di Giacomo Martini
ROMA – Esce oggi 16 giugno in 100 copie, distribuito da Altre Storie, Hill of Vision di Roberto Faenza, basato sull’avventurosa vita di Mario Capecchi, genetista Premio Nobel per la Medicina nel 2007 e prodotto tra gli altri da Elda Ferri e Milena Canonero, che cura anche i costumi.
Nel cast Lorenzo Ciamei, Sofia D’Elia e Rosa Diletta Rossi.

Seconda guerra mondiale, Alto Adige. Mario ha solo 4 anni quando sua madre viene arrestata dai fascisti. Il piccolo trascorre l’infanzia per strada vivendo di espedienti. Finita la guerra, lui e la madre miracolosamente si ritrovano e ricominciano una nuova vita in America, presso la comunità Quacchera ‘Hill of Vision’. Mario non riesce a inserirsi nel nuovo contesto di normalità, fino a quando non scopre, grazie allo zio scienziato, la passione per la scienza.
“Capecchi ha visto il film – racconta Faenza – ma non ha detto niente, ha pianto solo per due ore e mezzo. Penso si sia commosso molto per il rapporto con la mamma, che ricorda sempre e considera ‘la sua croce’. In casa ha un baule molto vecchio dove tiene ancora le lettere della mamma, mai aperte. Forse un giorno lo farà.
Il momento brutto è invece per lui il ricordo del padre, che considera l’Inferno o il Diavolo, non vuole proprio sentirne parlare, forse addirittura esagerando. Mentre ritrovare la madre, dopo che gli avevano detto che era morta, è stato fondamentale. Tornata dall’America pesava 40 chili, non era in grado di accudirlo. E’ stata messa in comunità per cercare di salvarla.
A me interessa che il film sia un insegnamento per i ragazzi di oggi. Io sono un insegnante e mi confronto con ragazzi bravi e intelligenti ma che sono soli, abbandonati dalla società e dai genitori che hanno altro da fare. Dopo l’estate porteremo il film nelle scuole e lo faremo vedere a quanti più ragazzi riusciamo”.
Dice Ferri: “Quello che è successo alla madre di Capecchi è successo a tutte le madri uscite dai campi. Prendono il figlio, lo portano fuori e poi diventano matte, vanno in manicomio. Capecchi dice spesso che la madre era molto bella, e questo nel campo deve esserle costato caro”.










