mercoledì, Settembre 9, 2026

Agesci, una lunga storia di formazione giovanile

di Giovanni Fedi

PISTOIA – In occasione del centenario dello scoutismo cattolico pistoiese, il comitato provinciale dell’AGESCI, Associazione guide e scout cattolici italiani, ha maturato l’idea di realizzare un libro che raccogliesse documenti e testimonianze su questo periodo e ne raccontasse la storia.

A destra, Giovanni Giacomelli

L’incarico è stato affidato a Giovanni Giacomelli, scout dalla tenerissima età e fino a poco tempo fa membro dell’organo direttivo della associazione a livello provinciale.
Com’è nata l’idea del libro?
Sono scout da tantissimi anni. Quando ero più giovane, ho sentito parlare di questi fatti accaduti in passato, di questi personaggi importanti che avevano fatto parte dello scoutismo. C’è sempre stata questa curiosità di sapere un pochino com’era la storia della nostra associazione. Ci sono stati in passato dei tentativi di ricostruzione, ma sono andati sempre a vuoto. Per cui ho deciso di farlo io. Sono alcuni anni che riguardando vecchi censimenti dell’associazione, intervistando persone anziane ho ricostruito cosa è successo in questi 100 anni di scoutismo.
Qual è esattamente il periodo preso in considerazione nel volume?
Noi usciamo in occasione del centenario, ma il libro per ora è finito solo per una prima parte. Quindi, un primo volume che riguarda la storia dal 1922, anno della fondazione del primo reparto a Pistoia, fino al 1974, anno in cui i due movimenti scout, maschile ASCI e femminile AGI, si unificare nell’unica associazione attuale AGESCI, Associazione guide e scout cattolici italiani.

Quali furono i primi passi del movimento, nel 1922?
Il movimento, il primo reparto nasce al Tempio sotto l’egida dei frati Servi di Maria della Santissima Annunziata. All’inizio, si trattava proprio di laici appassionati di scoutismo conosciuto in altre province, in altre zone d’Italia che mettendosi d’accordo con sacerdoti o con conventuali disposti a dare una mano riuscirono a fondare i primi reparti. Primi reparti che, a Pistoia, furono 6, localizzati in varie posizioni, varie parrocchie della città. Poi, purtroppo si arriva al 1927-1928 quando il regime fascista chiude tutte le associazioni cattoliche e non cattoliche giovanili per far convergere tutto nei Giovani del Littorio. Lo scoutismo chiude per ripartire, nel 1944, dopo la liberazione di Pistoia da parte delle forze alleate.
L’attività svolta dall’associazione ha sempre avuto le stesse caratteristiche o si è evoluta nel tempo?
I valori cui attinge lo scoutismo sono quelli del fondatore inglese Sir Robert Baden-Powell, verso la metà del 1800. Valori ancora vivi che sono stati declinati in tempi diversi con un’evoluzione nell’attività e, siccome siamo scout cattolici, sono immersi nella fede religiosa, che è l’architrave di tutto il movimento.
Il movimento inizialmente prevedeva la partecipazione di soli uomini. A metà degli anni ’50, è sorta anche una componente femminile.
L’AGI, che è la parte femminile dell’associazione, nasce verso la metà degli anni ’50 da ragazze un pochino stanche dell’educazione loro riservata all’epoca e appassionate al movimento in quanto sorelle o amiche di ragazzi che già erano scout. Mal sopportando le restrizioni imposte alle ragazze nasce l’esigenza di provare lo scoutismo anche al femminile. A Lucca era già presente una sezione dell’AGI e queste ragazze, fra le quali ricordo Isa Pagliai e Anna Pomposi che furono le prime capo delle sezioni femminili, dopo aver partecipato a campi di preparazione, decidono di aprire anche a Pistoia. Da li in poi, tutto continua con alterne vicende fino al 1974, anno della fusione delle sezioni e nasce l’AGESCI.

Il libro arriva fino al 1974. È previsto un proseguimento?
È previsto un proseguimento. Il lavoro è già iniziato, ma non abbiamo fatto in tempo a concluderlo per il centenario. Approfitteremo del 2024, anno del cinquantesimo anniversario della fusione di AGI e ASCI, per terminare il lavoro.
Durante la conversazione con Giovanni Giacomelli, a margine dell’intervista, sono emersi altri punti salienti sulle vicende dello scoutismo pistoiese e sui festeggiamenti.
Subito dopo la nascita dei gruppi pistoiesi, nel 1923, lo scoutismo sviluppò anche nella Valdinievole partendo da Pescia.
Figura molto importante per il movimento fu don Ferrero Battani, parroco di Valdibure, che raccontò il suo incontro con gli scout in un piccolo libro dal titolo “Frammenti di infinito”. L’evento provocò un legame che non si sarebbe più sciolto. Durante le contestazioni degli anni ’60 e ’70 dello scorso secolo, periodo in cui a Pistoia l’Azione cattolica scomparve, proprio don Ferrero riuscì a riprendere in mano le redini del movimento, infondergli nuove energie e proiettarlo nel futuro.
I festeggiamenti, nel convento di San Domenico, prevedono anche una mostra fotografica articolata in più argomenti: pace e cooperazione internazionale, protezione civile dal ’66 in poi, attività antimafia e a favore della legalità in collaborazione con Libera e altre associazioni,
Il libro “Storia dello scoutismo cattolico a Pistoia e provincia” è composto anche da ricostruzioni, alcune in forma colloquiale, di varie vicende occorse nel corso degli anni cui si riferisce.

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