mercoledì, Settembre 9, 2026

Arte in Appennino: Lizzano, il borgo dei murales

LIZZANO PISTOIESE – Un piccolo borgo nel cuore dell’Appennino pistoiese, immerso nello scenario naturalistico dei boschi delle nostre montagne, ma anche custode di piccoli capolavori dell’arte dei murales.

Sembra assai strano, a prima vista, trovare tra le stradine e le vecchie case di questo caratteristico paesino di montagna una forma d’arte così “contemporanea”, spesso associata a contesti urbani e metropolitani.

Eppure il piccolo borgo della valle della Lima custodisce alcuni esempi di murales che, con i colori vivaci e le scene rappresentate, abbelliscono i muri dei giardini e delle case lungo via la Sala o “sbucano” all’improvviso sulle facciate delle abitazioni. Ma come sono nate queste vere e proprie opere d’arte?

Un murales lungo le vie del borgo di Lizzano Pistoiese (foto di Andrea Capecchi)

Le origini dei murales di Lizzano vanno ricercate nel drammatico inverno del 1945, durante l’ultimo conflitto mondiale, quando il paese appenninico fu occupato dai soldati statunitensi della decima divisione di montagna, che per alcune settimane si stabilirono a Lizzano a causa della sua posizione strategica, nei pressi della Linea Gotica. A capo del reggimento delle forze alleate vi era il sergente John Murphy, che ben presto, vincendo gli iniziali sospetti, strinse un forte rapporto di amicizia con gli abitanti di Lizzano e in particolare con il sacerdote del paese, don Mario, prodigandosi, secondo i racconti dei testimoni, in opere di carità e di aiuto morale e materiale verso una popolazione duramente provata dalla guerra.

Sorretto da una salda fede cattolica, il sergente ottenne anche il permesso dal sacerdote di far riposare i suoi soldati, a causa di una copiosa nevicata, sul pavimento della chiesa di Santa Maria Assunta: una tra le pievi più antiche della Montagna pistoiese, di origine altomedievale ma più volte distrutta e ricostruita, che conserva al suo interno preziose opere d’arte come il Crocifisso di Baccio da Montelupo e la lampada del Santissimo Sacramento.

Capolavori “inaspettati” che dovettero colpire anche il sergente Murphy, congedato da don Mario – allorchè, dopo lo sfondamento della Linea Gotica, gli Alleati poterono avanzare nella pianura emiliana – con il consiglio di deporre le armi a guerra conclusa e seguire la sua vera vocazione, quella di diventare sacerdote. Il prete aveva visto in quel giovane sergente un modello di virtù cristiana? In ogni modo, colse nel segno: al rientro in patria, John Murphy dismise l’abito militare e indossò quello ecclesiastico, iscrivendosi alla prestigiosa Università di Harvard e laureandosi in Teologia e Filosofia, prima di prendere i voti ed essere ordinato sacerdote.

Nella sua “seconda vita” al servizio della Chiesa, don Murphy divenne un personaggio non certo di secondo piano nel mondo cattolico statunitense, amico di papa Wojtyla e di alcuni presidenti americani.

Ma il borgo di Lizzano restò sempre nel suo cuore: quaranta anni dopo la sua partenza, nel 1988, John Murphy ritornò in paese insieme ad alcuni suoi ex commilitoni in un’iniziativa all’insegna del ricordo e soprattutto della celebrazione della pace.

In quell’occasione vennero chiamati gli artisti del Gruppo Donatello – un gruppo fondato nel 1948 da quattro scultori fiorentini del quartiere di piazza Donatello, con lo scopo di promuovere mostre e manifestazioni d’arte – per realizzare i primi murales che decorassero il borgo e che inizialmente furono tutti incentrati sui temi della fratellanza e della spiritualità. La scelta di questo linguaggio artistico fu motivata dall’immediatezza comunicativa e dalla possibilità di utilizzare i muri e le facciate delle abitazioni del paese come “supporti” per le opere, in un più ampio progetto di riqualificazione e valorizzazione del borgo montano.

Un’iniziativa di successo, presto replicata: negli anni successivi, infatti, si sono aggiunti altri murales che, oltre alla pace e alla fede, hanno iniziato a raccontare temi più strettamente legati alla vita della Montagna Pistoiese. Oggi i murales di Lizzano narrano scene di vita montana, gli antichi mestieri degli abitanti del borgo, la flora e la fauna dei boschi d’Appennino, oltre alla rievocazione dell’esperienza militare prima e spirituale poi di John Murphy, autentico “ispiratore” di questa particolare vicenda artistica.

Una vicenda che ha reso Lizzano Pistoiese uno dei più apprezzati e conosciuti “borghi dei murales” e di arte dell’Appennino toscano, insieme a Castagno di Piteccio e Casoli di Camaiore.

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