mercoledì, Settembre 9, 2026

Firenze, LP in concerto al Musart Festival

FIRENZE – Finalmente LP al Musart Festival di Firenze.

Dopo due anni di attesa, lunedì 18 luglio la cantautrice americana sarà sul palco di piazza della Santissima Annunziata. In scaletta i successi che hanno scalato le classifiche di tutto il mondo: da “Lost on You” a “The One That You Love”, fino ai brani del nuovo album “Churches”, uscito pochi mesi prima del tour.

La cantautrice statunitense LP

Inizio ore 21,15. I biglietti – posti numerati da 34,50 a 69 euro – sono disponibili online sul sito ufficiale www.musartfestival.it (info tel. 055.667566) e nei punti Boxoffice Toscana www.boxofficetoscana.it/punti-vendita.

Biglietti in vendita la sera dello spettacolo alla biglietteria del Musart Festival, via degli Alfani 39.

Disponibile anche un Gold Package (129 euro) che, al biglietto di primo settore, aggiunge catering con buffet e, prima dello spettacolo, visita guidata ai luoghi d’arte legati al progetto Musart. Si recupera il concerto previsto per luglio 2020 e poi posticipato al 2021 e infine al 2022 a seguito della pandemia. Restano validi i biglietti acquistati per tutte le date.

Musart Festival propone anche i concerti di Peppe Voltarelli, domenica 17 luglio al Cortile degli Uomini dell’Istituto degli Innocenti (ore 21,15, sempre in piazza della Santissima Annunziata), e di Giuseppe Scarpato, lunedì 18 luglio alla Corte delle Domenicane di Marradi, nell’ambito degli eventi fuori città.

Cantautore, anzi cantastorie, scrittore, attore, Peppe Voltarelli è tra gli artisti più eclettici ed estroversi in circolazione: “1992/2022 trent’anni di canzoni” è uno spettacolo di musica e parole che, partendo dai primi dischi pubblicati negli anni 90, racconta la traiettoria artistica di una ricerca che si muove tra la tarantella punk e la canzone d’autore con incursioni nel blues e nel teatro canzone.

Da anni chitarrista e produttore di Edoardo Bennato, Giuseppe Scarpato si presenta a capo del Hillside Power Trio, con Marco Polidori al basso e Gennaro Scarpato alla batteria. Formazione rodatissima che spazia dal rock al blues, dal funky al reggae, alternando brani propri e cover d’autore, presentate con arrangiamenti originali. Il gruppo ù ha collaborato con Piero Pelù, Alex Britti, Enrico Ruggeri, Velvet, Emma, Negrita e molti altri nomi noti del rock e del pop italiano.

Per LP ognuno di noi è un tempio, e in effetti se la Chiesa di LP, il perno su cui ruota il nuovo album “Churches” è l’amore, possiamo anche dire che tutte le sue canzoni si muovono in una traiettoria che è quella del rock fatto di fragilità e di forze, di melodie (vedi proprio “Churches”, “Yes”, “The One That You Love”) e di irruenze rock’n’roll.

Del resto, tutti i movimenti dell’album girano intorno al cuore, alle relazioni, alla dichiarazione, e sicuramente sono state rafforzate, nella poetica, da questo momento di assenza, che nell’orizzonte musicale di LP l’ha aiutata a nutrire lo spirito delle sue composizioni.

Non c’è soltanto energia o irruenza, fra le pieghe di brani come “Safe Here” o nella combattiva e malinconica “Can’t Let You Leave”, c’è lirismo, c’è il volo altissimo di “When We Touch”, ci sono le collaborazioni, che sottolineano una tendenza a condividere emozione e creazione, in qualche modo a elaborarle assieme ad altri.

E c’è anche l’acustico che diventa elettrico – e viceversa – gli arrangiamenti che esplodono, come nel taglio secco e contagioso di “Goodbye”, il saluto necessario per ricominciare.
Non è un disco di rimpianti, “Churches”; è piuttosto il punto da cui ripartire, dal tempio, appunto, che siamo noi stessi e dalle relazioni che ci sostengono. Non è mai stata così vasta la musica di LP: un caleidoscopio in cui pop, rock, soul e un pizzico di folk (o addirittura dance) convivono fra di loro, senza mai stonare.

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