mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia – Ferrara: le pagelle della gara

Giorgio Tesi Group Pistoia

Pollone al tiro (foto Giovanni Fedi)

Metsla n.e.

Della Rosa 5,5 (2 punti, 1/3 dal campo, 2 assist, 2 palle perse in 22’) – Serata no per il capitano, che fino ad oggi aveva impressionato positivamente. Complici i falli e una gara ostica dal punto di vista dei contatti, ‘Della’ perde il contatto con il gioco ed i numeri lo testimoniano. È un po’ la sua storia: a volte il gioco duro lo esalta, in altre occasioni gli fa smarrire la lucidità.

Cemmi n.e.

Saccaggi 6 (7 punti, 1/6 dal campo, 3 rimbalzi, 5 assist, 4 palle perse in 27’) – Sufficienza risicata per l’altro regista biancorosso, che incorre per gran parte del match nelle stesse difficoltà del suo capitano. La pressione di Ferrara lo condiziona nelle scelte offensive, ma trova comunque, specie nel finale, il giusto modo per aiutare i suoi compagni.

Del Chiaro 7,5 (16 punti, 7/11 dal campo, 9 rimbalzi, 2 assist in 22’) – MVP di serata per valutazione ma anche per la prova di maturità mostrata in questa gara. Gestione certosina di un avversario come Campani, accompagnata da una prestazione offensiva che trova il suo apice nel secondo tempo, dove la sua intelligenza nel farsi trovare sempre nel posto giusto, specie in transizione, taglia definitivamente le ali a Ferrara. Che sia iniziata la sua era? Sarà bello scoprirlo.

Magro 6,5 (6 punti, 3/4 dal campo, 7 rimbalzi, 3 palle recuperate in 17’) – Nella sua nuova veste in uscita dalla panchina, a ‘Pippo’ non resta che assicurare il suo solito apporto in fatto di presenza sotto canestro, dove è fondamentale anche per le seconde occasioni, e di contenimento fisico di un lungo più dinamico quale è Campani. Anche se con i soliti difetti, il suo contributo è tangibile.

Allinei 7 (7 punti, 2/3 dal campo, 1 rimbalzo in 17’) – I problemi di falli sugli esterni gli fanno guadagnare minuti e lui non li spreca. Il più giovane dei senior si connette alla partita in modo encomiabile, limita gli errori di inesperienza e trova anche canestri importanti, come la tripla del +18 ad inizio quarto periodo che diventa pietra tombale degli estensi.

Pollone 6,5 (7 punti, 3/7 dal campo, 7 rimbalzi, 2 assist in 24’) – Un primo tempo da stropicciarsi gli occhi, dove segna, fa segnare, annulla Cleaves e sporca le linee di passaggio di Ferrara. Sempre in missione, in incognito e con gli occhi fissi sulla palla. Peccato che poi i falli lo limitino e gli facciano perdere un po’ di mordente, anche se va detto che almeno un fischio a suo carico grida vendetta.

Varnado 7 (17 punti, 6/17 dal campo, 6 rimbalzi, 3 assist in 34’) – Segna con il 35% e con 0/6 da dietro l’arco, ma è ben lontano dal venire limitato. In una gara dura, con due lunghi come Smith e Jerkovic che gli si accoppiano bene per caratteristiche fisiche, lui non perde mai la fiducia nei propri mezzi. E il fatto che tutti i suoi diretti marcatori di giornata abbiano problemi di falli per l’intera partita ne è l’ulteriore prova. Intanto passi in avanti anche nella chimica con i suoi compagni di squadra.

Wheatle 7 (11 punti, 4/11 dal campo, 8 rimbalzi, 5 assist, 2 stoppate in 35’) – Gli estensi sono arrivati al PalaCarrara sapendo di dover fronteggiare la fisicità sua e di Varnado. Se ne escono con le ossa rotte è perché anche l’inglese non si fa condizionare e mette tutto il suo repertorio a disposizione della squadra. Sì, anche la regia di “eurobaskettiana” memoria.

Coach Brienza 7 – Aveva praticamente predetto la discesa delle percentuali al tiro e aveva voluto ricordare qual è la vera identità della sua squadra. Un’identità che i suoi mettono in campo facendo chiudere Ferrara poco oltre i cinquanta. La sua gestione di un roster ancora privo di un americano è perfetta nella capacità di coinvolgere tutti: contro Forlì ci sarà, presumibilmente, il vero test.

Huggins e i tifosi pistoiesi 1 – Una pessima conclusione per la prima gara casalinga di campionato. Scadente appendice di una serata che doveva essere solo di festa e che invece si è trasformata in una surreale pantomima, con un giocatore ormai tagliato che poteva essere dispensato dall’apparire in pubblico e un tifo organizzato che ha usato metodi e parole intimidatorie per accelerare la sua definitiva partenza. La reazione dell’americano, infine, è stata la ciliegina amara su una torta già brutta di suo.

Tassi Group Ferrara

Bellan s.v.

Cleaves II 4,5 – Una gara anonima e priva di spunti per colui che dovrebbe essere il faro offensivo della squadra. Va detto, anzi, che Ferrara gioca meglio quando non è in campo.

Tassone 6 – Tra gli esterni è quello che trova più continuità. Pur non essendo un giocatore che può prendersi eccessive responsabilità, le sue scelte in attacco sono quasi sempre corrette e Ferrara salva l’orgoglio anche grazie alla sua prestazione.

Smith 6 – Un inizio che lo rende il candidato ideale come antagonista di giornata. Peccato che i guai fisici lo tolgano anzitempo dalla gara, ma finché l’ex Groningen è in campo Ferrara tiene testa.

Campani 6 – Impossibile non salvare la prestazione del capitano degli estensi, unico costante faro sotto canestro e leader in campo di una squadra ancora alla ricerca della propria identità.

Bertetti 5,5 – Impegno a non finire nei tanti minuti in campo ma poche cose utili per la causa. Il giovane play non si sottrae alla durezza e alla fisicità di una gara che lo vede in svantaggio: questa sua grinta è la cosa da cui ripartire.

Valente s.v.

Jerkovic 5,5 – Chiamato a fare gli straordinari in una situazione di vera emergenza, anche lui finisce nella spirale dei falli che ha come principale causa il dover difendere su Varnado. Ha numeri offensivi discreti, ma stasera, pur con il tempo a disposizione, combina poco.

Pianegonda 5,5 – Fa rifiatare gli esterni titolari, che già stentano. Inutile dunque chiedere qualcosa di estemporaneo a lui.

Amici 5 – Serata dura da diversi punti di vista. Già alle prese con un cliente come Wheatle, l’emergenza falli lo fa scalare sul quattro e dunque su Varnado. Ci prova con l’esperienza ma finisce anche lui con troppe infrazioni sul groppone fino ad uscire anzitempo.

Coach Leka 5,5 – Per lui è una stagione più complicata rispetto ai tempi in cui aveva a disposizione i vari Pacher, Mayfield, Vencato, Panni e Fantoni. Oggi è condottiero sempre frizzante di un gruppo più giovane e che necessita di tempo per trovare la quadra. Se poi Smith esce in anticipo dalla contesa, le cose si fanno ancora più difficili.  

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