mercoledì, Settembre 9, 2026

La storia kafkiana del Circolo di Capostrada e dell’acqua che non c’è da più di 2 mesi

di Beatrice Beneforti

PISTOIA – Le attività della Casa del Popolo “Niccolò Puccini” di Capostrada sono bloccate da due mesi e mezzo a causa della rimozione, da parte di Publiacqua, del contatore a servizio del bar pizzeria.

“Questa situazione ci ha reso impossibile qualsiasi tipo di attività e, se non risolta, ci costringerà alla chiusura del circolo”, ha detto oggi alla stampa la neopresidente Valentina Vettori.

Alcuni soci e consiglieri del Circolo di Capostrada. Al centro Valentina Vettori

“Il contatore è stato rimosso il 12 ottobre scorso per un eccessivo consumo di acqua dovuto a una perdita occulta da noi riparata una volta recesso il contratto d’affitto. A seguito della riparazione, la cooperativa Don Chisciotte, locataria dei locali al piano terra della Casa del Popolo, ma che ha cessato le attività nella scorsa estate, avrebbe potuto procedere alla presentazione della documentazione necessaria a Publiacqua per ricalcolare la propria morosità”, ha continuato Vettori.

Il Circolo Arci Puccini, una volta che i componenti del Consiglio sono venuti a conoscenza della morosità della cooperativa che li ha preceduti, ha richiesto un nuovo contatore per poter svolgere le proprie attività sociali e culturali. Ma questo non è ancora avvenuto perché per la società Publiacqua il circolo, considerato co-utilizzatore della stessa utenza, deve contribuire a pagare la morosità a capo di Don Chisciotte.

Tale regolamento idrico, che vede il Circolo come intestatario dell’utenza, non permette l’allacciamento di un nuovo contatore fino a che non sarà saldata la morosità.

“Questo regolamento e la mancanza di disponibilità da parte del gestore, ci impediscono ancora, a distanza di due mesi e mezzo, di organizzare qualsiasi tipo di attività ricreativa e culturale a servizio della comunità di Capostrada”, ha aggiunto Vettori.

A essere bloccate non sono soltanto le attività che la neopresidente e i soci avevano organizzato per il Circolo ma sono saltate anche le cene e i pranzi sociali, unica fonte di autofinanziamento per pagare tasse, bollette e mutuo.

Valentina Vettori ha parlato di una situazione kafkiana: “Schiacciati dalla burocrazia, ci ritroviamo bloccati per colpe non nostre e, vista la storia del Circolo – aperto nel 1956 – non vorrei esserne l’ultimo presidente”.

Il 12 di novembre il Circolo di Capostrada ha potuto organizzare, noleggiando un Sebac, una cena di autofinanziamento con il sostegno dei Circoli di Santomato, Fornaci, Bugiani e Bottegone che hanno portato pietanze già preparate nei loro spazi e con il supporto del comitato provinciale.

“Assolutamente consapevole della straordinarietà della vicenda, parlo a nome di tutti i soci. Noi ci troviamo a pagare lo scotto di una cattiva gestione di una cooperativa che ha determinato questa situazione. Publiacqua si appella a un regolamento esistente ma non ci dà l’occasione per trovare una soluzione e noi non sappiamo più cosa fare. Abbiamo qualche mese all’orizzonte£, ha concluso la presidente Vettori, che chiede a Publiacqua “una soluzione condivisa che possa permetterci di ripartire con le nostre attività a servizio del quartiere di Capostrada, rivalendosi su chi che quell’utenza l’ha effettivamente usata”. 

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