di Beatrice Beneforti
PRATO – Siamo a Prato o in Virginia? Fantastic Negrito è riuscito a coinvolgere il pubblico del Garibaldi (sold out) di Prato per più di due ore.
Lo show era composto in tre parti: iniziato con la proiezione del suo lungometraggio “White Jesus Black Problems” si è concluso con un live acustico, intervallato da domande poste all’autore dagli astanti.
Fantastic Negrito sta raccontando a un pubblico diverso da quello americano, ovvero quello europeo, la storia d’amore e di lotta che i suoi bisnonni hanno vissuto nella Virginia del lontano 1750. La libertà che l’autore incarna e fa propria, è partita da otto generazioni precedenti alla sua, dalla storia d’amore di una coppia composta da una serva bianca e uno schiavo afroamericano.

Il musicista parla di loro attraverso sé, i suoi amici e i suoi musicisti: “Per realizzare il video, che non avevo scritto prima di iniziare le riprese, ho coinvolto tutti coloro che erano intorno a me. Il protagonista è il mio batterista. Quando ho saputo che stava con una ragazza bianca, ho detto ‘ok sono loro i miei bisnonni’” ha raccontato l’autore al pubblico del Garibaldi.
Una platea gremita, preparata e interessata che ha rivolto all’autore tante domande, anche tecniche, ma quello che più di tutto ci ha colpiti, è stato questo modo fruttuoso di raccontare una storia.
A metà tra spettacolo teatrale, cinematografico e musicale, Fantastic Negrito ci ha fatto scoprire una modalità attiva per ricordare, ponendoci indirettamente questioni sui nostri diritti civili, ha usato il futuro facendolo rimbalzare sul presente, illuminando, il passato di una popolazione che combatte ancora con alcuni stereotipi vecchi secoli.
Nel suo lungometraggio, Fantastic Negrito si mette in scena con costumi appariscenti, come fosse il narratore di una novella medievale, come se potesse essere lui solo il menestrello della propria cronaca famigliare e alla domanda proveniente dal pubblico riguardo la scelta di certi costumi, ha risposto: “Non sono io così, a San Francisco chiunque è così”.
Ascoltando i pezzi nel video e live in versione acustica, ci siamo ritrovati immersi in una vera e propria serata blues, una di quelle che non richiede niente oltre a una storia da cantare e strumenti da saper suonare.
Fantastic Negrito oltre ai suoi pezzi ha anche suonato una versione riarrangiata di Where did you sleep last night – pezzo tradizionale della musica popolare americana della fine dell’800, il cui vero autore non conosciamo ma che comunque è stata registrata, per la prima volta, nel 1944 da Lead Belly – come a dire che la storia che portava in scena, riguardava non solo la questione afroamericana ma anche l’amore.
Fantastic Negrito, infatti, associa l’amore dei suoi bisnonni a quello di Romeo e Giulietta.










