mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia Blues, il 2023 e il futuro prossimo

di Alessandro Giovannelli

Pistoia Blues 2023 ci sarà. E ad organizzarlo sarà, come nei 38 anni precedenti, BluesIn.

In una nota il Comune spiega le ragioni per le quali l’assegnazione è avvenuta con modalità diretta e non tramite un bando per l’organizzazione pluriennale del festival.

𝘌𝘹𝘤𝘶𝘴𝘢𝘵𝘪𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘱𝘦𝘵𝘪𝘵𝘢, 𝘢𝘤𝘤𝘶𝘴𝘢𝘵𝘪𝘰 𝘮𝘢𝘯𝘪𝘧𝘦𝘴𝘵𝘢, verrebbe da dire. Insomma, 𝗲𝗿𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗼 𝗱𝗮 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼, 𝗯𝗲𝗻 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗶𝗮𝗴𝘂𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗲𝗿𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗮𝘀𝘀𝗲𝘀𝘀𝗼𝗿𝗲 𝗦𝗮𝗯𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝟭𝟬 𝗱𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝗮 𝗟𝗮 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗯𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝗿𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 e che sarebbe stato concausa – insieme all’atteggiamento insipiente di sindaco, giunta e struttura tecnica del Comune – di un ritardo che poteva risultare fatale per il festival e che, ancora, nonostante la professionalità di BluesIn ci dia consistenti garanzie sulla riuscita della manifestazione, anche in questo 2023, rischia di doversi svolgere in tono minore.

Dall’Amministrazione Comunale ci dicono, in buona sostanza, che solo il venire meno di un’ultima precondizione, il 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘁𝗼 𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝟮𝟱𝟬 𝗺𝗶𝗹𝗮 𝗲𝘂𝗿𝗼, presentato come emendamento alla legge di bilancio, cassato, in quanto inammissibile, in commissione (lo stesso 10 dicembre: assessore Sabella “sfortunello” o poco attento?), ha fatto assumere la decisione, solo per il 2023, di procedere con l’assegnazione diretta.

Perché infatti, ci dicono sempre da Palazzo di Giano, quest’anno si sistemerà tutto: verrà approvata la legge a sostegno del festival, il cui iter è stato interrotto dal cambio di Governo, e torneranno di conseguenza i contributi ministeriali.

𝗜𝗹 𝗯𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗮 𝗺𝗮𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗲, 𝘀𝗶 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲, 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟯 𝘀𝗮𝗿𝗮̀ 𝗹’𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗮𝗱 𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮.

Peccato che le Camere siano state sciolte il 21 luglio 2022 dal Presidente della Repubblica. 𝗘𝗿𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗼, 𝗳𝗶𝗻 𝗱𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗮𝘁𝗮, 𝗰𝗵𝗲, 𝘃𝗲𝗻𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗲𝗿𝗶𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗲𝘇𝘇𝗲, 𝗶𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝘁𝗲𝗿 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲 (mi risparmio, qui, considerazioni sul fatto che la forza politica proponente, FdI, la stessa che esprime il sindaco e l’allora senatore – oggi sottosegretario – La Pietra, è passata, nella nuova legislatura, dall’opposizione alla maggioranza di cui il Governo è espressione), 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗱 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗮 𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮. Naturalmente se, e soltanto se, Pistoia Blues fosse stata considerata da questo sindaco e da questa giunta un patrimonio da preservare ed ulteriormente promuovere.

Evidentemente, così non è. Altrimenti, 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗮𝗱 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼, 𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁’𝗮𝗹 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲, 𝘀𝗶 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗼𝗽𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮, dando tutto il tempo a BluesIn di organizzare un cartellone all’altezza delle aspettative.

Ma, così pare, il sindaco era distratto. Sabella pensava al 2040 (Amo Pistoia si dava, già dalla campagna elettorale, questo orizzonte lunghissimo – da La Nazione del 1 maggio 2022) dimenticandosi del 2023, e dimenticando pure di non essere assessore alla Cultura, mentre l’assessora alla Cultura, Benedetta Menichelli, risulta ancora non pervenuta, almeno su questo tema. Afona. Anzi, pare non ricordarsi neppure che Pistoia Blues rientrerebbe tra le sue competenze.

Non resta, dunque, che ringraziare ancora BluesIn e Giovanni Tafuro. Solo l’autentica dedizione e passione di queste persone alla causa del festival pistoiese, unitamente alla loro professionalità, ci permetterà, anche quest’anno, di godere del “nostro” Pistoia Blues nel suo ambiente naturale: Piazza del Duomo e tutti gli altri angoli della nostra città che saranno scelti per concerti grandi e piccoli.

𝗨𝗻 𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 𝗱𝗼𝗽𝗽𝗶𝗼. 𝗜𝗻𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶, 𝗕𝗹𝘂𝗲𝘀𝗜𝗻 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗲𝗿𝗮̀ 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗳𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹:

𝟭. 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘁𝗶 𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗶;

𝟮. 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝗰𝗼𝘀𝗶̀ 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗼 𝘀𝘂𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗹𝗶, 𝗱𝗲𝗰𝘂𝗿𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝘃𝗮𝗿𝗶𝗮𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗰𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼;

𝟯. 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗲 𝗻𝗼𝘁𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮̀, 𝗱𝗼𝘃𝘂𝘁𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗱 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗽𝗶𝗲𝘁𝗮𝘁𝗮, 𝗻𝗲𝗹 𝗿𝗲𝗽𝗲𝗿𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗼𝗿 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗽𝗲𝘀𝗼;

𝟰. 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘇𝗶𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗿 𝗶𝗻𝘀𝗲𝗿𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟯, 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗮 𝗮 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗰𝗶𝘁, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗱𝗲𝘁𝘁𝗼, 𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶 𝗶𝗻𝗱𝗲𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝘂𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗮 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲, 𝗶𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗹𝘂𝗿𝗶𝗲𝗻𝗻𝗮𝗹𝗲.

Per il resto, ed in particolare per tutto ciò che riguarda l’Amministrazione Comunale, notte fonda. Il nulla, l’inazione, sarebbe preferibile alle figure grottesche di Sabella che, dai tempi del primo bando per Pistoia Blues, quello del 2017, ha dimostrato incompetenza ed un attaccamento bizzarro ad una funzione non propria del suo assessorato. Il sindaco dovrebbe ora uscire dal suo torpore e, come minimo, rimuoverlo da questo incarico, sempre che sia possibile rimuovere qualcuno da un incarico che ufficialmente non detiene.

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