di Marcello Paris
PISTOIA – Visioni diverse sulla trattativa Hitachi fra le sigle dei metalmeccanici. Ma non si intravede la rottura.

La richiesta della Fim (i metalmeccanici della Cisl) di andare alla firma da soli con Hitachi Rail ha fatto pensare ad una rottura fra le tre sigle: Uilm e Fim da una parte e la Fiom-Cgil dall’altra. Visioni leggermente diversificate, ci ha detto il coordinatore nazionale Fiom per il gruppo Hitachi, Alberto Larghi.
Ma cosa è realmente successo? “Al tavolo di confronto – ha spiegato il sindacalista -, siamo partiti dalla piattaforma presentata unitariamente fra marzo ed aprile, piattaforma che fra le altre cose contiene il premio di risultato. Nella trattativa, l’azienda ha riconosciuta giusta la richiesta che da una prima somma di 4000 euro è arrivata a 4280 per il livello più alto. Senza entrare in troppi dettagli tecnici, come Fiom abbiamo chiesto il consolidamento di una parte del premio e di erogare una somma di 200 euro in conto carburante per evitarne la tassazione. L’azienda è rimasta vaga sul consolidamento e ferma su 180 euro lordi che al parametro più basso diventano circa 80 euro. Sull’eliminazione della decurtazione salariale per l’assenteismo abbiamo chiesto di inserirlo nella prossima piattaforma contrattuale dell’integrativo ma non ci sono preclusioni”.
Di fronte a queste piccole divergenze Fim e Uil si sono dette disposte a firmare la Fiom aveva delle perplessità che voleva confrontare con i lavoratori del gruppo.
“Credo – ha detto Larghi – che ci siano tutti i presupposti per una firma congiunta, al di là della fuga in avanti di Fim e Uilm”.
Intanto la Fiom ha indetto un’assemblea per il 12 luglio. Se i lavoratori ci diranno che i risultati raggiunti sono soddisfacenti, ha concluso il coordinatore nazionale Larghi, “firmeremo l’accordo mentre ci prepareremo per realizzare un buon contratto integrativo”.







