mercoledì, Settembre 9, 2026

San Marcello, Pd: ”no alla funivia Doganaccia – Scaffaiolo. La Montagna ha bisogno di altro”

SAN MARCELLO – Torna a far discutere il progetto di collegamento Doganaccia – Lago Scaffaiolo. Dopo la notizia del reperimento dei fondi, da parte della Regione Toscana, necessari alla realizzazione dei lavori, che si aggirano attorno 10-15 milioni di euro, il Pd di San Marcello dichiara la propria contrarietà all’opera e chiede un Patto per lo sviluppo investendo le risorse per il miglioramento del territorio.

”I nostri problemi sono altri”, si legge nella nota stampa. Sanità (pronto soccorso), lavoro infrastrutture (digitali e non). Tutte ipotesi alternative su cui investire al posto della funivia secondo i dem. ”Quel progetto – aggiungono – risponde ad un momento storico completamente diverso da quello attuale”.

Il passo della Croce Arcana

Prima di tutto, oltre a trovare una quadra sul Pronto soccorso, le strade. ”A Maresca – dice il Pd di San Marcello – la chiusura del viadotto, che collega il paese alla valle del Limestre, crea grandi difficoltà. La statale 66 è divenuta un’infrastruttura inadeguata e fuori dai tempi. Da Pistoia a La Lima non c’è un punto dove si possono superare, nel rispetto del codice, i numerosi veicoli lenti. 250 anni fa era stata l’infrastruttura dello sviluppo della montagna, oggi invece concorre al suo degrado”.

C’è poi la tematica del lavoro. Con reti digitali inadeguate e il caro energia che sta mettendo in ginocchio le imprese, ”occorrono investimenti per sostenere le piccole medie industrie, l’artigianato, il commercio, il turismo e l’agricoltura. Questa situazione – proseguono i dem – potrebbe creare nuove difficoltà per il livello dei posti di lavoro, che sono la priorità assoluta del nostro territorio per contrastare lo spopolamento e tutti i fenomeni ad esso collegati. Per esse abbiamo proposto una fiscalità di vantaggio già attiva per quelle ubicate nel Sud Italia”.

Per conciliare lo sviluppo economico e la tutela ambientale, si propone di investire sulla manutenzione del territorio a partire proprio dai boschi. ”Qualche tempo fa – si legge nella nota – sulla montagna c’erano 120 persone impegnate per manutenzione del suolo alle dipendenza della Comunità Montana, oggi sono ridotte intorno a 30. Oltre a un danno al numero dei posti di lavoro, e sostegno a nuclei familiari, questo rappresenta anche un danno per la mancata manutenzione del territorio. Territorio importantissimo che con i suoi 130 chilometri quadrati prevalentemente boschivi garantisce la produzione di ossigeno per tutta la Toscana.

Foresta del Teso

Nello specifico del turismo, dal Pd arriva la proposta di incentivare la sentieristica approfittando delle risorse naturali, storiche e gastronomiche che il territorio offre. A piedi o in bici, dal crinale appenninico, alla media montagna passando per i boschi dell’Orsigna, della Foresta del Teso, dell’Oasi Dynamo, fino alle vallate circostanti (Lima, Reno, Val di Forfora , Liesina), l’area è collegata da circa 150 chilometri di sentieri che potrebbero essere il trampolino di lancio per il turismo slow.

Intanto fanno sapere i dem, ”in Emilia Romagna il Presidente dell’Agenzia Regionale per il Turismo Davide Cassani in una recentissima intervista punta ad altre cose e accenna ad un ripensamento. Il Comune di Abetone Cutigliano è da sempre contrario all’impianto. Idem tutte le associazioni ambientaliste e CAI di Emilia e Toscana”.

”Riteniamo che se ci sono delle risorse disponibili, queste debbano essere utilizzate per iniziare a risolvere i problemi che abbiamo elencato. Il nostro Comune – si legge nella nota – ha bisogno di un Patto per lo Sviluppo che coinvolga pubblico e privato e dia risposta ai problemi di cui soffriamo. Chi abita in montagna deve godere di pari opportunità rispetto a chi vive in altre aree dell’Italia e della Regione”.


 

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