FIRENZE (Ansa) – “I rapporti tra Firenze e Pistoia sono ottimi, ma la sede del Museo Marini a Pistoia, a Palazzo Tau, ha bisogno di lavori: oggi l’edificio non è a norma e non si conoscono i tempi di riapertura.
È il Comune che deve provvedere ai lavori, il sindaco fa parte del cda, quindi sa che si devono adeguare gli spazi prima di poter riaprire”.
Lo ha detto il presidente della Fondazione Marini San Pancrazio di Firenze e della Fondazione Marini di Pistoia Carlo Ferdinando Carnacini, a margine della presentazione del nuovo cda della Fondazione fiorentina, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano dei rapporti con Firenze.
“La Fondazione di Pistoia resterà a Pistoia, così come l’archivio e gran parte delle opere: tuttavia ci sono opere chiuse in un magazzino, capolavori che hanno bisogno di essere visti. Non possono restare in un magazzino perché è stato posto un vincolo dalla soprintendenza” ha sottolineato Carnacini.
La chiusura del Museo Marini di Pistoia è avvenuta nel 2019 e, all’ipotesi di trasferimento delle opere del grande artista pistoiese a Firenze per fare un polo museale unico, si era opposta prima l’amministrazione comunale e in seguito la Soprintendenza che aveva posto un vincolo di pertinenza, legando le opere di Marini alla sua città natale. Nel 2021 il Tar aveva respinto il ricorso presentato dalla Fondazione Marini di Pistoia contro il vincolo pertinenziale.
“Da parte nostra c’è l’idea di riaprire la sede di Pistoia – ha aggiunto Carnacini -. Ma devono essere Comune e Soprintendenza a dire che tipo di lavori vogliono fare e dove mettere le opere durante i lavori. Io mi limito a dire che anche un deputato del territorio, Marco Furfaro, ha chiarito che servono risorse per adeguare l’immobile”.







