mercoledì, Settembre 9, 2026

“Nessuno si salva da solo”, solidarietà e ricerca di giustizia fiscale

di Mauro Banchini

PISTOIA – Una scelta controcorrente, in quel di Pistoia e dintorni. Una sorta di “autotassazione” dal basso. Un gesto che unisce solidarietà e (difficile) ricerca di giustizia fiscale.

E’ attiva da qualche tempo. Per la precisione dalla fine di quel 2020 quando la pandemia aveva colpito molti lavoratori non solo sotto il profilo sanitario ma anche su quello economico. Ha coinvolto una ottantina di persone. Fra queste anche chi scrive.

Persone di varie opinioni, anche religiose, unite dalla scelta di rinunciare a un tot del proprio reddito (da lavoro dipendente, da lavoro autonomo, da pensione).

“Piccole” cifre individuali ma che, unite a tutte le altre di chi al progetto aderisce, possono aiutare chi, per un motivo o l’altro, sta in un momento di sofferenza.

A gestire il fondo così creato (“Pistoia nessuno si salva da solo“) la Caritas diocesana. I dati del progetto sono stati resi noti a Pistoia sabato 3 dicembre 2022 all’interno della presentazione del “dossier caritas 2022”.

Mauro Banchini alla presentazione del dossier Caritas

Tutti insieme abbiamo raccolto quasi 93 mila euro (per la precisione: 92.613). E’ stata superata la soglia degli 80 aderenti (per la precisione: 81). E le famiglie sostenute con i denari di questo nostro Fondo (“Pistoia nessuno si salva da solo”) hanno raggiunto quota 286. 

Va anche precisato che su iniziativa della Diocesi di Pistoia, alle risorse da noi versate si è aggiunta un’altra cifra – versata appunto da fondi diocesani – che sfiora i 36 mila euro (per la precisione: 35.825,97). Nel complesso, dunque, il Fondo ha sfiorato i 130 mila euro.

Adesso che (forse) la fase acuta della pandemia è terminata ma non sono certo terminate le difficoltà di una parte di popolazione, il gruppo ha deciso di proseguire anche per il nuovo anno.

Si verificherà chi fra i circa 80 aderenti è disponibile a proseguire cercando anche di allargare la platea di chi è disponibile su questo cammino.

Che non è solo – ecco il punto originale – un cammino di pur fondamentale solidarietà umana. E’ anche un percorso per riflettere sulla vergognosa ingiustizia fiscale che caratterizza, non certo da ora, l’Italia.

Il tradimento della Costituzione, nell’articolo 53 sull’obbligo, per “tutti”, di contribuire alla “spesa pubblica” attraverso il pagamento delle tasse “in ragione della capacità contributiva” e in base a “criteri di progressività” è evidente. E scandaloso.

Dunque non solo solidarietà umana ma anche azione, necessariamente civica e politica, per renderci tutti quanti meglio consapevoli di tale scandalo.

Non serve dividersi, guardandosi in cagnesco, scavare ulteriori fossati di odio fra dipendenti e autonomi, attivi e pensionati. C’è solo da riflettere. E, possibilmente, agire.

I soldi che ogni anno mancano allo Stato da un giusto ed equo pagamento delle tasse, mancano per migliorare e potenziare i servizi pubblici di cui tutti (anche chi … evade) abbiamo bisogno: scuola e sanità, acquedotti e strade, servizi sociali e cura del territorio …

E se una seria riforma fiscale, unita a una vera lotta all’evasione, qualcuno avesse finalmente il coraggio di farla, pensando non al consenso immediato ma alla prospettiva di un Paese dallo scandaloso debito pubblico, forse si starebbe tutti meglio.

Magari pure (chi oggi le tasse le paga) pagandone perfino meno. Chissà.

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