MONTECATINI – Federalberghi Apam si dichiara favorevole all’apertura di un concordato sulle Terme di Montecatini esponendo però alcune perplessità circa l’eventuale piano di risanamento. Di seguito la lettera.
Molto bene – pensando alle conseguenze che ci sarebbero state in caso di una diversa decisione – che il Tribunale di Pistoia abbia concesso l’apertura di una procedura concorsuale per le Terme, ma la tempistica appare quanto mai stringente e per questo Federalberghi Apam si augura che i soci pubblici abbiano già provveduto a tracciare un preciso percorso di risanamento.

Qualora il collegio giudicante della sezione fallimentare del Tribunale dovesse concedere il concordato, sarebbe in primo luogo necessaria la continuità di gestione aziendale. Riguardo a questo auspichiamo – come evidenziato anche da Confcommercio – un diverso modello di gestione rispetto a quello usato fino ad ora. Potrà sembrare un richiamo superfluo, ma ci sentiamo in dovere di farlo: non solo investimenti per acquistare, ma anche per rilanciare e potenziare l’offerta termale, oltre alla tutela e alla valorizzazione degli immobili (indispensabili per la nostra identità e la nostra storia).
”Torniamo pertanto, come d’altra parte andiamo facendo ormai da tempo – precisa il presidente di Federalberghi Apam Carlo Bartolini – a chiedere che la gestione corrente dell’azienda sia affidata a manager di comprovata esperienza nel settore termale. Chiediamo inoltre investimenti e un piano industriale adeguato ai tempi e all’attuale domanda del mercato del termalismo. “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, verrebbe da dire, perché gli albergatori, che hanno a cuore le sorti delle nostre Terme, queste istanze le hanno avanzate da tempo”.
”Proprio quel tempo – conclude Bartolini – che adesso, invece, scarseggia: ci sono poche settimane per presentare un piano credibile di risanamento della società e per questo torniamo a ribadire che il nostro più immediato auspicio è che i soci abbiano già ben in mente il percorso da presentare al Tribunale per evitare un disastroso (per un intero territorio e la sua economia) fallimento dell’azienda. Già alcuni mesi fa avevamo chiesto alle istituzioni di spiegare il loro progetto in un incontro pubblico, che invece non si è mai svolto. E, speriamo di sbagliarci, ma sul fronte occidentale tutto continua a tacere”.









