di Mattia Tonini
PISTOIA – “La città di Pistoia non può accettare l’idea di un popolo senza una patria riconosciuta ed osteggiato da tutte le nazioni nelle quali si trova”. Queste le parole che hanno aperto il presidio popolare in sostegno del popolo curdo avvenuto ieri pomeriggio in piazza Gavinana (zona Globo).
L’iniziativa, promossa da varie associazioni e partiti di sinistra, è nata in seguito agli accordi stipulati a Madrid dal vertice nato e conclusi con la riaffermazione dello stesso modello di risposta ai conflitti: armarsi o armare. La svolta decisiva, ragione principale del presidio, è stata però condotta dalla Turchia che, con il ritiro del proprio veto ed attraverso accordi separati tra i paesi candidati, ha ufficializzato il bando del partito curdo dei lavoratori (PKK) e quello dei curdi siriani (YPG), gli stessi curvi che furono in prima linea durante la guerra all’isis.
“E’ molto grave ciò che è accaduto precedentemente nella capitale spagnola in quanto a venire leso non è solamente il popolo del Kurdistan ma tutti noi – parla l’associazione di promozione sociale Libera – Ancora una volta vengono sottomessi i diritti umani ad una logica di guerra, potere e spartizione giocando sulle vite di uomini, donne e bambini. La corsa agli armamenti non costruisce un futuro, ma offre un circolo vizioso di violenza e instabilità, ben lontano dagli obiettivi di pace e non belligeranza che la nostra Costituzione ambiziosamente intendeva tutelare. È invece la costruzione di iniziative di dialogo e pace, di relazioni di fiducia e spazi permanenti di scambio e comunicazione che ci aiuterà a vivere in modo diverso su questo pianeta come membri della stessa specie.”
Non è mancato l’intervento di Erdal Karabey, rappresentante della comunità curda toscana – “Negli ultimi due anni sono cambiate molte cose in Turchia. Il governo turco sta allargando e costruendo nuove carceri per il popolo curdo. Sono più di 12mila i curdi carcerati tra cui governatori e politici. Ma sappiamo di non essere soli in questa lotta, sappiamo di avere appoggi internazionalisti da molti paesi e tra questi l’Italia. Durante la guerra all’Isis i membri della comunità curda sono stati considerati come nostri eroi per aver lottato contro i fondamentalisti di Daesh, ora i suoi rappresentanti ed il suo stesso destino sono diventati merce di scambio tra Erdogan ed il Patto atlantico.”
Presidio presenziato e promosso da: Comitato Provinciale di Pistoia, ARCI, Associazione Libera, Associazione Polomar, Art. 1, Europa Verde, Il sole per tutt*, Possibile, PCI, Rifondazione comunista, Sinistra Italiana, Pistoia progressista ecologista sinistra per Branchetti, Sinistra civica ecologista.







