mercoledì, Settembre 9, 2026

L’artista Federico Gori  ha chiuso gli incontri ‘900 Talks di Pistoia Musei

di Marcello Paris

PISTOIA – Accompagnato dalla direttrice dei Musei Civici di Bologna Eva Degl’Innocenti e dal docente d’Arte di Brera Lorenzo Madaro e alla presenza della direttrice di Pistoia Musei Monica Preti, Federico Gori è stato invitato a parlare della sua espressione artistica ed in particolare dell’ultima mostra “L’età dell’oro” che si è tenuta a Taranto dall’aprile del nel 2022 a gennaio 2023 e realizzata con le mute di 28 serpenti ricoperte di vari materiali: oro, argento, bronzo, ferro, rame.

Monica Preti, Eva Degl’Innocenti, Lorenzo Magaro e Federico Gori

La chiamata del pratese “naturalizzato” pistoiese Federico Gori  per questo terzo ed ultimo incontro è stata motivata, oltre che al riconoscimento di artista affermato,  per l’esposizione di parte degli oggetti,  realizzati per il Museo Nazionale Archeologico di Taranto, all’interno della collezione permanente del ‘900 di Palazzo de’ Rossi, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.

Federico Gori

Dunque il colloquio, talks, fra Gori e i suoi interlocutori, Madaro ha curato la mostra tarantina  Eva degl’Innocenti al tempo era direttrice del MArTA, si è sviluppato  sul suo ultimo lavoro che con un po’ di azzardo, come è stato detto, ha trovato ospitalità in un contesto assai diverso, l’Archeologico appunto, rispetto alle sue opere di arte contemporanea.

L’età dell’oro (la muta), è un’opera  pensata e progettata da Federico Gori appositamente per il MArTA che ha trovato nella direttrice del Museo il pieno accoglimento per partecipare, con esito positivo, ad un Bando del Ministero dei Beni Culturali.  

Come detto, si tratta di una serie di sculture completate in oro, argento, bronzo, rame e ferro, realizzate a partire dall’esuvia di 28 serpenti. La scelta dei metalli, ha detto Gori, riflette la successione delle età delineata ne Le opere e i giorni di Esiodo e si lega fortemente con gli Ori di Taranto da cui l’opera trae ispirazione.

Nelle parole di Eva Degl’Innocenti scopriamo le ragioni che hanno sotteso all’ospitalità di tali lavori in quel luogo: “In un momento in cui nella dimensione espositiva il rapporto tra l’antico e il contemporaneo è al centro delle riflessioni curatoriali del presente, il progetto espositivo personale L’età dell’oro concepito da Federico Gori per il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA risulta assolutamente pregnante, perché è in grado di rivelare un percorso di conoscenza, anzi un vero e proprio itinerario tra i materiali e le forme care alla sua indagine e le opere custodite in uno dei musei più importanti del Mediterraneo.

Eva Degl'Innocenti

Su questo particolare lavoro, Gori ha voluto precisare:  “Solitamente non voglio essere influenzato dal contesto in cui espongo, è importante per me pormi come una tabula rasa. Questa è una mostra pensata comunque per questo museo, ma deve vivere di vita propria”. Il progetto non è, difatti, un agonistico percorso di territori linguistici lontani millenni, ma una forma pacifica di dialogo, in cui le opere del contemporaneo si muovono con rispetto tra vasellame antico, mosaici, sculture. L’opera prodotta nell’ambito del bando è una scultura che unisce il tempo e lo spazio, epoche storiche lontanissime unite da ideali globali. Poi ha proseguito “È quindi presente un tempo interno sia nelle opere, sia nei materiali che le compongono, che per me è essenziale”.

Per Lorenzo Madaro  il  lavoro di Gori è totalmente (e volutamente) disconnesso da una specifica collocazione cronologica orientata verso il presente, usa materiali che appartengono alla storia dell’uomo, la terra, il rame, elementi primigeni in grado di sviluppare forme di comunicazione radicali nel loro essere volutamente essenziali. Le opere d’arte sono organismi viventi, hanno una loro specifica pregnanza, si muovono nello spazio cambiando pelle, trasformando il proprio stesso organismo in un corpo dinamico.

 Il catalogo della mostra è in via di pubblicazione da Magonza.

Incontro con Federico Gori

Per chi non conosce Federico Gori riportiamo una parte del suo profilo biografico.

 Nato a Prato, 1977, vive e lavora a Pistoia. Dopo aver studiato all’Istituto d’Arte di Pistoia  prosegue con la pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze, viene invitato da Sergio Risaliti a esporre il proprio lavoro nel Palazzo Comunale di Prato nel 2002, all’interno dell’evento GEMINE MUSE. Lo stesso anno vince una borsa di studio presso IL GIARDINO DI DANIEL SPOERRI. HIC TERMINUS HAERET, Seggiano, Grosseto, dove realizza l’opera site-specific Life in A Glass House. Nel 2011 viene invitato alla 54^ Biennale di Venezia, Padiglione Accademie. Nel 2013 vince il Premio Speciale al TALENT PRIZE 2013, con l’opera “Giro giro tondo”. Nel 2016 vince il concorso UN GIARDINO NUOVO PER PALAZZO FABRONI, in collaborazione con gli architetti Alessio Gai e Michele Fiesoli, Museo Palazzo Fabroni Centro Arti Visive Contemporanee, Pistoia. Nel 2017 viene selezionato all’interno del progetto europeo THE SPUR ETACEC 16-18, per trascorrere due mesi in residenza artistica presso La Panacée, Centre d’Art Contemporain, invitato dal Bureau Des Arts et Territoires, Montpellier, Francia. Tra le mostre recenti si ricordano: DI FRAGILITÀ E POTENZA, Palazzo Strozzi, Firenze, 2013. ANTOLOGIA DI UN PROGETTO, Galleria Biagiotti Progetto Arte, Firenze, 2013. FINTE NATURE, UNA NUOVA SCENA ARTISTICA TOSCANA, Mac,n, Monsummano Terme, Pistoia, 2013. LE FAUX MIROIR, Palazzo Tagliaferro, Andora, Savona, 2013. Del 2015 sono le mostre personali CORTECCIA, Museo Ebraico di Bologna, e COME AFFERRARE IL VENTO, Palazzo Fabroni Arti Visive Contemporanee, Pistoia. Sempre del 2015 sono le mostre: IMPATTO 2.0, Sala Ex Pescheria Vecchia, Este, Padova. GOVERNARE IL CASO, Pinacoteca Comunale di Città di castello, Perugia. COLORFUL, Sifang Art Museum, Nanjing, Jiangsu P. R. China. Nel 2015 viene invitato da Marco Pierini a realizzare un’opera permanente all’interno del progetto PARC01 – REBUILDING THE FUTURE, Rossana Maiorca Cycle Route, Siracusa. Nel 2016 L’opera UNDERGROUND N.2, entra a far parte della collezione permanente con una sala personale all’interno del Museo Palazzo Fabroni Centro Arti Visive Contemporanee, Pistoia. Del 2018 è la personale SIATE FEDELI ALLA TERRA, nell’Atrio d’Onore del Palazzo della Provincia di Arezzo. Del 2019 è il progetto EARTHRISE, in collaborazione con lo scienziato e neurobiologo Stefano Mancuso.  Adesso è presente anche nella collezione di Pistoia Musei della Fondazione Caript.

Eva Degl’Innocenti è nata a Pistoia nel 1976, ha studiato a Pisa dove si è laureata in Conservazione dei Beni Culturali, con indirizzo archeologico. Sempre a Pisa, ha, poi, frequentato la Scuola di Specializzazione di Archeologia. All’Università degli studi di Siena ha conseguito il dottorato di ricerca europeo in Storia, archeologia e archivi del Medioevo. Dal 1995 al 2008 ha condotto scavi archeologici in Italia e in Tunisia. Nel 2010 ha lavorato in Bretagna al museo/centro d’interpretazione Coriosolis della Comunità dei Comuni Plancoët Plélan in Bretagna di cui è nominata direttore dal 2013.È stata Ricercatrice e Project manager di progetto europeo al Museo Nazionale francese del Medioevo di Parigi. È, inoltre, autrice di numerose pubblicazioni e ha insegnato in diverse università italiane e francesi. Otto anni fa a fu chiamata  dirigere il Museo Archeologico nazionale di Taranto al quale ha dato un forte impulso per riportarlo al ruolo di uno fra i più importanti in Italia e il primo nell’Area del Mediterraneo. Dal gennaio di quest’anno è direttore dei Musei Civici di Bologna che compone di ben undici diversi luoghi di esposizione che vanno dall’archeologia al contemporaneo. 

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