mercoledì, Settembre 9, 2026

Gli Omini e la Coppa del Santo: un’appassionante sfida “all’ultimo miracolo”

PRATO – Quale santo vincerà la tiratissima sfida con i propri “colleghi” e solleverà al cielo l’ambita Coppa?

Luca Zacchini e Francesco Rotelli de Gli Omini portano in scena al Teatro Fabbrichino di Prato la loro originale “Coppa del Santo”, uno spettacolo leggero e divertente concepito come un vero e proprio “torneo” per eleggere, al termine di accesi duelli, il santo protettore della serata.

Alcune immagini dello spettacolo “Coppa del santo” con Gli Omini (fotografie di Stefano Di Cecio)

Un “campionato mondiale” a 32 santi divisi in otto gironi in base alla propria categoria, con una prima fase in cui a scontrarsi sono le rispettive squadre; dagli ottavi di finale in poi a gareggiare sono i singoli partecipanti, che si affrontano in sfide a eliminazione diretta.

Santi vecchi e nuovi, famosi e sconosciuti, vergini e martiri, eremiti e vescovi, patroni e protettori di ogni sorta sono pronti ad affrontarsi in un’appassionante gara “all’ultimo miracolo” per guadagnarsi il favore e la “devozione” del pubblico, giudice supremo e inappellabile della contesa.

Con la consueta disinvoltura e una forte vena di umorismo Zacchini e Rotelli accendono subito la “miccia” della sfida, illustrando al pubblico in sala, per ogni carta di santo presente sul tabellone, i principali meriti, i miracoli compiuti o i caratteri più inusuali o particolari che accompagnano il culto popolare di ciascun santo. Una breve descrizione agiografica che mette in luce, ovviamente, gli aspetti più curiosi o controversi, o le storie più fantasiose e assurde, in cui è impossibile distinguere tra realtà storica e invenzione.

Quello che emerge è un ritratto assolutamente inconsueto del santo, anche delle figure più note della nostra tradizione: è grazie a queste “pillole” di santità che scopriamo patronati inaspettati o la presenza di luoghi di culto intitolati a santi o Madonne di cui pochissimi, per non dire nessuno, sospettano l’esistenza.

Inoltre tutti i santi in gara sono disegnati sulle carte del torneo a partire dall’aspetto e dalle fattezze di un pesce: potrebbe sembrare una scelta blasfema, in realtà è un richiamo a questo animale come uno dei primi e principali simboli utilizzati dai cristiani per indicare Cristo.

Ne scaturisce uno spettacolo dai ritmi serrati, ironico e irriverente, a tratti dissacrante, che testimonia come, al di là dell’aspetto puramente religioso e dell’essere o meno credenti, quella dei santi nella nostra vita quotidiana sia una presenza silenziosa ma costante, che finisce per coinvolgere e influenzare molti aspetti del nostro vivere.

Perché c’è un santo protettore per ogni professione, per ogni categoria sociale, per ogni evenienza o situazione improvvisa, a cui votarsi e raccomandarsi: i santi fanno parte della nostra cultura, non solo religiosa ma anche laica, e rispecchiano molto bene l’atteggiamento, tipicamente “italiano”, di avere qualcuno “ai piani alti” che protegga noi a discapito degli altri o delle avversità.

È bene quindi “tenersi buoni” santi che potrebbero tornare utili in ogni occasione, dalle vergini ai confessori, dai santi crocifissi alla lunga sequenza di Madonne: e al termine di ogni tornata il pubblico è chiamato a votare, con metodi sempre diversi (e sempre meno ortodossi!) il proprio santo preferito, e farlo così avanzare al turno successivo. Non c’è quindi un finale “già scritto”, tutto dipende dal risultato delle varie votazioni e da cosa sceglierà il pubblico: per questo lo spettacolo, pur avendo lo stesso andamento, ha un’evoluzione sempre imprevedibile, e il santo che una serata si è laureato campione può essere eliminato al primo turno alla replica successiva.

Un “gioco teatrale” che coinvolge e appassiona, intervallato da alcuni momenti esilaranti tipici del repertorio comico de Gli Omini, come l’interrogatorio – carpito dagli archivi segreti di Radio Maria! – fatto dalle autorità ecclesiastiche ai sei veggenti di Medugorje sulla descrizione dell’aspetto fisico della Madonna.

Un’ironia sottile ma feroce, un sarcasmo che talvolta invita a riflettere sull’eccessiva credulità popolare e sulla pratica – non nuova, ma denunciata fin dal Medioevo: basti pensare ad alcune novelle di Boccaccio – di “gridare al miracolo” in maniera irrazionale di fronte a fenomeni che tendiamo a catalogare come “inspiegabili”.

Insomma, se non sapete a che santo votarvi, andate a vedere Gli Omini e votate voi i santi!

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