mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, mercoledì gli ”Stati generali delle Pari opportunità

PISTOIA – Connettere tra loro le istituzioni e porre attenzione alle esigenze del territorio. E’ questo l’obbiettivo degli ”Stati generali sulle pari opportunità” che si svolgeranno a Pistoia (palazzo del Balì) mercoledì 5 ottobre. Stamani la presentazione nella sede della Provincia.

La presentazione degli Stati generali

”L’iniziativa – ha messo in evidenza la vicpresidente della Commissione regionale per le pari opportunità Siliana Biagini – si pone anche l’obbiettivo di consolidare l’intervento che la Regione Toscana sta portando avanti con il progetto Ati, ovvero la predisposizione di un bilancio dedicato alle politiche di genere”.

Gli Stati generali permetteranno dunque di avere una visuale più ampia possibile di ciò che viene fatto nelle province riguardo alla tutela e promozione dei diritti in materia di pari opportunità. Tra i target in oggetto all’iniziativa di mercoledì anche la riflessione sulla parità di genere nei contesti di lavoro. ” Ora il problema non è tanto nell’accesso alle carriere o nella scolarizzazione – ha spiegato la consigliera provinciale per le Pari opportunità Chiara Mazzeo-. E’ la segregazione lavorativa orizzontale”. Al centro del dibattito finiscono così tutte le condizioni relative al rapporto di lavoro in essere. ”Occorre – ha sottolineato – cambiare radicalmente paradigma: non dobbiamo parlare di conciliazione vita – lavoro ma di condivisione”.

In questa direzione va anche la creazione di un organo territoriale ad hoc, la Consulta per le pari opportunità. L’ente raccoglierà rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni del territorio ed avrà a disposizione un budget complessivo di 800 mila euro. A Pistoia spetteranno circa 68 mila euro. ”La Consulta – ha riferito Biagini – sarà impegnata a portare avanti attività nella lotta agli stereotipi di genere nelle scuole e si impegnerà nel sostenere economicamente (secondo soglie Isee) le ragazze che sceglieranno di iscriversi a corsi universitari tradizionalmente a maggior componente maschile”. (r.b.)

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