PRATO – Fu un film di successo nel 2010. Premiato dal record d’incassi, due David di Donatello e cinque Nastri d’Argento.
Vicende e personaggi passano dal grande schermo al palcoscenico con un cast diverso ma sempre con il talento di Ferzan Ozpetek alla regia, intrecciando quel legame fra cinema e teatro che fa parte della storia del Politeama Pratese. Da qui riparte la nuova tournée di Mine Vaganti con il riallestimento a Prato dello spettacolo che nei prossimi mesi toccherà una trentina di teatri italiani.

La tappa pratese coincide con l’inaugurazione della nuova stagione di prosa del Politeama intitolata “Il tempo ritrovato”, sabato 22 ottobre alle 21 (con replica domenica 23, alle 16): sono gli ultimi giorni per abbonarsi al carnet di nove spettacoli “Gran Teatro”.
Una ripartenza in grande stile, con la compagnia capitanata da Francesco Pannofino, Iaia Forte, Simona Marchini, Edoardo Purgatori e Carmine Recano che sarà impegnata nelle prove al Politeama durante questa settimana prima di andare in scena nel weekend.
La doppia data di Mine Vaganti segna anche il ritorno in città di Simona Marchini, da sempre legata al Politeama grazie al rapporto speciale con la fondatrice Roberta Betti. «La scelta di inaugurare con Mine Vaganti riveste un forte significato affettivo: da noi Simona Marchini è di casa – sottolinea la presidente del Teatro Politeama Pratese Beatrice Magnolfi – Siamo felici di ospitare per più giorni una compagnia guidata da un grande regista per il riallestimento dello spettacolo».
Nel mettere in scena l’adattamento di uno dei suoi capolavori cinematografici, Ozpetek mantiene intatto l’intreccio di sentimenti, malinconie, paradossi e risate che hanno decretato il successo di una pellicola capace di coniugare leggerezza e impegno etico-sociale per dipingere l’affresco di una famiglia conservatrice e ancorata ai pregiudizi.
La storia ruota intorno alle vicende della famiglia Cantone, proprietaria di un pastificio in un piccolo paese del Sud Italia, dove ad avere in mano la situazione è un padre desideroso di lasciare in eredità l’azienda ai figli. Tutto precipita quando il figlio Antonio si dichiara omosessuale, anticipando il secondogenito Tommaso, tornato da Roma con la stessa confessione.
Mine Vaganti si rivela una favola agrodolce fedele allo spirito vivace e umoristico della pellicola, in cui il pubblico è chiamato a interagire con gli attori, che spesso recitano in platea come si muovessero nella piazza del paese.
Le scene sono di Luigi Ferrigno, i costumi sgargianti e colorati di Alessandro Lai, le luci di Pasquale Mari. Uno spettacolo corale dal cast stellare, prodotto dalla Nuova Teatro diretta da Marco Balsamo in coproduzione con la Fondazione Teatro della Toscana: fra gli altri Francesco Pannofino e Simona Marchini, rispettivamente nei panni dell’ottuso patriarca Vincenzo e in quelli della nonna paterna, recitano nei ruoli che al cinema furono di due grandi figure come Ennio Fantastichini e Ilaria Occhini. In scena anche Roberta Astuti, Sarah Falanga, Mimma Lovoi, Francesco Maggi, Luca Pantini, Jacopo Sorbini.
Spiega Ozpetek nelle note di regia: «Come trasporto i sentimenti, i momenti malinconici, le risate sul palcoscenico? Questa è stata la prima domanda che mi sono posto, e che mi ha portato un po’ di ansia, quando ha cominciato a prendere corpo l’ipotesi di teatralizzare Mine vaganti. La prima volta che raccontai la storia al produttore cinematografico Domenico Procacci, lui rimase molto colpito aggiungendo entusiasta che sarebbe potuta diventare anche un ottimo testo teatrale. Poco dopo avviammo il progetto del film e chiamammo Ivan Cotroneo a collaborare alla sceneggiatura.
Oggi, dietro invito di Marco Balsamo, quella prospettiva si realizza con un cast corale e un impianto che lascia intatto lo spirito della pellicola. Certo, ho dovuto lavorare per sottrazioni, lasciando quell’essenziale intrigante, attraente, umoristico. Ho tralasciato circostanze che mi piacevano tanto, ma quello che il cinema mostra, il teatro nasconde, e così ho sacrificato scene e ne ho inventate altre, anche per dare nuova linfa all’allestimento».
Il costo del biglietto è di 35-30 euro per la platea (settore A e B), 25 in galleria; riduzioni previste per gli spettatori under 25 (15 euro), 10 per cento di sconto per i soci Unicoop Firenze. Prevendite on line attraverso i circuiti Ticketone o Boxoffice oppure è possibile acquistare i biglietti direttamente in biglietteria, aperta da martedì a sabato dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. Informazioni: www.politeamapratese.it.









