PESCIA – Dopo la condanna a 18 mesi di reclusione con sospensione della pena per l’uomo che 5 anni fa uccise brutalmente la cagnolina Pilù, arriva la reazione del di Lndc Animal Protection: ” Non andrà in prigione. La realtà è che questi reati non vengono considerati come si dovrebbe realmente per la loro gravità. Al momento non garantiscono una vera giustizia per le vittime e sottovalutano la pericolosità di chi li commette”.
“Ancora una volta ci troviamo davanti a una condanna che è tale soltanto sulla carta perché l’assassino non sconterà nemmeno un giorno di prigione”, commenta amareggiata Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Come sempre ci ritroviamo a combattere contro i maltrattamenti e le uccisioni di animali innocenti con delle armi che però sono spuntate e totalmente inefficaci. Questo tipo di reati sono ancora sottovalutati dal nostro Codice Penale e queste vittime sono considerate di serie B, immeritevoli di una vera giustizia. Eppure è ormai risaputo che qualsiasi forma di violenza, anche quella sugli animali, dovrebbe essere presa seriamente perché sono comportamenti soggetti a escalation. Una persona violenta lo è verso chiunque e magari comincia con gli animali per poi ‘progredire’ verso bambini e altri umani. Torniamo quindi a chiedere una revisione del Codice Penale che preveda pene più severe e dei veri percorsi rieducativi per chi si macchia di questi crimini.”
Duro anche il commento del Responsabile Diritti Animali di LNDC Animal Protection, l’avvocato Michele Pezone: “Non riusciamo a esprimere soddisfazione per la condanna perché troppo esigua in rapporto alle violenze subite dal cane. Tenuto conto del fatto che in questo processo, svoltosi con rito ordinario, era contestato il reato di maltrattamento doppiamente aggravato dalla morte dell’animale e dalla futilità dei motivi, la pena avrebbe potuto essere quasi il doppio di quella stabilita dal giudice e in tal caso non sarebbe stato concedibile il beneficio della sospensione”.
Lndc Animal Protection









