mercoledì, Settembre 9, 2026

Abbecedario verde, N come NBS (Nature Based Solutions)

di Marco Cei

Place des Vosges a Parigi

Negli ultimi anni il verde urbano ha subito una profonda trasformazione, da semplice abbellimento di quartieri e strade, dal cosiddetto verde ornamentale, si sta passando a considerarlo elemento strutturale della transizione ecologica a cui siamo chiamati continuamente e con sempre più urgenza. Sono così diventati di assoluta importanza gli alberi, le piante, ma più in generale ogni processo naturale che contribuisca ad alleggerire il peso delle attività umane sul mondo che ci circonda.

L’Europa in questa transizione, che è prima di tutto culturale, ci può aiutare molto: alcuni paesi sono infatti molto avanti nella applicazione di soluzioni e ricette ambientalmente sostenibili, come dimostrano anche le modalità di funzionamento del New Generation EU, la maggiore scelta economica e politica europea per i prossimi anni (perlomeno fino al 2027), legata come è a criteri e modalità “green”.

Fra gli altri documenti, ce n’è uno di particolare interesse per il verde urbano, un report del 2021 della Agenzia Europea dell’Ambiente EEA (European Environmental Agency):

Il documento è molto chiaro nello spiegare quali sono queste NBS Nature-Based Solutions, soluzioni tecniche derivate dal mondo naturale, e quale efficacia possono avere nel contrasto al cambiamento climatico e ai suoi rischi ambientali. Il cambio di passo nella impostazione e gestione di insediamenti e attività umane è sicuramente una rivoluzione copernicana rispetto al passato recente, ma non è in assoluto una novità, in quanto da sempre moltissime soluzioni tecniche, invenzioni, tecnologie varie, si ispirano a quanto succede in natura. Per esempio, molte sistemazioni e proposte idrauliche di Leonardo da Vinci sono scaturite dalle sue osservazioni delle dinamiche naturali, come anche altre invenzioni dai suoi studi sul volo e sull’aria.

Paesaggio della Valle dell’Arno – Leonardo da Vinci

L’intelligenza vegetale che porta una radice a prendere una direzione invece di altre, che fa scegliere ad alcuni semi da chi essere mangiato per assicurarsi la migliore diffusione, i toni di colore che assumono le foglie in base alle loro posizioni per catturare la luce e massimizzare la produzione per fotosintesi, sono solo alcune delle infinite soluzioni che l’uomo può osservare e sfruttare per i suoi scopi. Pensare e valutare insieme alla natura ci fa scoprire che alla fine gli obiettivi di uomo e natura davvero importanti possono anche coincidere, oltre ad essere molto convenienti.

Il suddetto report dell’Agenzia Europea dell’Ambiente individua alcuni focus su cui concentrarsi, temi sensibili da tutelare e valorizzare, fornendo definizioni condivise di NBS:

soluzioni basate sulla natura, devono favorire la biodiversità e supportare la fornitura di una gamma di servizi ecosistemici.

soluzioni alle principali sfide in ambito agricolo e forestale e di gestione delle acque ispirate e supportate dalla natura.

soluzioni convenienti, che forniscono benefici ambientali, sociali ed economici e aiutano a costruire la resilienza complessiva.

soluzioni che riducano i rischi del cambiamento climatico in città e paesaggi, attraverso adattamenti, interventi sistemici efficienti sotto il profilo delle risorse.

BENEFICI AMBIENTALI

Mitigazione del microclima

Il verde urbano è un importante fattore per ridurre l’impatto delle isole di calore nelle nostre città: la creazione di zone d’ombra attraverso alberature e vegetazione influenza in modo diretto la vivibilità degli spazi urbani, soprattutto nella stagione estiva. Gli studi dimostrano che anche tetti e pareti verdi migliorano il comfort climatico degli spazi urbani. In particolare, queste coperture verdi  riducono in maniera significativa la temperatura estiva della copertura e quindi degli spazi sottostanti; contribuiscono inoltre a mitigare i picchi di calore anche nel suo intorno (fino a 2-5° C in meno) e nell’intera città. La sostituzione a verde del 20% delle coperture orizzontali di Milano porterebbe a una riduzione delle temperature stimate in 2° C circa.

Bosco ricreato all’interno della nuova Biblioteca nazionale di Bercy, Parigi

Riduzione inquinamento atmosferico

È provata la capacità di molti alberi e arbusti di assorbire alcuni inquinanti tipicamente presenti nell’aria delle nostre città, al di là della classica CO2. Ad esempio, attraverso la superficie delle foglie diversi alberi assorbono polveri sottili (PM10 e 2,5) e ossidi di azoto, sostanze altamente nocive per la salute umana. Intervenendo con le giuste alberature e fasce arbustive è quindi possibile sfruttare questa capacità della vegetazione in aree della città particolarmente esposte all’inquinamento, ad esempio quello derivante dal traffico urbano.

Natura e biodiversità

E’ sempre più evidente come le nostre città possano diventare luoghi ricchi di natura e biodiversità,  perché anche gli ambienti urbani sono in grado di contribuire al mantenimento della qualità ecologica del territorio. Per garantire la presenza di specie animali e vegetali che possono vivere nelle nostre città  è necessario però che gli spazi verdi siano progettati in modo da costituire habitat idonei alla presenza delle varie specie. Per questo motivo è importante che le piante utilizzate siano piante autoctone o naturalizzate, tipiche del territorio, e che soprattutto gli spazi verdi siano disposti in continuità tra loro, salvaguardando i corridoi ecologici, anche minimi.

Riduzione deflusso acque (run-off)

Il verde urbano può contribuire in modo importante a ridurre i fenomeni di allagamento delle città e di esondazione dei canali di prima raccolta, ripristinando la permeabilità del suolo e sfruttando l’assorbimento idrico da parte delle piante stesse. I problemi sorgono infatti dalla fortissima diminuzione dei “tempi di corrivazione”, cioè dell’intervallo temporale fra evento meteorico e arrivo delle acque nei corpi idrici superficiali. Anche i tetti verdi possono avere una funzione importante per ridurre i surplus di acqua piovana, trattenendo le acque di pioggia e rilasciandole più lentamente nel sistema fognario: è stato dimostrato che, in presenza di una copertura verde, nel caso di piogge intense, i picchi di deflusso dell’acqua siano ridotti del 60–80% circa. Possono inoltre essere creati dei giardini particolari (“rain garden” o “swales”) dove far confluire e smaltire i surplus idrici prodotti negli eventi piovosi estremi.

Soluzioni tecniche di deflusso e assorbimento idrico in in un parcheggio dell’University of Arkansas (USA)

Riduzione inquinamento acustico

Siepi e fasce arbustive possono fungere da vere e proprie barriere antirumore, seppure parziali, riducendo l’impatto acustico di infrastrutture e attività produttive presenti in città. La vegetazione infatti può assorbire una parte delle onde sonore e ridurne la propagazione. Questo vale anche sui tetti verdi, dove i sistemi vegetati possono determinare una riduzione fino a circa 3 dB sulle coperture e fino a 8-10 dB negli spazi interni sottostanti.

Risparmio energetico

Una copertura verde degli edifici garantisce consistenti risparmi nei consumi e nei costi di riscaldamento e di condizionamento estivo, in confronto ad una copertura tradizionale non rinverdita. I risparmi variano a seconda della tipologia di edificio, del clima e della dimensione e tipologia della copertura, ma, soprattutto se sul tetto e sulle facciate più esposte, si aggirano intorno al 10%. Da considerare sempre è il bilancio fra energia risparmiata e quella occorrente per la copertura vegetale stessa, perché può anche diventare negativo. Si devono perciò privilegiare le soluzioni con bassi input di risorsa, sia di impianto che di manutenzione.

Pareti versi a basso input energetico su una fabbrica a Sant’Agostino, Pistoia

BENEFICI SOCIALI

Qualità della vita 

Diversi studi dimostrano che stare a contatto con il verde soprattutto in città costituisca un bisogno primario per il benessere delle persone. Con la recente emergenza sanitaria da Covid 19, tale necessità si è rilevata ancora più urgente. D’altra parte la qualità degli spazi verdi influenza direttamente i benefici che essi possono avere sul benessere delle persone, non solo come luogo dove svolgere attività di svago e socialità, ma anche come luogo dove potersi sentire vicini alla natura.  Rafforzare e far crescere le relazioni che le persone riescono ad avere con il verde e la natura, anche in ambito urbano, è quindi una sfida chiave per migliorare la qualità della vita nelle nostre città.

Senso di appartenenza e coesione sociale 

Diverse nostre città sono ormai ricche di esempi sulle iniziative di piccoli gruppi di cittadini che hanno deciso di prendersi cura di spazi verdi, siano questi già gestiti o al contrario totalmente abbandonati, e come possano nascere esperienze di grande valore sociale. Intorno ai cosiddetti giardini condivisi (jardins partagés, community gardens)– cioè gestiti insieme da più persone o associazioni – si creano innanzitutto relazioni inter-personali e senso di comunità. Ecco perché associamo alla co-gestione del verde benefici che vanno ben oltre la cura del verde pubblico: perché la co-gestione di un orto, di un giardino e di uno spazio pubblico diventa occasione per incontrarsi, stare insieme e far crescere senso di appartenenza, il vero senso dell’abitare.

L’esperienza di Community Garden “Orti diPinti” a Firenze

Per chi volesse approfondire, esistono molti siti che spiegano e illustrano le cosiddette NBS, e se ne indica uno che parla delle esperienze di tre diverse città europee, Liverpool, Valladolid, Smirne (Izmir), con un abaco di soluzioni da considerare come manifesto. (https://www.urbangreenup.eu)

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