PRATO – “Siamo davanti a una condanna importante, con pene che dovrebbero scoraggiare chi intende continuare a sfruttare le persone. Ma la storia di questo processo è lunga, troppo lunga. Partita cinque anni fa.

Il lavoratore che ha fatto partire l’indagine, un ragazzo africano in possesso di un permesso di soggiorno per protezione internazionale rilasciato da pochissimo tempo, si è rivolto a noi nell’aprile del 2018, e lo accompagnammo subito a presentare la denuncia”. Sono le parole con cui presenta la storia Juri Meneghetti, segretario generale della Filctem di Prato e Pistoia.
“Sebbene la denuncia abbia dato il via ad una indagine, e questa si fosse chiusa con il rinvio a giudizio, ci sono voluti quasi due anni per arrivare alla prima udienza. Intanto il denunciante era andato a lavorare in Germania e non era più reperibile per costituirsi parte civile – continua il sindacalista -. Siamo riusciti a rintracciarlo in Africa, e a convincerlo a fermarsi in Italia prima di rientrare in Germania. Eravamo a fine febbraio 2020 e il suo permesso scadeva ad aprile. Rischiava quindi di diventare clandestino, in Italia, prima del processo. E in quanto clandestino di non potervi partecipare, perché il fuorilegge era diventato lui. In pratica, non avrebbe potuto partecipare al processo nel quale si doveva costituire parte civile, dove doveva essere rifuso del danno, dove era il testimone chiave per far condannare lo sfruttatore. Un processo che era costato due anni di indagine e che si sarebbe risolto nel nulla, a favore degli sfruttatori”.
“Ponemmo il problema alla Procura e trovammo subito disponibilità, ma il lockdown bloccò tutto: sia il ragazzo in Italia che le scadenze dei permessi di soggiorno. È da questa esperienza – prosegue il segretario Filctem – che, alla riapertura degli uffici, il 13 luglio 2020 nacque il Protocollo tra le OO. SS. e la Procura che prevede, in questi casi, che sia la Procura stessa a chiedere alla Questura il permesso di soggiorno per il denunciante, per tutto il periodo del processo”.
“Processo che ha visto la Filctem-Cgil, assistita dall’avv. Alessandro Gattai, accanto al lavoratore sfruttato, costituendosi, e facendolo costituire parte civile, e portandolo a vincere il processo contro i propri sfruttatori che, oltre agli anni di pena, sono stati condannati a versargli una provvisionale di 12.000 euro, aprendo così la strada – conclude Meneghetti – la successiva causa di risarcimento per le differenze salariali”.



