PISTOIA – “Attivarsi nei confronti del Governo, come richiesto anche dalla Regione Toscana nell’ambito del Coordinamento della Commissione Ambiente, Energia e Sostenibilità della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, per un’interlocuzione nelle opportune sedi europee al fine di scongiurare l’apertura della procedura di sanzionamento ai sensi dell’art. 260 del TFUE relativamente alle infrazioni sopra menzionate e sospendere per questo anno, dunque, gli effetti delle pronunce comunitarie, venendo incontro ai cittadini delle realtà interessate dai divieti di accensione dei camini, a fronte della situazione di emergenza dovuta dalla crisi energetica; valutare, inoltre, la possibilità di installare un numero maggiore di stazioni di monitoraggio volte a rilevare la concentrazione dei vari agenti inquinanti nelle aree maggiormente interessate dal superamento dei valori limite, al fine di aumentare le azioni di controllo sulla qualità dell’aria in Toscana.
Sono questi gli impegni da affidare alla giunta regionale tramite una mozione presentata da Marco Niccolai, consigliere regionale Pd e presidente della commissione Aree interne.
I Comuni interessati in provincia di Pistoia sono: Buggiano, Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Montecatini Terme, Monsummano Terme, Pescia, Pieve a Nievole, Ponte Buggianese e Uzzano.
“Il prossimo 1 novembre – ricorda Niccolai – scatterà nuovamente il divieto di utilizzo dei generatori di calore a biomasse, vale a dire i caminetti, con classe di prestazione emissiva inferiore alle 3 stelle e in presenza di sistemi alternativi di riscaldamento, nei 14 comuni della piana tra Lucca e Pistoia coinvolti dalla sentenza europea per il superamento dei livelli di inquinamento da PM10 nella parte di territorio sotto i 200m s.l.m. . Come è noto, la Corte di Giustizia europea ha condannato l’Italia dichiarando che è venuta meno agli obblighi comunitari relativi alla qualità dell’aria ambiente, avendo superato, in determinate zone, in maniera sistematica e continuata, dal 2008 al 2017, i valori limite, giornaliero e annuale, applicabili alle concentrazioni di PM10. Nel prendere atto di questa sentenza – prosegue Niccolai – la Regione, dal canto suo, ha attivato una serie di misure urgenti volte a limitare le emissioni per i territori interessati dalla procedura di infrazione e messo in campo misure di incentivazione per la sostituzione degli impianti di riscaldamento civile a biomassa con impianti alternativi a basse emissioni, oltre a contributi da erogare ai comuni interessati”.
“E’ del tutto evidente che, in questo quadro, il sopraggiungere della crisi energetica, dovuta anche alle conseguenze del conflitto in Ucraina, ha determinato un rilevante impattato sui consumi e su tutto il settore produttivo nazionale che sta mettendo in grande difficoltà imprese, enti locali e famiglie. Non ci sfugge – continua Niccolai – che dai territori interessati emerge la richiesta di poter utilizzare anche i caminetti nelle abitazioni che ne sono provviste almeno per il prossimo inverno, data l’eccezionalità del periodo di crisi energetica, al fine di garantire alle famiglie che ne hanno la disponibilità un’alternativa più economica al consumo di energia fossile per il riscaldamento domestico. Come pure appare evidente che né la Regione né i Comuni possono disattendere i divieti derivanti dalla sentenza europea: solo il Governo nazionale ha potestà in materia. E, del resto, la questione è prettamente nazionale, anche perché diverse sono le Regioni condannate oltre alla Toscana: Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Campania, Puglia, Lazio e Sicilia.Per tutti questi motivi – conclude il consigliere regionale – l’unica strada percorribile è quella di una pressante richiesta al Governo nazionale di attivarsi affinché possa essere decisa una sospensione temporanea, almeno per il prossimo inverno, degli effetti della sentenza che hanno portato al divieto di accensione dei camini nei 14 comuni della piana tra Lucca e Pistoia ed è questo l’obiettivo della mozione che ho presentato assieme ad altri colleghi”.





