di Ilaria Lumini
MONTECATINI – “Intendo ribadire la mia estraneità alle accuse che mi sono state contestate e spero in tempi brevi di poter dimostrare la realtà dei fatti”.
In una lunga lettera aperta diffusa attraverso il proprio difensore, l’avvocato Pamela Buonaiuti, lagente della polizia municipale di Montecatini Manrico Cecchini respinge con fermezza le accuse che il 14 luglio scorso hanno fatto scattare nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Lesioni personali, tentata concussione, arresto illegale, falsità ideologica, calunnia, sequestro di persona, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, i reati a lui contestati dalla Procura in concorso con il comandante Domenico Gatto e a vario titolo con altri quattro colleghi.
“Per la natura delle contestazioni e l’accanimento investigativo ritengo che questo terremoto giudiziario che mi vede coinvolto assieme ad altri cinque colleghi sia una collaudata metodologia già vista in Italia per far cessare l’operato di squadre e/o nuclei speciali di Polizia giudiziaria delle Polizia locali” scrive Cecchini.
E l’agente evidenzia che “i risultati ottenuti dal nucleo sicurezza della Polizia Locale di Montecatini sono evidenti, decine di arresti e centinaia di denunce a piede libero, un polo per il falso documentale al servizio di tutte le forze dell’ordine con decine di perizie svolte ogni anno, collaborazioni e convergenze investigative con altre forze di Polizia con i riultati sotto gli occhi di tutti”.
“Ad oggi, nella mia situazione attuale, mi viene da pensare che siano stati troppi questi risultati, probabilmente da creare imbarazzo a certi livelli”.
E Cecchini evidenzia che “un paio di episodi contestati, e che dovranno essere chiariti in sede processuale, non offuscano un lavoro di 4 anni che ha più volte trovato la stima di tutti, compresa la magistratura, nella quale ripondo piena ed incondizionata fiducia nel suo operato”.






