di Umberto Alunni
FIRENZE – La presentazione trimestrale del monitor distretti di IntesaSanpaolo è un’imperdibile occasione per fare il punto della situazione economica regionale. Sono 19 i distretti osservati nelle loro dinamiche export, di cui 9 delle province di Prato, Pistoia e Lucca, convenzionalmente brandizzate come “Alta Toscana”. Il primo trimestre 2022 si confronta con lo stesso periodo del 2021. Per quanto ovvio, le caratterizzazioni straordinarie, specie del 2021, non consentono riflessioni omogenee ed agevolmente correlabili con i periodi precedenti. Ad ogni modo quando le straordinarietà diventano sempre più “ordinarie” occorre mettere da parte gli indugi, magari evocati da precedenti modelli di analisi, e provare ad interpretare al meglio i risultati.
Le esportazioni distrettuali toscane hanno raggiunto nel primo trimestre 2022 il valore di 5,7 miliardi di euro superando di un miliardo il valore del primo trimestre 2021 con una crescita tendenziale del +23,3%, meglio della media distrettuale italiana (+19,3%). Se si considerano anche le vendite all’estero dei poli farmaceutici e biomedicale presenti in regione, il valore di export raggiunge i 6,7 miliardi con una crescita del 17% rispetto al primo trimestre 2021 e del 24% rispetto al 2019. Sul risultato influisce anche una dinamica di rialzo dei prezzi alla produzione, ma è interessante rilevare come le variazioni stimate a prezzi costanti mostrano per i settori manifatturieri delle specializzazioni distrettuali e dei poli variazioni positive rispetto al primo trimestre 2021 (+12%) e una crescita sostenuta rispetto al pre-crisi (+18%).

Tutti i principali raggruppamenti settoriali hanno realizzato una crescita rispetto al 2021, mentre rispetto al primo trimestre 2019 solo il Sistema casa sconta ancora un ritardo (-5,7%). Il Sistema moda si conferma come la specializzazione più rilevante con oltre il 70% dell’export distrettuale: particolarmente positivo il risultato dell’Oreficeria di Arezzo che con oltre 730 milioni supera del 31% il buon risultato del 2021. In netto recupero anche i distretti del sistema moda dell’area fiorentina come la Pelletteria e calzature di Firenze (+13,0% rispetto al 2019) e l’Abbigliamento di Empoli (+34,1%) e segnali positivi anche dal distretto del Tessile e abbigliamento di Prato che, grazie al rimbalzo del primo trimestre, riesce a superare i valori pre-crisi (+16,3%). Nonostante la crescita tendenziale nel periodo gennaio-marzo, non chiudono il divario con il 2019 i distretti della Concia e calzature di Santa Croce (-6,1%), delle Calzature di Lucca (-25,6%) e delle Calzature di Lamporecchio (-54,3%). Mostrano invece un calo tendenziale rispetto all’anno precedente i distretti del Tessile e abbigliamento di Arezzo (-15,5%) e della Pelletteria e calzature di Arezzo (-31,6%) che conferma il ritardo con il 2019.

Il comparto dei Mezzi di trasporto, che nel 2021 aveva superato del 34,7% il dato del 2019, beneficia nel primo trimestre di un andamento particolarmente positivo della Nautica di Viareggio che per le caratteristiche strutturali del settore, organizzato su orizzonti pluriennali, può essere influenzato da operatività con picchi nei flussi; l’evoluzione delle esportazioni conferma un trend di crescita significativa visibile anche nel dato medio che negli ultimi trimestri si colloca stabilmente sopra i 200 milioni di euro, dai circa 150 milioni registrati mediamente fino al 2018.
Anche i distretti della filiera Agro-alimentare rafforzano il recupero già realizzato nel 2021 con crescite diffuse a tutte e tre le specializzazioni, supportate da una buona dinamica rispetto all’anno precedente nei mercati nordamericani (Stati Uniti +17,3%, Canada +37,5%) e tedesco (+33,3%). Positivo anche il trend per la filiera del cartario di Lucca che presenta tassi di crescita superiore al 50% sia nella componente produttiva (+53,1% la variazione rispetto al primo trimestre del 2021), sia nel settore della meccanica (+53,8%).
I distretti appartenenti al Sistema casa scontano ancora un ritardo con il primo trimestre 2019: in particolare il distretto del Marmo di Carrara che, nonostante la crescita rispetto al 2021 del 20,3%, mostra un divario con il 2019 del -6,1% maturato principalmente nella componente grezza, mentre le vendite di marmo lavorato hanno raggiunto i livelli pre-crisi.
I poli del settore farmaceutico e del biomedicale, confermano il buon andamento del 2021 e con quasi 950 milioni di euro di esportazioni superano del 52,7% il dato del primo trimestre 2019; si segnala in particolare il forte impulso per il polo farmaceutico dalla provincia di Siena che già nel 2021 aveva raddoppiato le esportazioni e mantiene un significativo tasso di crescita nel primo trimestre pari al +79,9%. L’elevata specializzazione della provincia nel settore farmaceutico è, inoltre, confermata dal progetto che prevede la costituzione di un centro nazionale contro le pandemie (Biotecnopolo) finanziato con i fondi del PNRR per produrre vaccini e farmaci specifici.
Lo scenario rimane condizionato da una forte complessità e incertezza: oltre alle tensioni geopolitiche il contesto competitivo è influenzato da spinte inflazionistiche, crisi energetica e carenza di materie prime. Il ruolo dei mercati internazionali si conferma centrale per competere nell’attuale contesto e l’evoluzione recente del tasso di cambio con il dollaro sta aprendo delle opportunità negli scambi con il mercato americano che potrebbero essere colte anche dalle imprese distrettuali toscane che vantano già un buon posizionamento e per le quali gli Stati Uniti rappresentano il terzo mercato di sbocco.

“Le PMI dei distretti industriali toscani stanno sostenendo la ripresa, i numeri testimoniano una forte focalizzazione sui mercati esteri e a favore delle produzioni più competitive, ma gli elementi di incertezza dell’attuale situazione sono evidenti – commenta Tito Nocentini, Direttore Regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo – ciononostante, le aziende continuano a pianificare il proprio business guardando ai mercati esteri, all’innovazione di prodotto e di processo, alla transizione digitale ed ecologica, che costituiscono sempre più elementi strategici per la competitività. Da inizio anno, il nostro Gruppo ha sostenuto le imprese toscane con oltre 800 milioni di euro di erogazioni a medio-lungo termine. Oggi – prosegue Nocentini – di fronte all’aumento dei costi di materie prime ed energia, è necessario sostenere innanzitutto la riqualificazione energetica delle imprese, grazie ad incentivi ed ad investimenti verso obiettivi ESG, che il nostro Gruppo sostiene attraverso gli Sloan, prestiti finalizzati ad investimenti su sostenibilità ambientale, sociale e di governance. Le aziende che stanno investendo e che generano ricavi devono poter continuare a spingere sulla ripresa economica, il nostro impegno è sostenerle con convinzione grazie agli strumenti e alle competenze a disposizione”.
Il prospetto di dettaglio riporta per ciascun distretto le risultanze dell’anno 2021 e del primo trimestre 2022.

I pesi percentuali del singolo distretto rispetto al totale, sia per il 2021 che per il primo trimestre 2022, rendono l’idea del maggiore o minore apporto del singolo sul totale dell’export regionale.

Le tre province dell’alta toscana hanno registrato un miglior andamento nel primo trimestre 2022 rappresentando, nel complesso, il 26,1% dell’export regionale rispetto al 23,8% del 2021.


Tra i 9 distretti dell’alta toscana incrementano maggiormente il cartario di Lucca, l’olio toscano, il florovivaistico di Pistoia ed entrambe le calzature. Gli altri subiscono una riflessione rispetto al 2021.


Sempre con riferimento al primo trimestre, confrontato in termini di peso percentuale con l’intero 2021, Pistoia e Lucca crescono e Prato accusa una flessione.


In sintesi, buona la performance della Toscana, che cresce più della media distrettuale italiana.
Il peso percentuale dell’alta toscana è superiore alle altre province. Focalizzando le tre province, Lucca e Pistoia sono risultate più performanti di Prato. I distretti che hanno maggiormente contribuito al risultato sono stati la carta, l’olio, il florovivaismo e le calzature. Si auspica vivamente che a questo buon inizio d’anno possa conseguire un miglioramento continuo per giungere, a fine 2022, … “a riveder le stelle”.





