di Marco Cei
Nel secolo scorso, quando è stato usato per la prima volta, habitat è stato definito come “il luogo e le condizioni fisiche che circondano una specie, o popolazione di specie, o comunità” (Clements e Shelford, Bio-Ecology, 1939). Quindi, ad avere un habitat non è solo una popolazione di specie, bensì un insieme di più specie che convivono nello stesso luogo. Gli ecologi chiamano anche biotopo l’habitat omogeneo condiviso da varie specie, quando contraddistinto da elevata biodiversità.

Dalla Enciclopedia Treccani: “Habitat –〈àbitat〉 s. m. [verbo latino, 3a persona singolare del presente indicativo di habitare «abitare» (quindi propriamente «esso abita»)]. – 1. In biologia, l’insieme delle condizioni ambientali in cui vive una determinata specie di animali o di piante, o anche un singolo stadio del ciclo biologico di una specie; con significato più ristretto, in botanica, l’area nella quale una pianta trova le condizioni ambientali favorevoli al suo sviluppo. 2. Per estensione, in ecologia, ambiente, condizioni generali di un insediamento urbano, e il complesso delle strutture, naturali e artificiali, che lo caratterizzano.
In Europa la parola habitat ha assunto una grande importanza nelle politiche ambientali, in quanto esattamente 30 anni fa usciva la Direttiva 92/43/CEE “Habitat” Direttiva del Consiglio del 21 maggio 1992 “Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche” detta Direttiva Habitat, che, con la Direttiva Uccelli, costituisce il cuore della politica comunitaria in materia di conservazione della biodiversità e la base legale su cui si fonda Natura 2000. Scopo della Direttiva Habitat è “salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli Stati membri al quale si applica il trattato” (art 2). Per il raggiungimento di questo obiettivo la Direttiva stabilisce misure volte ad assicurare il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat e delle specie di interesse comunitario elencati nei suoi allegati.
La Direttiva è costruita intorno a due pilastri: la rete ecologica Natura 2000, costituita da siti mirati alla conservazione di habitat e di specie, elencati rispettivamente negli allegati I e II, e il regime di tutela delle specie elencate negli allegati IV e V.
È importante precisare che nonostante i termini habitat e nicchia ecologica siano spesso usati impropriamente come sinonimi, in senso rigoroso habitat indica il luogo fisico, mentre la nicchia ecologica indica il ruolo della specie all’interno dell’ecosistema e, come questa, è un attributo funzionale e specifico, cioè correlato a quella singola specie. Spesso habitat viene usato come sinonimo di bioma, cioè ampia porzione della biosfera, caratterizzata da forme di vita (vegetali o animali) prevalenti. I principali biomi terrestri sono:

Gli habitat nella nostra accezione comune hanno perciò una scala dimensionale più ridotta rispetto ai biomi di tipo geografico sopra descritti. In Italia, paese ricco di biodiversità, ne sono stati individuati un numero elevato, descritti in molte pubblicazioni e ricerche. Molto vicine al concetto di habitat sono anche le cosiddette Carte della Natura, come quella qui sotto riportata, che però coniugano risorse biologiche (più pertinenti al vero e proprio habitat), e caratteristiche climatiche e geomorfologiche dei vari luoghi.

Presso il Ministero dell’Ambiente, ora Ministero della Transizione Ecologica, è possibile trovare e scaricare una serie di pubblicazioni (https://www.mite.gov.it/pagina/i-quaderni-habitat-collana), costituita da una collana di “Quaderni Habitat” nata dalla collaborazione instaurata tra la Direzione Protezione della Natura e del Mare e il Museo Friulano di Storia Naturale di Udine. Scopo della collana – organizzata in agili pubblicazioni di carattere monografico – è quello di promuovere la conoscenza di habitat a particolare rischio di degrado o di scomparsa. Si tratta di ambienti, spesso di particolare pregio, che custodiscono elementi faunistici, floristici o vegetazionali degni di nota e che rappresentano piccole ma fondamentali tessere nel grande mosaico del nostro paesaggio. Ad oggi, l’elenco delle pubblicazioni disponibili è questo:
N. 1 – Grotte e fenomeno carsico. La vita nel mondo sotterraneo
N. 2 – Risorgive e fontanili. Acque sorgenti di pianura nell’Italia settentrionale
N. 3 – Le foreste della Pianura Padana. Un labirinto dissolto
N. 4 – Dune e spiagge sabbiose. Ambiente tra terra e mare
N. 5 – Torrenti montani. La vita nelle acque correnti
N. 6 – La macchia mediterranea. Formazioni sempreverdi costiere
N. 7 – Coste marine rocciose. La vita fra rocce e salsedine
N. 8 – Laghi costieri e stagni salmastri. Un delicato equilibrio fra acque dolci e salate
N. 9 – Le torbiere montane. Relitti di biodiversità in acque acide
N. 10 – Ambienti nivali. La vita in un ambiente estremo
N. 11 – Quaderni Habitat n. 11 – Pozze, stagni e paludi. Le piccole acque, oasi di biodiversità
N. 12 – I prati aridi. Coperture erbacee in condizioni critiche
N. 13 – Ghiaioni e rupi di montagna. Una vita da pionieri tra le rocce
N. 14 – Laghetti d’alta quota. Perle nel paesaggio di montagna
N. 15 – Le faggete appenniniche. Avanguardie e relitti di foresta continentale
N. 16 – Dominio pelagico. Il Santuario dei cetacei “Pelagos”
N. 17 – Laghi vulcanici. Il fuoco, l’acqua e la vita
N. 18 – I boschi montani di conifere. Un mantello di sottili aghi verdi
N. 19 – Praterie a fanerogame marine. Piante con fiori nel Mediterraneo
N. 20 – Le acque sotterranee. La biodiversità nascosta
N. 21 – Fiumi e boschi ripari. Calme vie d’acqua e loro margini ombrosi
N. 22 – Biocostruzioni marine. Elementi di architettura naturale
N. 23 – Lagune, estuari e delta. Una frontiera fra mare e fiumi
N. 24 – Gli habitat italiani. Espressione della biodiversità











