PISTOIA – Sadia, Abdul Salam (entrambi 29enni) e il piccolo Masih (di appena 7 mesi) sono da pochi giorni a Pistoia finalmente al sicuro dalle persecuzioni talebane. Attraverso i corridoi umanitari, la giovane famiglia afgana è stata accompagnata e presa in carico da ‘Arci Madiba’ Onlus, che collabora con altre associazioni ed Enti (tra cui Caritas, Unchr e Comunità di Sant’Egidio) per garantire salvezza ai profughi.

Visibilmente emozionati, questa mattina al circolo Arci di Capostrada, i giovani hanno risposto alle domande dei giornalisti, tenendo in braccio il piccolo Masih che ha dispensato sorrisi per tutti.
Sadia, in Inglese, ha raccontato la loro drammatica storia. La famiglia il 27 Luglio è arrivata in Italia dal Pakistan, dove erano in fuga da Kabul, caduta in mano ai talebani nell’agosto del 2021, dopo la ritirata delle truppe statunitensi. Il padre di Sadia è Country director per una Ong e per questo perseguitato. Con la moglie è ancora nella capitale afgana nascosto dagli occupanti. Sadia, prima dell’invasione, lavorava come educatrice e insegnante per le donne per il Ministero afghano (è laureata in Letteratura inglese); Abdul è laureato in management e ha 5 anni di esperienza nel privato. Stava per prendere una seconda laurea in Giurisprudenza, ma l’occupazione ha interrotto i suoi studi. Poi la fuga per salvarsi.
All’arrivo dei talebani a Sadia è stato impedito di continuare a lavorare. La scuola dove insegnava è stata chiusa e lei racconta il dramma del giorno della chiusura (il 23 Marzo, il primo giorno dell’anno scolastico in Afghsnistan) con la voce rotta dall’emozione: “migliaia di ragazze respinte da scuola tra le lacrime”. Sadia chiede l’intervento della Comunità internazionale per far tornare la democrazia nel proprio Paese, dove a quel punto dice di voler tornare per proseguire nella sua “missione” di insegnante. E ringrazia il Governo, il popolo italiano e tutti i volontari “per la loro generosa ospitalità”.

Il progetto di accoglienza “Circolo Rifugio” di ‘Arci Madiba’ ha la durata di un anno per la famiglia ospitata e prevede corsi di alfabetizzazione, l’accompagnamento nella procedura di riconoscimento della protezione internazionale, l’accompagnamento verso l’autonomia, la formazione e il lavoro.
Silvia Bini, Presidente provinciale dell’Arci, racconta le tappe della iniziativa (in qualche momento anche un percorso a ostacoli) che ha portato la famiglia a Pistoia e sottolinea come questo “rappresenti anche l’occasione per riaccendere i riflettori sull’Afghanistan”.
Non nasconde la soddisfazione per la conclusione positiva di questa accoglienza (prima per l’Arci italiana attraverso un corridoio umanitario) e ricorda che in ponte ci sono anche altri progetti, come il “Kosmos”: destinato, con fondi Pdcm all’accoglienza per madri e per nuclei nonparentali di migranti.
I costi del progetto sono a totale carico delle associazioni che lo sostengono, nell’ambito del protocollo d’intesa firmato tra i diversi soggetti. A contribuire in modo determinante, anche a Pistoia, per l’organizzazione dei Circoli Rifugio, l’impegno gratuito e volontario degli attivisti di Madiba e dei soci Arci.







