mercoledì, Settembre 9, 2026

E’ morto il neurochirurgo Pasquale Mennonna. Nel 1981 salvò la vita ad Antognoni

FIRENZE — Cordoglio nella sanità toscana per la morte del neurochirurgo fiorentino Pasquale Mennonna, luminare e uomo di grande spessore morale, morto stamani all’ospedale Don Gnocchi di Scandicci dopo una lunga malattia; il medico aveva 81 anni (era nato a Firenze il 22 ottobre del 1941). A ricordarlo le istituzioni, il personale sanitario e le nuove leve della medicina ma anche tanti pazienti e amici.

Pasquale Mennonna

Punto di riferimento per l’azienda ospedaliera e universitaria di Careggi come medico e presidente della Fondazione Careggi. Nella sua carriera professionale, nel 1981 salvò la vita a Giancarlo Antognoni che si era infortunato in uno scontro di gioco con il portiere del Genoa, Silvano Martina. L’operazione al cervello salvò la vita e la carriera del calciatore viola.

Il sistema sanitario della Toscana piange la scomparsa dello straordinario neurochirurgo Pasquale Mennonna, a lungo riferimento ed eccellenza dell’ospedale Careggi dalle grandi doti mediche e umane. Riposa in pace dottore” sono state le parole del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.

“Ci addolora la scomparsa del professor Pasquale Mennonna, un luminare della neurochirurgia in città, vera e propria colonna dell’ospedale di Careggi – hanno detto il sindaco Dario Nardella e l’assessore al Welfare Sara Funaro -.Di Mennonna – sottolinea il sindaco – tutti hanno ben impresso il ricordo dell’operazione alla testa a Giancarlo Antognoni, rimasto ferito durante una partita, che grazie a lui riprese poi a giocare senza problemi. Ma tantissimi sono stati i pazienti che negli anni si sono affidati alle sue mani e hanno potuto avere salva la vita”. 

“Con Pasquale Mennonna se ne va un bravo professionista – ha aggiunto Funaro – e un uomo dotato di una grande umanità verso i più fragili. Ha trascorso buona parte della sua vita professionale all’ospedale di Careggi come medico e presidente della Fondazione Careggi. Aiutare le persone malate e in difficoltà è stata la sua missione. Ricordo le tante volte che attenzionava situazioni da sostenere e la sua costante presenza e vicinanza alle realtà cittadine del sociale con cui spesso era impegnato in prima linea. È stato un esempio per la medicina, per la sanità, per la società. L’amministrazione tutta si stringe alla sua famiglia” hanno concluso sindaco e assessore. 

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