PISTOIA – L’indagine de Il Sole 24 ore piazza Pistoia all’ultimo posto per la qualità della vita degli anziani. Nel pomeriggio la replica della Sds che sottolinea come nel suddetto report non siano stati presi in considerazione le prestazioni e i servizi erogati dalla Società stessa.
La lettera del direttore della Società della salute, Daniele Mannelli.
“Dal report del quotidiano economico emerge che, tra i parametri presi in considerazione per l’attribuzione del punteggio, ne figurano due relativi a prestazioni e servizi che, per la maggior parte, nel territorio di competenza sono erogati dalla SdS Pistoiese: assistenza domiciliare e trasporto disabili e anziani. Il Sole24 utilizza dati estratti dalla banca dati ministeriale del Siope, un sistema informativo nazionale al quale il Consorzio SdS non fornisce dati, in base alla normativa vigente. La conseguenza è che per queste due voci specifiche il punteggio attribuito alla realtà pistoiese è molto inferiore al dato di fatto”.
Il dato che emerge risulta quindi parziale e fortemente ridimensionato.
“Come evidenziato dai dati forniti dal sistema di monitoraggio delle prestazioni elaborato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – Laboratorio MeS – prosegue Mannelli – il nostro consorzio mostra indicatori di accesso e qualità del servizio di assistenza domiciliare buoni o ottimi a livello di Regione Toscana”.Esaminando i dati di dettaglio del report MeS 2021 relativo all’assistenza domiciliare nei 26 ambiti sociosanitari della Toscana, la SdS Pistoiese è la prima per numero di anziani segnalati e valutati dai servizi sociosanitari in rapporto alla popolazione anziana residente; è la seconda in Toscana per percentuale di anziani in cure domiciliari; presenta un dato nella media regionale per quanto riguarda gli accessi domiciliari nei festivi e prefestivi, nella percentuale di accesso domiciliare entro 2 giorni dalla dimissione ospedaliera per gli ultra75enni dimessi con piano di continuità assistenziale, nei ricoveri ripetuti per persone prese in carico dai servizi domiciliari; è la seconda migliore zona per quanto riguarda il minore accesso in Pronto soccorso di persone assistite a domicilio dai Servizi. Un dato invece che dovrà essere migliorato è l’incremento dell’intensità assistenziale per una quota di pazienti domiciliari in carico con multipatologia”.







