mercoledì, Settembre 9, 2026

Il Caro bollette pesa sulle Rsa toscane: ”rischio tagli e chiusure”

FIRENZE – Le Rsa toscane sono a rischio a causa del caro bollette. È l’allarme lanciato da Confcooperative Federsolidarietà e Confcooperative Sanità, tra le 19 associazioni nazionali del coordinamento dei gestori dei servizi di assistenza socio sanitaria, profit e non profit, che hanno firmato un appello per chiedere al Governo un sostegno concreto e immediato per le Rsa e le strutture residenziali.

Con il rincaro dell’energia nel 2022, le perdite previste per ogni posto letto in Rsa e nelle strutture residenziali vanno da 10 a 20 euro al giorno. Un rischio che può rivelarsi drammatico per molte realtà della Toscana. Chiusure di strutture e perdite di posti di lavoro sembrano essere ormai prossimi e si chiedono perciò interventi efficaci in tempi brevi.

Bene, in tal senso, lo stanziamento 120 milioni a favore degli enti di terzo settore che gestiscono servizi e strutture per anziani, ma per Confcooperative è ancora poco: ” sarebbe ingenuo pensare – si legge nella nota – che possa bastare per i difficili mesi che ci aspettano. In queste strutture non è infatti possibile abbassare il riscaldamento negli ambienti né effettuare altri risparmi, che andrebbero ad incidere irrimediabilmente sulla qualità dell’assistenza alle persone”.

Un’Rsa

Per garantire i servizi le strutture dovranno adeguare le rette, in alcuni casi ferme da più di 10 anni. Confcooperative invoca quindi il sostegno delle Regioni al fine di evitare che i costi possano pesare eccessivamente delle famiglie e, di conseguenza, sui Comuni che dovranno sostenere le famiglie più bisognose.

“Facendo nostro l’appello che le 19 Associazioni nazionali rivolgono al Governo – dice Alberto Grilli, presidente di Confcooperative-Federsolidarietà Toscana – ribadiamo con forza la necessità che le Istituzioni, a tutti i livelli, si sensibilizzino e intervengano urgentemente. Le realtà che operano in questo settore non sono più in grado di assorbire i costi a loro imputati da un sistema che continua a non comprendere l’importanza di queste attività, dal punto di vista umano, solidale ed economico. Stiamo assistendo ad un tentativo di scaricare sulle cooperative, sulle famiglie e sugli utenti le inefficienze del sistema. Abbiamo superato il punto di non ritorno”.

“Siamo arrivati all’assurdo del rischio di tagli al personale o di chiusura delle strutture – dice Anna Batini, coordinatrice di Confcooperative-Sanità Toscana – in una crisi che deve trovare soluzione immediata. Le Rsa e tutte le figure professionali che lavorano al loro interno svolgono un ruolo fondamentale per le persone più fragili del nostro territorio, in particolare anziani non autosufficienti. Si tratta di strutture insostituibili nella filiera sociosanitaria e che devono essere tutelate e supportate con ogni mezzo possibile. È evidente che il segno lasciato dalla pandemia e, in questi ultimi tempi, dai rincari energetici rischia di compromettere la sopravvivenza di queste strutture”.

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