mercoledì, Settembre 9, 2026

Una tradizione secolare e viva: Giuseppe Landi e l’arte del presepe

PISTOIA – La tradizione secolare del presepe popolare napoletano rivive nell’arte di Giuseppe Landi, che da anni coltiva questa passione realizzando presepi e organizzando mostre ed esposizioni.

Giuseppe, di professione carabiniere, è originario di Salerno e fin da ragazzo si è appassionato alla realizzazione e alla “costruzione” del tipico presepe napoletano: un presepe caratterizzato dalla presenza di molte figure, dal carattere “popolare”, dalla complessità della composizione, dall’attenzione ai dettagli.

Giuseppe Landi al lavoro nel suo laboratorio

“Mi sono avvicinato a questa passione grazie al nonno di un mio amico – racconta – un giorno l’ho osservato per ore mentre stava realizzando un presepe tradizionale con legno, sughero, puntine e martello. Sono rimasto affascinato e incuriosito da questa vera e propria arte, e già a quindici o sedici anni ho cominciato, con l’aiuto di amici, a costruire piccoli presepi per conto mio, che poi vendevo a qualche amico o parente”.

L’ingresso nelle forze dell’ordine e la carriera nell’Arma dei carabinieri hanno imposto a Giuseppe vari trasferimenti nel corso degli anni, con frequenti cambi di sede, e ciò lo ha obbligato a interrompere questa sua passione. Realizzare presepi, infatti, non è un semplice “hobby” che si può fare dovunque, ma, oltre a costituire un’attività artistica di tutto rispetto, necessita di adeguati spazi – essenziale è la presenza di un laboratorio – per essere messa in pratica.

“Con il trasferimento definitivo in Toscana, nel 2011 – continua Giuseppe – ho potuto riprendere questa mia passione da autodidatta, ricominciando lo studio delle tecniche artistiche e aggiornandomi sull’uso dei materiali. Ho partecipato a numerose mostre concorso per opere presepiali a giro per la regione, ma un cambio di passo c’è stato dopo il concorso di Cerreto Guidi, in cui il mio presepe ha vinto il premio della critica. Da qui è nata una forte amicizia con la comunità di questo borgo, che da più di dieci anni organizza una manifestazione di riilievo nazionale, “La via dei presepi”, della quale sono diventato coordinatore. Cerreto Guidi mi ha dato la possibilità di crescere e di realizzare la mia prima mostra di presepi, è una realtà molto attenta verso questa tradizione e oggi le sue esposizioni presepiali attirano migliaia di visitatori”.

E poi c’è Pistoia: da quattro anni Giuseppe si è stabilito e vive in località La Cugna, dove ha allestito il proprio laboratorio artistico all’interno di un’autorimessa e dove, l’anno scorso, ha organizzato una piccola mostra personale nell’oratorio del paese. Ma il suo intento è quello di portare la sua arte in città e organizzare un’esposizione presepiale per far conoscere al pubblico pistoiese e non solo la bellezza e la complessità di questa tradizione artistica.

È ciò che avverrà il prossimo mese di dicembre, durante il periodo dell’Avvento, presso gli Antichi Magazzini del sale e nell’atrio del Comune di Pistoia, con la mostra “In cammino verso la stella”: un’occasione per entrare in contatto diretto con questa arte e per scoprire e ammirare la bellezza dei presepi fra tradizione e innovazione.

La mostra sarà una collettiva composta da una quarantina di opere presepiali realizzate da artisti toscani; al suo interno, Giuseppe presenterà un presepe “particolare”, dedicato all’Arma del Carabinieri.

Ma che cosa rappresenta il presepe per Giuseppe? “Il presepe è tradizione, è arte, è religiosità popolare, ma è innanzitutto sacralità – spiega – al centro della composizione deve rimanere la scena della Natività con Gesù bambino, che è l’essenza e il fulcro del presepe; tutte le altre figure devono convergere verso questo punto, andando a costruire una vera e propria scena teatrale.

Io mi rifaccio soprattutto al presepe popolare napoletano, caratterizzato da un’ambientazione sei-settecentesca, dalla presenza di numerose figure a carattere popolare che rappresentano i ceti umili del mondo partenopeo, dalla commistione tra sacro e profano, dalla profonda simbologia che rivelano alcuni elementi caratteristici del presepe. Per esempio, il ponte è simbolo del trapasso dal mondo dei vivi a quello dei morti, mentre la taverna dove si beve e si ozia è il luogo che simboleggia la compresenza tra vita contemplativa e vita profana.

Per quanto riguarda i materiali, all’inizio usavo soprattutto il sughero, in seguito sono passato al polistirene, un materiale da costruzione molto duttile e facile da lavorare che insieme a colla, gesso e scagliola va a formare la struttura del presepe tradizionale, con tinte di colore che richiamano un ambiente umile e popolare”.

La realizzazione di un presepe di medie dimensioni è molto più di un’attività di semplice “modellismo” o di costruzione di un plastico, e richiede una notevole quantità di tempo: secondo Giuseppe, “lavorando cinque-sei ore al giorno, ci vogliono in media una ventina di giorni”.

Ci sono infatti una serie di azioni da svolgere in sequenza e dei tempi da rispettare che devono intercorrere tra le diverse fasi di realizzazione. Si parte da un accurato studio preparatorio sulla disposizione delle strutture e delle figure, si traccia il disegno e poi si inizia a “costruire” lo scenario; la parte più lunga e complessa è quella dell’incisione dei mattoni sugli edifici, che viene fatta a mano pezzo dopo pezzo per dare alle costruzioni un effetto realistico. Poi ci sono le varie fasi di stuccatura e di colorazione, con relativi tempi di asciugatura del colore.

È un’arte che viene dal passato, che pretende cura, attenzione, pazienza; ma è allo stesso tempo un’arte viva e contemporanea, di forte impatto visivo, capace ancora oggi di lasciare a bocca aperta bambini e adulti.

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