mercoledì, Settembre 9, 2026

Il rap di Willie Peyote scatena l’Ultravox Arena

FIRENZE – Messaggi di libertà, denuncia di ingiustizie e razzismo, diritti sociali, impegno civile, sentimenti e amicizia.

C’è questo e molto altro nelle canzoni di Willie Peyote, rapper “atipico” capace di attraversare più stili musicali e di far ballare e scatenare il pubblico, accorso numeroso all’Ultravox Arena per la tappa fiorentina del suo tour estivo.

Willie Peyote sul palco dell’Ultravox Arena (foto di Andrea Capecchi)

Dopo due anni l’artista torinese torna “live” per riprendere un filo interrotto a causa della pandemia e per lanciare il suo ultimo album in studio, “Pornostalgia”, uscito lo scorso 6 maggio, che presenta anche significative collaborazioni con altri artisti della scena rap e indie italiana e il contributo di personaggi del mondo del teatro, come Emanuela Fanelli e Michela Giraud.

Cappellino, occhiali, t-shirt, pantaloncini corti, calzini e scarpe da ginnastica, Guglielmo Bruno – questo il nome di battesimo di Willie – sembra quasi un “runner” finito per caso lì sul palco; è invece il suo stile semplice e sportivo, emblema di un personaggio fuori dagli schemi che non sopporta l’idea di subire condizionamenti o doversi piegare alle convenzioni sociali e alle “regole” del mercato.

Cantautore da sempre “impegnato”, non le manda certo a dire e non ha paura di rivelare apertamente ciò che pensa, anche in maniera decisa e poco ortodossa: nel corso del concerto affiora più volte la critica verso certe affermazioni e certi comportamenti di personaggi politici o del mondo imprenditoriale – gli “amici” Giorgia e Flavio su tutti – ma anche una secca e dura denuncia contro le regole e i paletti dell’industria discografica, vista spesso come un settore che “trita” gli artisti nell’ottica esclusiva di un ritorno economico e un successo commerciale. Ma la colpa, ovviamente, non è solo del “sistema”, ma anche di chi – e, secondo Willie, sono in tanti, forse troppi – per convenienza o per inerzia si adatta e si sottomette alle sue regole basate unicamente sul profitto.

Tutti questi spunti di riflessione sono disseminati all’interno di un viaggio musicale che ripercorre le tappe fondamentali della carriera di Willie, da “Io non sono un razzista ma” a “La tua futura ex moglie”, da “Mango” a “Semaforo”, da “Fare schifo” a Robespierre”, tra citazioni e omaggi agli artisti che hanno preso parte ai suoi progetti artistici o che sono stati per lui modelli e fonti d’ispirazione. Menzione speciale per “Mai dire mai (La locura)”, ex brano sanremese che rappresenta un po’ la sintesi e il “manifesto” della musica di Willie, critica ironica ma spietata verso un Paese pieno di contraddizioni dove in tanti, a partire dagli stessi artisti, si “vendono” senza troppi problemi al miglior offerente.

Willie Peyote tornerà presto in Toscana e il prossimo 13 luglio sarà a Pistoia sul palco del Pistoia Blues.

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