PRATO – Quale santo vincerà la tiratissima sfida con i propri “colleghi” e solleverà al cielo l’ambita Coppa?
Luca Zacchini e Francesco Rotelli de Gli Omini portano in scena al Teatro Fabbrichino di Prato la loro originale “Coppa del Santo”, uno spettacolo leggero e divertente concepito come un vero e proprio “torneo” per eleggere, al termine di accesi duelli, il santo protettore della serata.

Un “campionato mondiale” a 32 santi divisi in otto gironi in base alla propria categoria, con una prima fase in cui a scontrarsi sono le rispettive squadre; dagli ottavi di finale in poi a gareggiare sono i singoli partecipanti, che si affrontano in sfide a eliminazione diretta.
Santi vecchi e nuovi, famosi e sconosciuti, vergini e martiri, eremiti e vescovi, patroni e protettori di ogni sorta sono pronti ad affrontarsi in un’appassionante gara “all’ultimo miracolo” per guadagnarsi il favore e la “devozione” del pubblico, giudice supremo e inappellabile della contesa.
Con la consueta disinvoltura e una forte vena di umorismo Zacchini e Rotelli accendono subito la “miccia” della sfida, illustrando al pubblico in sala, per ogni carta di santo presente sul tabellone, i principali meriti, i miracoli compiuti o i caratteri più inusuali o particolari che accompagnano il culto popolare di ciascun santo. Una breve descrizione agiografica che mette in luce, ovviamente, gli aspetti più curiosi o controversi, o le storie più fantasiose e assurde, in cui è impossibile distinguere tra realtà storica e invenzione.
Quello che emerge è un ritratto assolutamente inconsueto del santo, anche delle figure più note della nostra tradizione: è grazie a queste “pillole” di santità che scopriamo patronati inaspettati o la presenza di luoghi di culto intitolati a santi o Madonne di cui pochissimi, per non dire nessuno, sospettano l’esistenza.
Inoltre tutti i santi in gara sono disegnati sulle carte del torneo a partire dall’aspetto e dalle fattezze di un pesce: potrebbe sembrare una scelta blasfema, in realtà è un richiamo a questo animale come uno dei primi e principali simboli utilizzati dai cristiani per indicare Cristo.

Ne scaturisce uno spettacolo dai ritmi serrati, ironico e irriverente, a tratti dissacrante, che testimonia come, al di là dell’aspetto puramente religioso e dell’essere o meno credenti, quella dei santi nella nostra vita quotidiana sia una presenza silenziosa ma costante, che finisce per coinvolgere e influenzare molti aspetti del nostro vivere.
Perché c’è un santo protettore per ogni professione, per ogni categoria sociale, per ogni evenienza o situazione improvvisa, a cui votarsi e raccomandarsi: i santi fanno parte della nostra cultura, non solo religiosa ma anche laica, e rispecchiano molto bene l’atteggiamento, tipicamente “italiano”, di avere qualcuno “ai piani alti” che protegga noi a discapito degli altri o delle avversità.
È bene quindi “tenersi buoni” santi che potrebbero tornare utili in ogni occasione, dalle vergini ai confessori, dai santi crocifissi alla lunga sequenza di Madonne: e al termine di ogni tornata il pubblico è chiamato a votare, con metodi sempre diversi (e sempre meno ortodossi!) il proprio santo preferito, e farlo così avanzare al turno successivo. Non c’è quindi un finale “già scritto”, tutto dipende dal risultato delle varie votazioni e da cosa sceglierà il pubblico: per questo lo spettacolo, pur avendo lo stesso andamento, ha un’evoluzione sempre imprevedibile, e il santo che una serata si è laureato campione può essere eliminato al primo turno alla replica successiva.

Un “gioco teatrale” che coinvolge e appassiona, intervallato da alcuni momenti esilaranti tipici del repertorio comico de Gli Omini, come l’interrogatorio – carpito dagli archivi segreti di Radio Maria! – fatto dalle autorità ecclesiastiche ai sei veggenti di Medugorje sulla descrizione dell’aspetto fisico della Madonna.
Un’ironia sottile ma feroce, un sarcasmo che talvolta invita a riflettere sull’eccessiva credulità popolare e sulla pratica – non nuova, ma denunciata fin dal Medioevo: basti pensare ad alcune novelle di Boccaccio – di “gridare al miracolo” in maniera irrazionale di fronte a fenomeni che tendiamo a catalogare come “inspiegabili”.
Insomma, se non sapete a che santo votarvi, andate a vedere Gli Omini e votate voi i santi!










