mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, ok alla Multiutility. Tomasi: “obiettivo contenere le bollette”

di Francesco Belliti

PISTOIA – L’esito del voto non era certo in dubbio, ma oggi il Comune di Pistoia ha fatto il primo passo verso una svolta storica, approvando il progetto della multiutility dei servizi. Un voto, quello che include Pistoia tra le città che parteciperanno alla società, arrivato a conclusione della seduta svoltasi lungo tutto il pomeriggio, dopo la discussione del testo e degli emendamenti proposti, 11 su 12 presentati dal gruppo di Pistoia Ecologista Progressista.

Un momento del consiglio comunale

Sono stati proprio del suddetto gruppo consiliare di opposizione gli unici tre voti contrari al testo, dopo aver richiesto la sospensione del voto ad inizio seduta, poi non accolta. A favore della multiutility si sono invece espressi tutti i consiglieri di maggioranza e del Partito Democratico per un totale di 29 voti. Sull’ipotetica quotazione in borsa della nascente società sì discuterà in un secondo momento a seguito di ulteriori valutazioni da parte delle commissioni.

La protesta in piazza Duomo
Prima e durante la seduta, invece, si è svolto davanti a Palazzo Comunale un presidio di protesta, da parte di partiti e movimenti politici anche extraconsiliari come Unione Popolare e associazioni come Acqua Bene Comune, contro il progetto che sarebbe poi stato approvato nella Sala Grandonio. Nelle motivazioni esposte dai manifestanti l’accorpamento di Publiacqua, visto come una violazione dell’esito del referendum del 2011, e il rischio di una privatizzazione dei servizi pubblici, oltre alla loro entrata nel mercato finanziario che deriverebbe dalla quotazione in borsa della nuova holding che si andrà a formare.

Protesta contro la Multiutility (Foto Belliti)

“Lavori in ritardo e cittadini non coinvolti”, il rimprovero della minoranza
Anche all’interno dell’aula non sono mancate le schermaglie. Tre i fronti. Se la maggioranza ha espresso i propri dubbi di lungo corso nei confronti di un progetto partito dal Comune capoluogo di Regione, sottintendendo dunque uno stato delle cose imposto e su cui il Comune di Pistoia si è ritrovato a doversi adeguare, dall’altra i consiglieri del PD hanno rimproverato nuovamente l’amministrazione di aver avviato con ritardo i lavori e di aver anche cercato alibi.

Ma la polemica, espressa sia dal PD che da Pistoia Ecologista Progressista, si è indirizzata anche sul mancato coinvolgimento della cittadinanza su un tema così importante, né tramite l’organizzazione di assemblee pubbliche né aprendo il consiglio alla partecipazione degli stessi cittadini. Un aspetto su cui la maggioranza si è espressa nuovamente a sfavore. “I cittadini sono già dentro l’aula attraverso chi li rappresenta”, una delle motivazioni pronunciate in aula, nello specifico dal consigliere di maggioranza Salvatore Patanè.

Le dichiarazioni dall’aula
“Il primo obiettivo della multiutility dovrà essere quello di tutelare gli interessi dei cittadini – così il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi – migliorando i servizi e contenendo il più possibile le bollette per famiglie e imprese. Solo il raggiungimento di questi obiettivi può giustificare la nascita della nuova società, che dovrà sempre rimanere a controllo pubblico, sottratta a qualsiasi speculazione finanziaria. Nonostante la scelta richiedesse tempi di discussione più lunghi di quelli dati, da mesi stiamo lavorando e incidendo sulla forma e sulla sostanza di questa nuova realtà”.

“Il controllo dei servizi essenziali in mano pubblica non è mai stata in discussione – ha invece parlato così il capogruppo PD Federica Fratoni – Questo è un percorso ineludibile e ci deve vedere coinvolti come protagonisti. La quotazione in borsa è un aspetto molto delicato: bisognerà discuterne, esistono anche altre vie percorribili”.

“Si dovrebbe riflettere a fondo prima di approvare questa proposta – questo l’intervento del capogruppo di Pistoia Ecologista Progressista Mattia Nesti – Una strada alternativa è rappresentata dalla gestione ‘in house’: potrà essere onerosa ma produce utili che rimangono nell’ambito pubblico, oltre ad un miglioramento dei servizi. Il 5,48% che il Comune avrebbe all’interno della multiutility non ci appare vantaggioso per i cittadini”.

Un pomeriggio dunque intenso, contraddistinto da diversi rinfacciamenti tra le parti politiche e in cui è stato confermato quanto detto e dimostrato nei mesi precedenti, anche in campagna elettorale: una maggioranza, citando la consigliera Francesca Capecchi, “laicamente favorevole” e un’opposizione internamente agli antipodi, col PD che ha ribadito di essere lo schieramento più convinto della soluzione multiutility e con Pistoia Ecologista Progressista rimasta sulle proprie posizioni di rigetto.

Si attende quindi il secondo round sulla quotazione in borsa: altra partita su cui la discussione si potrebbe fare ancora più dura.

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