anche nella nostra provincia, rappresenta un valore da riproporre per la gestione di fenomeni non banali e assolutamente complessi che richiedono il contributo di tanti soggetti.
Le risposte della candidata Sindaca di Pistoia ALESSIA BALIA, del Movimento 3V

1. Quali interventi intende promuovere per consolidare la memoria e rendere onore ai Pistoiesi che hanno lottato contro il nazifascismo ?
Credo che dal dopoguerra in poi ci siamo sempre più allontanati da un sentire patriottico, dall’amore per il nostro Paese, e le commemorazioni sono diventate delle occasioni più per i politici di turno che non per la cittadinanza. Come risolvere questo dilemma? Io credo che sia necessario ripartire dalle scuole: i programmi di storia dovrebbero concentrarsi maggiormente sulla storia contemporanea, e più che sui fatti, sulle
dinamiche geopolitiche. Capire che la storia è strettamente collegata all’economia è un’altra chiave di lettura che viene offerta malvolentieri…chissà perché?
2. Il Comune di Pistoia è stato insignito di medaglia d’argento al valor militare per il
contributo dato dai suoi cittadini alla lotta di Liberazione. Sul nostro territorio sono sparse lapidi e cippi che ricordano i martiri e i patrioti della Resistenza e dell’Antifascismo, ma la loro manutenzione, indice della sensibilità storica di un ente pubblico, fino ad ora ha lasciato a desiderare. Intende favorire un progetto globale di riqualificazione, manutenzione e valorizzazione culturale di queste importanti memorie storiche, anche attraverso la collaborazione con Associazioni ed Enti del territorio?
Assolutamente sì! Ma come del resto tutte le opere piccole e grandi hanno bisogno di manutenzione e rispetto da parte dei cittadini e dell’Amministrazione. Bisogna coinvolgere la cittadinanza in questi processi, sensibilizzare al valore delle nostre cose, e ancora una volta ripartire dai ragazzi, a cui manca totalmente una memoria storica, perché il loro nonni sono nati già nel dopoguerra…Inoltre, le associazioni sono l’unico vero interlocutore tra il Comune e il territorio, non vedo come si possa bypassare una collaborazione.
3. Nella toponomastica comunale sono presenti vie e piazze dedicati a donne e
uomini della Resistenza e dell’Antifascismo. Da alcuni anni, invece, non vengono deliberate nuove titolazioni che riguardino i/le Resistenti. Ritiene non più rinviabili nuove titolazioni a donne e uomini pistoiesi che hanno reso possibile lo sviluppo della nostra città nella libertà e nella democrazia?
Credo che l’attenzione alla titolazione diventi un orpello se poi non è valorizzata. Dovrebbe essere seguita da conferenze, occasioni di informazione alla cittadinanza, incontri nelle scuole…forse mi ripeto, ma ritengo importante dare concretezza agli sforzi, altrimenti si rimane in un alveo di ideologia che non serve a nessuno.
4. Intende promuovere iniziative culturali, in collaborazione con le Scuole cittadine,
sulla Storia del Novecento, anche al fine di portare all’attenzione, in modo particolare delle giovani generazioni, il problema dei nuovi fascismi e nuovi razzismi?
E’ imprescindibile direi. I semi della violenza oggi sono ben visibili tra i giovani, e sicuramente gli ultimi avvenimenti e decisioni governative non hanno aiutato a combattere certi fenomeni. Cosa insegniamo a questi ragazzi se applichiamo una tessera verde per poter lavorare? Cosa insegniamo loro se togliamo dalle scuole l’Educazione Civica? (ripristinata da poco, ma comunque sempre banalizzata); di quali valori siamo portatori se lo stesso Presidente della regione Giani fa affermazioni del tipo “I dipendenti pubblici che non si vaccinano staranno a casa”? In questo modo incentiviamo la violenza. Promuovere culturalmente la solidarietà, l’inclusione, le diverse sensibilità, l’unicità di ogni essere umano, questo si dovrebbe fare.
5. È favorevole a non concedere gli spazi pubblici e il patrocinio del Comune a
organizzazioni, movimenti e associazioni che non sottoscrivano un protocollo in cui sia esplicitamente dichiarata l’adesione alla Carta Costituzionale e ai principi antifascisti e antidiscriminatori in essa contenuti, inserendo tale protocollo nel Regolamento Comunale sulla concessione di spazi pubblici e patrocini?
A nostro parere, non ci sarebbe bisogno di tanti documenti se semplicemente ci si attenesse strettamente ai dettami costituzionali. La nostra Costituzione è una grande opera civile e letteraria, non ha bisogno di ulteriori postille. Ha bisogno di chiarezza in chi la applica, di coerenza. Ultimamente si sono infranti e schiacciati tanti di quegli articoli, che ormai tutto è diventato fluido e dubbio. Anche qui, darei spazio all’informazione. Togliamo un po’ di tempo ai Promessi Sposi, e concediamoci una conoscenza più approfondita dei dettami costituzionali, anche solo per rispetto verso chi ha combattuto per poter scrivere questo bellissimo documento.
6. Intende promuovere la realizzazione e la concessione di uno o più spazi pubblici gratuiti destinati alla democrazia partecipativa?
Senza dubbio. Ma mi piacerebbe che questi fossero degli spazi in vari luoghi della città, anche e soprattutto nelle periferie, che rimangono altrimenti sempre indietro. Sarebbe bello fare anche degli appuntamenti a cadenza regolare, con un filo conduttore, in modo
da invogliare le persone a seguire una storia…
7. Come intende favorire la diffusione della cultura della legalità, della Pace e della non violenza?
Ancora una volta, queste parole rischiano di rimanere vuote se non siamo noi adulti a dare l’esempio di una loro corretta applicazione. Io promuoverei dei pomeriggi di lavoro insieme, delle occasioni “laboratoriali” tra famiglie, per far crescere il senso di comunità.
Fino a qualche tempo fa si facevano le marmellate e le conserve insieme, ci si ritrovava a cucire, gli uomini si aiutavano a fare lavori in casa…dov’è finito tutto questo? I ragazzi, vedendo le famiglie collaborare, ìmparavano la fiducia e il rispetto, per quello che ognuno poteva portare come contributo alla comunità. Io promuoverei iniziative di questo genere.
8. Quali sono le sue intenzioni a proposito della privatizzazione dei servizi pubblici locali, come previsto dal DDL sulla concorrenza e il mercato, che prevede limitazioni alla scelta dei Comuni di autoprodurre i servizi pubblici per la propria comunità di riferimento?
Sono assolutamente contraria. Le Multiutility sono un pessimo esempio di gestione delle risorse della città, uno spreco e una svendita delle nostre ricchezze, e tutto ricade sulle spalle dei cittadini. I Comuni invece devono poter amministrare le proprie risorse, bisognerebbe prendere esempio dalla loro storia: la nascita dei comuni in Italia, come piccole città stato, portò al Rinascimento, l’epoca più prospera di tutta la nostra Italianità.
9. E’ favorevole a concedere il voto amministrativo a stranieri maggiorenni non provenienti da paesi dell’UE, se residenti nel comune da almeno 5 anni, come avviene in altri Paesi europei?
Il nodo non è tanto il voto, ma la partecipazione di questi soggetti alla vità della città. Siamo ancora legati a un concetto di accoglienza e di sostentamento per queste persone, dovremmo invece dare loro la possibilità concreta di lavorare e farsi una famiglia. Allora sì che l’individuo viene valorizzato e ha la possibilità di esprimere un voto consapevole.
10. Quali politiche intende intraprendere, in collaborazione con la Prefettura, la
Regione e il Terzo Settore per affrontare una volta per tutte il tema dei migranti e dei rifugiati nel nostro comune?
Il problema dei migranti non può essere risolto una volta per tutte a Pistoia. Non possiamo continuare ad ignorare che dipenda da meccanismi sovranazionali e non si può avere la pretesa di dare soluzioni focalizzate solo sulla nostra realtà. Io punterei piuttosto sull’aumento dei posti di lavoro, andando in controtendenza rispetto alla progressiva robotizzazione delle professioni. Ridiamo spazio al fare, alla dignità del lavoro, valorizziamo le capacità e le conoscenze di queste persone, che vengono da altri paesi e sicuramente hanno competenze e valori da integrare con i nostri.
Le risposte di IACOPO VESPIGNANI di “Pistoia davvero”

1. Quali interventi intende promuovere per consolidare la memoria e rendere onore ai Pistoiesi che hanno lottato contro il nazifascismo ?
La memoria delle lotte contro il Nazifascismo deve essere necessariamente consolidata con le iniziative tradizionali e con un nuovo approccio. Nel nostro programma è inserita la manutenzione della sentieristica e riteniamo sarebbe interessante creare “la via del Partigiano” come percorso ciclopedonale per bicicletta da Montagna che ripercorra le vie della Resistenza e che, toccando i luoghi significativi e ai più sconosciuti (esempio la Felciana) possa rievocare le gesta che hanno significato la medaglia d’argento a Pistoia. Ciò non di meno il valore della memoria deve essere presente nel valore dei gesti di ogni giorno, per questo iniziative importanti legate all’inclusione, all’integrazione e all’apertura verso la diversità potranno essere dedicate a chi, col proprio sacrificio e la propria lotta ha reso possibile iniziare il percorso verso queste conquiste.
Il Comune di Pistoia è stato insignito di medaglia d’argento al valor militare per il contributo dato dai suoi cittadini alla lotta di Liberazione. Sul nostro territorio sono sparse lapidi e cippi che ricordano i martiri e i patrioti della Resistenza e dell’Antifascismo, ma la loro manutenzione, indice della sensibilità storica di un ente pubblico, fino ad ora ha lasciato a desiderare. Intende favorire un progetto globale di riqualificazione, manutenzione e valorizzazione culturale di queste importanti memorie storiche, anche attraverso la collaborazione con Associazioni ed Enti del territorio?
Nella toponomastica comunale sono presenti vie e piazze dedicati a donne e uomini della Resistenza dell’Antifascismo. Da alcuni anni, invece, non vengono deliberate nuove titolazioni che riguardino i/le Resistenti. Ritiene non più rinviabili nuove titolazioni a donne e uomini pistoiesi che hanno reso possibile lo sviluppo della nostra città nella libertà e nella democrazia?
Ritengo che prima di parlare di delibere e nomi di strade sia giusto dare luce e valore a queste persone, a partire da un lavoro divulgativo, magari creando un archivio permanente degli Eroi cittadini di tutte le epoche e di tutte le resistenze. Il nostro programma prevede un grande visione per un polo mostre cittadino che raccolga le collezioni civiche, al cui interno sarebbe importante tenere questa traccia della nostra storia. Sarebbe inoltre fondamentale aggiungere un’ala della S. Giorgio che raccolga le storie degli eroi pistoiesi che combatterono le tirannidi dal risorgimento ( es. Attilio Frosini) alla seconda guerra mondiale (es.Silvano Fedi e Manrico Ducceschi). Questo progetto darebbe il via, in un dialogo coi cittadini all’individuazione di nuove titolazioni stradali e non solo.
4. Intende promuovere iniziative culturali, in collaborazione con le Scuole cittadine, sulla Storia del Novecento, anche al fine di portare all’attenzione, in modo particolare delle giovani generazioni, il problema dei nuovi fascismi e nuovi razzismi?
Il percorso per sradicare l’odio parte dall’educazione dalla scuola, l’Amministrazione ha la responsabilità di lavorare affinché ciò avvenga. Per questo è fondamentale sostenere il terzo settore per proporre iniziative trasversali e laboratoriali che possano integrare l’offerta formativa pistoiese con progetti legati all’integrazione, alla comprensione della nostra storia e creare uno sguardo libero. Il ventagli di percorsi da mettere in campo è vasto, a partire dalla sensibilizzazione contro forme di bullismo (la culla di ogni discriminazione) fino alla creazione di veri e propri progetti di utilità pubblica.
Nella sezione cultura del nostro programma è prevista la fondazione di un festival annuale per artisti e creativi pistoiesi, una sezione potrebbe essere riservata ai lavori svolti durante l’anno all’interno di laboratori tenuti nelle scuole a tematica sociale.
È favorevole a non concedere gli spazi pubblici e il patrocinio del Comune a organizzazioni, movimenti e associazioni che non sottoscrivano un protocollo in cui sia esplicitamente dichiarata l’adesione alla Carta Costituzionale e ai principi antifascisti e antidiscriminatori in essa contenuti, inserendo tale protocollo nel Regolamento Comunale sulla concessione di spazi pubblici e patrocini?
Credo che il nostro tempo soffra di grande mancanza di ascolto, come già detto, il nostro impegno contro l’odio è concreto e pubblico. Contro ogni forma di odio. Crediamo nella pace, nella libertà di ciascuno, nella comunità, nell’educazione e nella cultura. Per questo manifestazioni che rompano il rapporto con questi valori e inneggino alla violenza non devono trovare spazio. Pensiamo anche che lo sbarramento normativo rischi di incrinare in qualche modo gli stessi valori che difendiamo, per questo il nostro progetto amministrativo, basato sull’ascolto, si impegna a valutare con cura ogni caso, nella garanzia del rispetto e della sensibilità della nostra storia e della nostra identità.
6. Intende promuovere la realizzazione e la concessione di uno o più spazi pubblici gratuiti destinati alla democrazia partecipativa?
Anche di più. Nel nostro programma abbiamo più volte richiamato il valore della partecipazione e dell’ascolto. Il ruolo di un Comune catalizzatore di istanze, idee, risorse, ecc. La capacità che ora il Comune deve mettere in campo, infatti, è quella di coinvolgere tutti gli stakeholder – il privato sociale così come il privato for profit, famiglie e comitati civici – guidando e facilitando i processi del loro coinvolgimento e della loro partecipazione alle decisioni. Anche attraverso innovative forme di consultazione sociale, di soggetti di volta in volta interessati e interessanti da ascoltare.
Uno dei grandi fallimenti della politica di questi anni è stato allontanare le persone dal dibattito pubblico. Istituire un momento periodico di incontro tra giunta e cittadinanza all’interno dei luoghi simbolo della città potrebbe essere il primo passo. Un’Agorà pistoiese diffusa.
8. Quali sono le sue intenzioni a proposito della privatizzazione dei servizi pubblici locali, come previsto dal DDL sulla concorrenza e il mercato, che prevede limitazioni alla scelta dei Comuni di autoprodurre i servizi pubblici per la propria comunità di riferimento?
Quella dei servizi ai cittadini deve essere una scelta che si compie sulla base dei dati di fatto, sui numeri. E si sceglie la soluzione che porta maggiori benefici ai cittadini: tutelare gli utenti con qualità ed efficienza dei servizi, investimenti ovviamente da remunerare, tariffe competitive.
9. E’ favorevole a concedere il voto amministrativo a stranieri maggiorenni non provenienti da paesi dell’UE, se residenti nel comune da almeno 5 anni, come avviene in altri Paesi europei?
Sono convinto che chi vive e lavora su un territorio debba contribuire al suo progresso anche scegliendo i governanti locali che ritiene più idonei a conseguire questo obiettivo, qualunque sia la sua provenienza.
10. Quali politiche intende intraprendere, in collaborazione con la Prefettura, la Regione e il Terzo Settore per affrontare una volta per tutte il tema dei migranti e dei rifugiati nel nostro comune?
“Una volta per tutte” è un’espressione che mi spaventa. Se c’è una cosa che gli scenari geopolitici degli ultimi mesi (e degli ultimi anni) ci hanno insegnato è ad ogni flusso migratorio rispondono esigenze e condizioni radicalmente diverse. La politica dell’ascolto è quella che fa la differenza nella pratica di accoglienza, gestione ed eventuale integrazione (temporanea o a lungo termine). L’amministrazione deve avere un ruolo fondamentale in questa pratica. Da una parte incrementando la digitalizzazione e aumentando così le informazioni che possono facilitare la gestione degli ingressi, in modo da avere un quadro chiaro della situazione. Dall’altra sostenere il dialogo con il terzo settore e con tutti gli attori pubblici e privati del territorio. Sapete tutti quanto lo sviluppo economico sia importante per noi, un tessuto cittadino più ricco è anche uno spazio più verde in cui crescere e offrire opportunità.
Accoglienza non vuol dire trasgredire le regole, crediamo che instaurare un dialogo, conoscere i dati e le situazioni, lavorare per creare aree di comprensione e percorsi chiari di gestione possa ridurre la pressione sui cittadini e trasformare i problemi in risorse. Sappiamo che o sguardo di chi parla di numeri può sembrare arido, ma crediamo anche che dall’informazione e dalla presa di coscienza del problema nascano strategie umane libere dall’ignoranza e dalla paura.
Le risposte di ALESSANDRO TOMASI. Sindaco uscente

1.Quali interventi intende promuovere per consolidare la memoria e rendere onore ai Pistoiesi che hanno lottato contro il nazifascismo?
Vogliamo con forza continuare nell’opera che ha caratterizzato questi cinque anni di Amministrazione grazie all’impegno di tutte le associazioni del Cudir ed in particolare all’Anpi. Ricordo che in questi anni sono state conferite 3 cittadinanze illustri – a Silvano Fedi, Manrico Ducceschi e Vincenzo Nardi-, è stata data degna sepoltura a Silvano Fedi ed abbiamo restituito memoria a Renato Moscato, ebreo deportato e morto in un campo di concentramento, e alla Feb attraverso rispettivamente la targa e la stele di piazza della Resistenza. Proprio qui abbiamo ripulito il monumento ai Caduti della Resistenza. Vogliamo andare avanti sempre più con un’azione non meramente celebrativa ma attiva, coinvolgendo soprattutto i giovani e le scuole. Su questo fronte ricordo che, grazie alla proposta promossa dal Cudir, dal marzo scorso ho l’onore di consegnare a tutti i neo diciottenni una copia della Costituzione. Una celebrazione importante, così come importante è stata quella per la consegna delle cittadinanze che ho voluto introdurre all’inizio del mandato, rendendo questo momento solenne per onorare un momento tanto importante per i nuovi cittadini, con la volontà di valorizzare ancora di più la nostra storia e i valori della nostra Costituzione.
2. Il Comune di Pistoia è stato insignito di medaglia d’argento al valor militare per il contributo dato dai suoi cittadini alla lotta di Liberazione. Sul nostro territorio sono sparse lapidi e cippi che ricordano i martiri e i patrioti della Resistenza e dell’Antifascismo, ma la loro manutenzione, indice della sensibilità storica di un ente pubblico, fino ad ora ha lasciato a desiderare. Intende favorire un progetto globale di riqualificazione, manutenzione e valorizzazione culturale di queste importanti memorie storiche, anche attraverso la collaborazione con Associazioni ed Enti del territorio?
Il nostro territorio è cosparso di luoghi della memoria nati dal basso, da chi ha voluto contribuire a ricordare chi è morto per la Libertà. In questi anni alcuni dei luoghi della memoria sono stati recuperati ma c’è molto lavoro ancora da fare e noi, come Amministrazione, ne saremo protagonisti partendo dalla valorizzazione del monumento ai Caduti della Resistenza nella omonima piazza. Qui vogliamo continuare, sempre più, e grazie anche all’attività di studio nata in seno al Cudir, a renderlo un luogo della memoria, come ad esempio con il progetto che abbiamo per le donne della Resistenza. Vogliamo allargare questa valorizzazione a piazza San Francesco e ad altre aree del nostro territorio.
3.Nella toponomastica comunale sono presenti vie e piazze dedicati a donne e uomini della Resistenza dell’Antifascismo. Da alcuni anni, invece, non vengono deliberate nuove titolazioni che riguardino i/le Resistenti. Ritiene non più rinviabili nuove titolazioni a donne e uomini pistoiesi che hanno reso possibile lo sviluppo della nostra città nella libertà e nella democrazia?
C’è la massima disponibilità a portare all’interno della commissione toponomastica le proposte che arriveranno.
4. Intende promuovere iniziative culturali, in collaborazione con le Scuole cittadine, sulla Storia del Novecento, anche al fine di portare all’attenzione, in modo particolare delle giovani generazioni, il problema dei nuovi fascismi e nuovi razzismi?
Sì certamente, il lavoro più importante da fare è proprio quello con le scuole ed i giovani affinché la memoria non sia un mero esercizio celebrativo. In questi anni abbiamo fatto molte iniziative coinvolgendo gli istituti del territorio e continueremo in questo percorso già intrapreso.
5. È favorevole a non concedere gli spazi pubblici e il patrocinio del Comune a organizzazioni, movimenti e associazioni che non sottoscrivano un protocollo in cui sia esplicitamente dichiarata l’adesione alla Carta Costituzionale e ai principi antifascisti e antidiscriminatori in essa contenuti, inserendo tale protocollo nel Regolamento Comunale sulla concessione di spazi pubblici e patrocini
La concessione di spazi e del patrocinio già avviene in questi termini, nel rispetto della Costituzione.
6. Intende promuovere la realizzazione e la concessione di uno o più spazi pubblici gratuiti destinati alla democrazia partecipativa?
Sì, la democrazia partecipativa va assolutamente incrementata. Specie nei prossimi anni dove saremo chiamati a sfide importanti come il piano operativo, ma anche la gestione dei fondi PNRR questa sarà sempre più protagonista. Democrazia partecipativa significa inoltre coprogettare e valutare insieme le attività culturali e sociali da realizzare sul territorio.
7. Come intende favorire la diffusione della cultura della legalità, della Pace e della non violenza?
Come fatto in questi anni, durante i quali Pistoia è stata protagonista con tante iniziative per la legalità, grazie all’impegno di molte associazioni. Ricordo ad esempio l’iniziativa del 4 aprile scorso con la Quarto Savona 15 in piazza Duomo, alla presenza di centinaia di studenti e con i magistrali interventi e le preziose testimonianze dell’ex procuratore capo di Palermo Gian Carlo Caselli e Tina Montinaro. Ricordo inoltre le iniziative che si sono svolte sul nostro territorio per la pace, come quella organizzata recentemente dal nostro servizio Istruzione in piazza Duomo.
8. Quali sono le sue intenzioni a proposito della privatizzazione dei servizi pubblici locali, come previsto dal DDL sulla concorrenza e il mercato, che prevede limitazioni alla scelta dei Comuni di autoprodurre i servizi pubblici per la propria comunità di riferimento?
La mia posizione è chiara ed è ben riassunta nei paletti non superabili posti nell’ambito della costituzione della Multiutility. Il primo è che la società resti saldamente in mano al pubblico, su questo non si discute. Il secondo è che garantisca servizi più efficienti e minori costi per i cittadini.
9. E’ favorevole a concedere il voto amministrativo a stranieri maggiorenni non provenienti da paesi dell’UE, se residenti nel comune da almeno 5 anni, come avviene in altri Paesi europei?
Credo che si debba parlare di una riforma complessiva della cittadinanza e che debba essere il Parlamento in modo laico e trasversale a prendere una decisione su questi temi.
10. Quali politiche intende intraprendere, in collaborazione con la Prefettura, la Regione e il Terzo Settore per affrontare una volta per tutte il tema dei migranti e dei rifugiati nel nostro comune?
Questo lavoro è sempre stato fatto: abbiamo sempre collaborato, in questi cinque anni, nella gestione dei cas e dei migranti insieme alla Prefettura e agli altri soggetti coinvolti, nel rispetto delle regole e di un tipo di accoglienza volta ad una reale integrazione.










